• it
ll diritto di educare… non spetta più alla famiglia???

ll diritto di educare… non spetta più alla famiglia???

179 views
Condividi

Le Associazioni italiane di nuovo alle prese con scelte governative, in questo caso del MIUR, che sembrano non coincidere con la realtà e la tendenza a cercare una qualità di vita per famiglie e bambini disabili. Il nuovo PEI infatti rivede quanto costruito in più di 40 anni e addirittura prevede che:

“Ai docenti è attribuita “competenza esclusiva nell’individuazione degli obiettivi educativi”: ciò significa violare il diritto-dovere dei genitori ai quali la Costituzione affida l’educazione dei figli.
È “la prima volta dall’inizio dell’inclusione scolastica italiana” che un Ministro, di fatto, sopprime la possibilità per i genitori del minore con disabilità di esercitare il diritto costituzionale relativamente all’educazione dei figli! (art. 30 Costituzione Italiana)”

Riportiamo per intero la lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che Emmanuele Di Leo presidente di Steadfast Onlus ha deciso di rendere pubblica per sensibilizzare i cittadini e le famiglie su questo tema.

 

∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞

 

Scuola: Di Leo (Steadfast onlus) “Con nuove linee guida a rischio discriminazione alunni disabili e loro genitori privati del diritto costituzionale all’educazione”. Appello urgente al presidente Conte

L’associazione Steadfast Onlus ha rivolto un appello al presidente del Consiglio Conte su quanto esposto nella “Bozza di linee guida per la compilazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)”, ovvero lo strumento con cui i Gruppi di lavoro (G.L.O.) ogni anno definiscono un percorso didattico inclusivo, gli interventi educativi e didattici, gli obiettivi prefissati e i conseguenti criteri di valutazione per gli alunni con disabilità, ma soprattutto il piano che costituisce di fatto il principale terreno di collaborazione tra la scuola e la famiglia degli alunni con disabilità certificata.

«Dopo la pubblicazione del documento della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) in merito alla “Bozza di linee guida per la compilazione del PEI” e
del comunicato stampa del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno (CIIS) che la analizza» – dichiara Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast onlus – «abbiamo deciso di rivolgere un appello urgente al presidente del Consiglio Conte, in cui rappresentiamo
lo sconforto e la paura delle tante famiglie e genitori di figli con disabilità associati alla nostra organizzazione. Dalle informazioni a noi pervenute risulta infatti che il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), ovvero il gruppo incaricato dell’elaborazione e della stesura del Piano Educativo Individualizzato, dello strumento cioè che realizza o dovrebbe realizzare l’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità nella scuola Italiana, verrebbe trasformato in organo collegiale. Ciò significa che quest’anno,
a differenza di quanto previsto in passato, il PEI vèrrà approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo tramite votazione e ciò comporterà che il nuovo Piano non sarà più frutto di “elaborazione congiunta” (come stabiliva il dpr 24 febbraio 1994, applicativo della legge 104/92) ma sarà sottoposto ad approvazione mediate votazione a maggioranza.
Viste le regole del “nuovo GLO”, i genitori, anche qualora potessero partecipare alla votazione, sarebbero inevitabilmente in minoranza numerica e perciò di fatto esclusi dal processo decisionale riguardante le scelte educative per il proprio figlio».
«Ai docenti – prosegue Di Leo – verrebbe dunque attribuita “competenza esclusiva nell’individuazione degli obiettivi educativi” e ciò significherebbe dunque violare il diritto-dovere dei genitori ai quali la Costituzione affida l’educazione dei figli».
«È la prima volta dall’inizio dell’inclusione scolastica italiana – conclude l’appello di Steadfast onlus – che un Ministro, di fatto, sopprime la possibilità per i genitori del minore con disabilità di esercitare il loro diritto costituzionale all’educazione dei figli previsto dall’articolo 30 della Carta. Oltre ad escludere l’unicità della persona con disabilità, non prevedendo più la piena partecipazione alla vita della classe, ciò potrebbe inevitabilmente portare a ricostituire “gruppi di alunni” assimilabili alle classi differenziali soppresse dalla legge 4 agosto 1977 n. 517.
Nella secondaria di secondo grado, poi, l’esonero dall’insegnamento di una o più discipline potrebbe precludere, in seguito, il passaggio ad un percorso semplificato e, come ricorda la FISH, con questo nuovo sistema la famiglia non può rifiutare in nessun modo il tipo di programmazione decisa dai docenti! Il rischio è che alle superiori, per semplificarsi la vita, i docenti propongano molto più spesso di quanto sia realmente necessario una programmazione differenziata! E la famiglia non potrebbe dire più nulla».

«Ciò che il M.I.U.R. vuole attuare con l’introduzione del cosiddetto “nuovo P.E.I.” – conclude l’appello – non è un ritorno al passato, ma piuttosto una nuova concezione della mission del sistema scolastico, che, di fatto, tende a escludere coloro che non rientrano nello standard, e per gli alunni con disabilità traspare una nuova collocazione: altrove, con le famiglie ridotte al silenzio e all’impotenza».

 

Riferimenti:

Considerazioni della fish sulla bozza di linee guida per la compilazione del nuovo PEI

Comunicato stampa del coordinamento italiano insegnanti di sostegno (CIIS) 

Appello di Steadfast Onlus al presidente Conte