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Reddito di cittadinanza: eppur, si muove…

Reddito di cittadinanza: eppur, si muove…

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Sin dalla nascita del Reddito di Cittadinanza, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose ha denunciato l’iniqua e incostituzionale applicazione della legge, in particolare nella attribuzione delle scale di equivalenza che determina il valore del beneficio attribuito al nucleo familiare.

Come specificato nel sito del RdC, vengono definiti questi pesi:
● Al primo adulto 1,00
● Per ogni adulto successivo 0,40
● Per ogni figlio minore 0,20
Alla assurdità di riconoscere un peso di solo 0,20 ai figli minori (inferiore persino al già penalizzante peso attribuito dall’ISEE), quando peraltro l’ISTAT dice che le famiglie numerose e con figli minori sono quelle a maggior rischio di povertà, si aggiunge anche il paradosso di prevedere un tetto massimo di 2.10, elevabile a 2.20 in presenza di componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza.
Altri tetti, penalizzanti per le famiglie con più figli, sono previsti nei requisiti economici legati al patrimonio mobiliare e al reddito familiare, così come è ulteriormente discriminatorio la presenza di autoveicoli di cilindrata superiore ai 1.600 cc che preclude l’accesso alla misura. Quante famiglie numerose hanno dovuto rinunciare semplicemente perché hanno un vecchio monovolume a 7 posti, scassato e senza valore commerciale, ma di cilindrata superiore ai 1.600 cc !!!
Per far capire l’assurdità delle scale di equivalenza adottate, proviamo a sostituire al Reddito di Cittadinanza la… pizza!
Ipotizziamo una famiglia numerosa con un figlio di 18 anni e 5 figli minorenni che va a mangiare alla Pizzeria ‘Dal Reddito di Cittadinanza’.
Una volta seduta a tavola, si vede servire una pizza intera per uno dei genitori, meno di mezza pizza (0,40) per l’altro genitore, così come per il figlio maggiorenne; mentre i figli minorenni si vedono servire una misera fettina di pizza (0,20).
Non solo: poiché la pizzeria prevede che per ogni tavolo non si possa servire più di 2,1 pizze, a tre dei bambini minori viene tolto il piatto, rimanendo senza pizza, mentre ad un altro viene tagliata a metà la sua già misera fettina, rimanendo con un decimo di pizza…
Anticostituzionale, lesivo della dignità delle famiglie, discriminatorio: gli aggettivi si sprecano per questa applicazione della legge semplicemente assurda e senza alcuna logica!!!
E difatti sin dalla sua emanazione, non solo Anfn ha denunciato l’iniquità del RdC (vedi l’intervista al segretario Giuseppe Magistri), ma anche l’OCSE, l’Università Cattolica ed il Forum delle Associazioni Familiari.
Poi, è successo quello che immaginavamo e prevedevamo: i dati sulla povertà annualmente pubblicati dall’ISTAT, continuano a dire inesorabilmente che le famiglie numerose sono quelle più povere in Italia, e che per loro il RdC è stato semplicemente FALLIMENTARE!
Lo abbiamo denunciato l’anno scorso, e lo abbiamo ripetuto pochi giorni fa.
E questo grafico, che evidenzia la crescita esponenziale della povertà assoluta delle famiglie numerose, passata dal 3,8% del 2006 al 20,7% del 2020:

rappresenta non solo il fallimento del Reddito di Cittadinanza, ma di tutte le politiche familiari messe in atto in questi ultimi 15 anni in Italia.
Eppure, qualcosa si muove, grazie anche alle nostre insistenze. Qualcuno si è accorto di quanto denunciavamo…
Il 10 marzo, infatti, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha istituito il Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza.
Al RdC è stato inoltre destinato un ulteriore miliardo di euro, destinato ad estendere la platea alle famiglie immigrate e a ricalibrare i parametri affinché non sia penalizzante per le famiglie con più figli.
Contenti, quindi? No, perché esiste il rischio concreto che possa ripetersi quanto successe con la riforma dell’ISEE del 2015. L’art. 5 del decreto 201/2011 “Salva Italia” (Primo Ministro Monti), prevedeva “una specifica attenzione alle tipologie familiari con carichi particolarmente gravosi, e in particolare le famiglie numerose (con tre o più figli) e quelle con persone con disabilità”. Per entrambe le categorie questa ‘attenzione’ si è poi risolta, nella riforma del 2015, con un ‘piatto di lenticchie’ di un misero aumento delle scale di equivalenza, che di fatto non ha apportato alcun beneficio, anzi…
Non vogliamo che anche per il Reddito di Cittadinanza vengano apportate variazioni marginali. Le vogliamo sostanziali.
Cosa chiediamo quindi?
Chiediamo di incrementare la scala di equivalenza per ogni figlio minore da 0,20 a 0,40, equiparandola a quello dei maggiorenni.
Chiediamo di togliere ogni tetto presente nella legge.
Chiediamo di togliere l’assurdo limite del possesso delle macchine con cilindrata superiore a 1.600 cc.
Chiediamo di essere coinvolti nei lavori del Comitato Scientifico.
Chiediamo a tutti i politici (ministri, sottosegretari, deputati e senatori) di lavorare ad una modifica del Reddito di Cittadinanza che sia veramente a misura di famiglia – e quindi anche di famiglia numerosa.
Chiediamo anche ai Mass Media (giornali, trasmissioni televisive) di aiutarci a raggiungere questo obiettivo.
Aiutateci tutti a rendere più efficiente la pizzeria “Dal Reddito di Cittadinanza”!

di Alfredo Caltabiano
Unità politica Anfn