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L’Istat dice di aiutare le famiglie numerose e i minori…

L’Istat dice di aiutare le famiglie numerose e i minori…

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… e infatti il Decreto Rilancio aiuta single e adulti!!!
La solita contraddizione della nostra politica!

La lettura dei 266 articoli del decreto Rilancio ha evidenziato non soltanto il ruolo assolutamente marginale della famiglia nel decreto (compare solo negli art. 104 – disabilità e 105 – finanziamento dei centri estivi e contrasto alla povertà educativa, mentre è totalmente assente l’assegno per figlio, a grande voce richiesto dall’associazionismo familiare), ma presenta, in alcuni suoi articoli, caratteri discriminatori e anticostituzionali, in particolare rispetto agli artt. 29-30-31 della Costituzione.

In particolare, i carichi famigliari vengono, nella migliore delle ipotesi, ampiamente sottovalutati, ma nella maggior parte dei casi vengono ignorati.

Un esempio emblematico è dato dall’art. 82 sul Reddito di emergenza. Una lettura del rapporto ISTAT 2019 sulla povertà assoluta, evidenzia questi importanti passaggi:

Nel 2018, si conferma un’incidenza di povertà assoluta più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti…La povertà, inoltre, aumenta in presenza di figli conviventi, soprattutto se minori, passando dal 9,7% delle famiglie con un figlio minore al 19,7% di quelle con 3 o più figli minori…Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 725mila, con un’incidenza dell’11,3% (oltre quattro punti più alta del 7,0% medio nazionale)… ). Le famiglie con minori sono quindi più spesso povere, e se povere, lo sono più delle altre… Rispetto alla tipologia familiare, l’incidenza di povertà assoluta aumenta al crescere del numero di minori presenti in famiglia (6,5% per le coppie con un figlio, 10,1% per quelle con due figli e 17,2% per le coppie con tre o più figli)…

Nella predisposizione di uno strumento di contrasto alla povertà, in un periodo peraltro di emergenza come quello attuale, un legislatore attento avrebbe centrato l’intervento del reddito di emergenza in particolare verso le famiglie numerose e con figli minori.
L’art. 80 è andato in senso diametralmente opposto, in quanto riconosce nelle scale di equivalenza un peso ai minori pari a 0,20, esattamente la metà di un maggiorenne (0,40). Non solo, ma ponendo un tetto massimo ad 800 euro (pari ad una scala di equivalenza massima pari a 2), escludono di fatto i figli successivi al terzo. Parafrasando, è come se,
in una famiglia che va in pizzeria, chi ha meno di 18 anni mangia solo metà pizza, mentre gli ultimi nati non mangiano neanche: lo Stato non li fa neanche sedere.

Quello del tetto rispetto al numero dei componenti famigliari (discriminatorio verso le famiglie con più figli e anticostituzionale rispetto all’art. 31 della Costituzione), viene evidenziato anche dall’art. 176 (Tax credit vacanze). Se una famiglia è composta da 1 componente, l’importo è di 150 euro. Se composta da due componenti, 300 euro.
Se composti da 3 o più componenti, 500 euro. Se questo è ‘premiante’ per le famiglie con
1 figlio (a cui di fatto vengono riconosciuti 200 euro), non lo è per le famiglie con 2, ma soprattutto con 3 e più figli.
La misura peraltro non tiene conto della realtà della situazione: una famiglia numerosa che va in vacanza, facilmente deve prenotare più di una camera, con un aumento più che proporzionale dei costi, in quanto non può usufruire degli sconti previsti per i minori.

Ma questo articolo nasconde un’altra grande discriminazione nei confronti delle famiglie con figli: è l’unico intervento del decreto legge che prevede un tetto ISEE. Ora, l’ISEE è uno strumento che deve essere utilizzato esclusivamente per finalità assistenziali.
Se lo si vuole utilizzare per un discorso di equità o per far fronte alla limitatezza delle risorse, allora bisogna COERENTEMENTE utilizzarlo anche per altri interventi, quali (ad esempio):

– Bonus baby sitter
– Efficientamento energetico
– Mobilità sostenibile

Se l’ISEE viene utilizzato per evitare che la famiglia del ricco imprenditore possa godere del bonus per farsi la vacanza, non si capisce perché lo stesso ricco imprenditore può comprarsi l’ultimo modello di bici elettrica con lo sconto dello Stato, senza che gli venga richiesto l’ISEE. Peraltro, in un intervento in cui i fondi sono limitati e vanno rapidamente ad esaurirsi.

Guarda caso, però, l’ISEE viene usata solo dove ci sono degli interventi a favore dei figli. Il messaggio dato dalla politica è chiaro: i figli socialmente valgono meno della mobilità sostenibile e dell’efficientamento energetico. E noi non siamo assolutamente d’accordo.

Auspichiamo quindi che gli emendamenti del Forum vengano accolti almeno per ‘rimediare’ alle storture discriminatorie e anticostituzionali evidenziati dall’associazionismo famigliare, e garantire un minimo di equità orizzontale, oggi totalmente ignorata dalla politica.

Alfredo Caltabiano
Direzione politica nazionale

 

Documenti allegati:
Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34

Forum delle associazioni familiari – Proposte di modifica al Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34