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Quale dignità della morte e del morire?

Quale dignità della morte e del morire?

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Lo scorso 11 settembre a Roma si è svolto un confronto sui temi legati all’eutanasia e suicidio assistito con la partecipazione del presidente della CEI S.E. Card. Gualtiero Bassetti, del presidente del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo.
Per la nostra associazione ha partecipato Cristina Bazzani portando la testimonianza della famiglia Avesani.

Vorrei aprire questo intervento mostrandovi la foto di Francesco : Francesco Avesani. Un bambino meraviglioso, meraviglioso e speciale!

Oggi Francesco non c’è più ma la sua è stata una vita felice nella famiglia che lo ha accolto con tutto l’amore del mondo, felice è stata la sua vita in mezzo a noi, famiglia di famiglie, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose!

Francesco, un bambino di dieci mesi cerebro-leso, invalido al 100%, abbandonato alla nascita che viveva in ospedale, viene accolto in affido e poi adottato da una delle nostre famiglie.

Queste le loro parole…

“Siamo venuti per caso a conoscenza che Francesco cercava famiglia. Nessuno lo voleva. L’assistente sociale ha provato tutte le strade possibili per trovare una famiglia disposta ad accoglierlo, ma niente. 
Noi non pensavamo assolutamente all’adozione né a dare la disponibilità all’addozione.
Avevamo già otto figli e, avendo superato entrambi la cinquantina, pensavamo di poter finalmente respirare un po’, visto che Pietro, l’ultimo nato aveva iniziato le elementari. Basta asilo, basta pannolini, lettini, passeggini, autentici traslochi in occasione di qualsiasi piccolo spostamento.
Una sera ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti: lo prendiamo? Decidiamo per il SI! Restava il problema dei figli. Noi li abbiamo lasciati completamente liberi di decidere, il no di uno sarebbe stato il no di tutti.
Lo Spirito Santo deve averli abbindolati ben bene perché tutti hanno detto: sì, lo accogliamo.
Ci ha rivoluzionato la vita, ma ne valeva la pena. Siamo davvero grati al Signore che ci ha di nuovo rimesso in pista a servizio della vita, sofferente, difficile, con mille problemi, ma VITA.
Francesco è la dimostrazione lampante che la vita non si può misurare in base alla sua qualità, come una bottiglia di vino. E’ vero: non abbiamo più la possibilità di disporre liberamente del nostro tempo, non possiamo muoverci insieme per qualche giorno, non sappiamo ancora se potremo andare in vacanza questa estate. Ma che importa tutto questo?
Basta guardare Francesco negli occhi e capiamo che la vita sta lì, che la nostra felicità sta nel servire notte e giorno questa creatura. No non siamo bravi: chiunque potrebbe fare quello che abbiamo fatto noi. Siamo invece dei privilegiati perché il Signore ha scelto due persone fragili come noi per accoglierlo in Francesco. Grazie Francesco di esserci. Grazie ignota mamma che non lo hai abortito, ma lo hai lanciato nella vita: non disperarti, perché Francesco veglia su di te, perché tu possa trovare pace e incontrare quel Dio che forse non conosci, ma che tutto può nel suo amore provvidente.”

Francesco è stato per Anfn una “mascotte”, sempre presente ai direttivi dell’associazione, o perlomeno quando il suo stato di salute lo permetteva, Francesco che sorrideva sempre, sicuramente al pensiero di questa strana “Armata Brancaleone” di matti numerosi in cui era finito, Francesco che amava la vita, la sua vita. Quella vita che qualcuno aveva rifiutato, che era invece diventata la ricchezza di un’intera famiglia di famiglie. Una ricchezza che resterà custodita preziosamente nella storia della nostra associazione perchè per noi, famiglie numerose, nessuno è inutile, ogni vita è accolta e preziosa, dal concepito, all’anziano, al malato : ne siamo la dimostrazione vivente! Francesco è salito al Cielo nel giugno del 2017 all’età di 11 anni.

La sua vita, preziosa!

La nostra presenza di famiglie numerose nel mondo attuale è una testimonianza di fede, di coraggio, di ottimismo; per chi crede, è un atto di fiducia vissuta e totale nella Provvidenza Divina, e una celebrazione eloquente dei valori più alti e santi della famiglia; è una attestazione di retta coscienza morale, in una società e in un particolare momento che presentano talora sintomi preoccupanti di egoismo, di indifferenza, di edonismo gretto e spesso conformista a decadente costume.

Nella strana situazione di relativismo culturale odierna pare stia diventando sempre più difficile esprimere le proprie opinioni, soprattutto quando si tratta di manifestare liberamente il proprio pensiero su temi particolarmente delicati come la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

Credo che le famiglie siano chiamate a dare voce alla coscienza che chiede il rispetto della vita e della verità della persona umana e questo in modo credibile con la testimonianza coerente vissuta nella quotidianità.

Credo fermamente che nostro compito di genitori quali primari ed insostituibili educatori, sia proprio quello di trasmettere ai nostri figli che la vita è un dono prezioso e come tale va sempre accolta, custodita, sostenuta e difesa!

Oggi, la coscienza di ogni credente, in comunione con la Chiesa, è chiamata alla fedeltà al Vangelo della vita e della famiglia sapendo anche dire no, obiettando alla cultura della morte. Ma la coscienza non alberga solo nell’animo dei credenti; parimenti, la difesa della vita e della famiglia non si può ridurre ad un dovere esclusivo di chi professa una fede: è invece compito di ogni persona di buona volontà che ha a cuore il bene comune.

Per conoscere meglio la storia di Francesco:

Storia di Francesco

Francesco un dono per tanti

Lettera di un bambino che non sapeva di essere speciale

Francesco Avesani è tornato alla casa del Padre

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