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Zona rossa e studenti in DaD, un incubo per le famiglie con 6 o 7 figli: “Non sappiamo dove girarci”

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Undici regioni italiane in zona rossa da lunedì e scuole, di ogni ordine e grado, chiuse, con i disagi che verosimilmente aumenteranno soprattutto per le famiglie numerose. “A livello generale la situazione è insopportabile – spiega all’Adnkronos Mario Sberna, presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose- Basti pensare che, con la didattica a distanza, ognuno dei nostri figli dovrebbe avere uno strumento digitale a disposizione e non abbiamo proprio la possibilità economica”.

“La Dad? E’ Un incubo per molte famiglie numerose – spiega – anche se vista la situazione sanitaria diventa inevitabile. Noi come associazione ne abbiamo aiutate 62 ad acquistare dei tablet. Ma le richieste di aiuto sono troppe ed è impossibile soddisfarle tutte. Queste famiglie numerose con 5, 6, 7, 8 figli, non sanno più da che parte girarsi. I dati delle famiglie numerose e povere sono aumentate del 4,5% rispetto allo scorso anno. E’ possibile che un governo non pensi a questo e che non arrivino aiuti concreti? Per fare la didattica a distanza servono apparecchi, la rete fibra, la connessione. Se una famiglia non ha soldi come può far fare ai loro figli la dad? Solo lacrime e sgomento rimangono a certi genitori”

“E poi ci si lamenta perché in Italia non si fanno figli – dice Sberna all’Adnkronos – Se non si aiutano le famiglie è ovvio che nessuno ha voglia di procreare. E’ triste dirlo, ma questa è la realtà“.

Anche, dalla Sardegna, unica regione italiana in zona bianca, la dad ha prodotto disagi sociali all’interno delle famiglie. “Non tutti gli istituti sono aperti qui e in generale non abbiamo i computer – spiega Gabriella Muscas, vicepresidente dell’Associazione – Con la didattica a distanza, se i figli sono chiusi a casa e i genitori lavorano, occorre pagare per avere un aiuto. Una baby sitter ad esempio, e molte famiglie i soldi non li hanno“.

Fonte: www.orizzontescuola.it