Negli ultimi anni la natalità è diventata uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico globale. Quotidiani, televisioni e report internazionali parlano sempre più spesso di “inverno demografico”, “crollo delle nascite” o addirittura di crisi della civiltà. Ma cosa dicono davvero i dati? E quanto il racconto mediatico riflette la realtà? E soprattutto, questa narrazione mediatica è uguale in Europa, Stati Uniti e Sud America?
Un fenomeno globale: meno figli ovunque
Il primo dato fondamentale è che il calo della natalità è un fenomeno globale. Nel 1950 una donna aveva in media circa 5 figli; oggi siamo scesi a circa 2,3, vicino al cosiddetto “livello di sostituzione”. Le proiezioni indicano un’ulteriore discesa: entro il 2050 il tasso globale potrebbe scendere a circa 1,68 figli per donna.
Non si tratta quindi di una crisi localizzata, ma di una trasformazione strutturale legata soprattutto a un maggiore accesso alla contraccezione rispetto al passato e un aumento dei costi della vita.
I media spesso raccontano questo fenomeno in chiave emergenziale, ma non sempre è così. A volte si fa tutto il contrario, sottolineando che è anche il risultato di progresso sociale. Vediamo nel dettaglio la differenza del racconto dei media sul tema della natalità in Europa, Stati Uniti e Sud America.
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