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Diario di una maestra numerosa: estate 2021

Diario di una maestra numerosa: estate 2021

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Senza quasi accorgercene, agosto volge alla fine e l’incubo dei compiti da ultimare incombe sulle famiglie. Ripercorro mentalmente (con un leggero senso di colpa che però mi passa subito) le proposte fatte ai miei scolari, nella certezza che siano state seguite da tutti almeno in parte.
Al di là di un elenco preciso di attività da portare avanti per consolidare le competenze acquisite durante l’anno, la mia richiesta prioritaria si riduce allo scrivere in corsivo.
Non certo perché lo devono imparare approfittando dei mesi estivi, ma, proprio in quanto l’hanno già assimilato bene e senza troppa difficoltà, è vietato scordarlo. Oltre ai genitori,
i bambini stessi si sono inconsciamente accorti che il semplice movimento della mano, direzionato per seguire la forma delle lettere da scrivere e collegare tra loro, attiva abilità non solo di orientamento spaziale, ma di linguaggio, di calcolo e, addirittura, di memoria. Chi durante l’anno si è sforzato di comporre un corsivo preciso e non scarabocchiato, si è a poco a poco innamorato della perizia di saperlo produrre. Per fortuna: perché nessun videogioco, nessuna tastiera di cellulari o computer, nessuna console riesce ad attivare i meccanismi cognitivi della scrittura in corsivo.
Ed ecco lo scopo del principale compito estivo: SO SCRIVERE E NON POSSO PIU’ FARNE
A MENO.
Ora ce la faccio a mettere nero su bianco i miei pensieri, sono in grado di tenere un diario, lascio bigliettini affettuosi alla mamma, scrivo lettere da spedire ai miei amici, compilo la lista della spesa che la nonna mi detta. Scrivere, scrivere e di nuovo scrivere, in questi mesi così strani di libertà condizionata ma con il pericolo contagio dietro ad ogni angolo, potrebbe rivelarsi un’insperata salvezza.
Non è davvero la rincorsa a tutto ciò in cui i nostri bambini sono stati limitati nei mesi invernali che può garantire una buona estate. Il benessere, unico obiettivo importante, deriva soprattutto da altro e non da una scorpacciata di mete da inseguire e persone da rivedere a tutti i costi. I bambini sono stati bene anche con ritmi più umani, congeniali alla loro età, con meno impegni e tanta vita familiare nell’intimità della propria casa.
Quello di cui tutti questi nostri figli/alunni hanno bisogno ora è assaporare le loro giornate e riempirle di passatempi antichi come il mondo. Se fosse così, tra l’altro, non ci sarebbe nemmeno bisogno di stilare elenchi di noiosi compiti delle vacanze. Leggere in spiaggia,
in giardino, in treno. Scrivere un post-it da attaccare al frigorifero, una semplice cartolina a cui incollare un francobollo. Disegnare un paesaggio commovente, la casa di campagna dei nonni, una conchiglia particolare. Giocare a carte, a Monopoli, a Shangai. Costruire un lego, una pista per le biglie, un puzzle. Muoversi in bici, con una palla in mano, a caccia di un tesoro. Manipolare il pongo, la pasta frolla, la frutta per la macedonia. Risolvere rebus, indovinelli, quiz. Sperimentare, contare, cantare, saltare, cucinare, scoprire …. che cosa benfatta e quanta semplicità.
Restano ancora giorni prima dell’inizio della scuola: regaliamo a queste genuine e meritevoli testoline tempo di alto valore educativo e mettiamoli in condizione di divertirsi in modo sano, sostenibile ed ecologico perché non sempre c’è bisogno di andare chissà dove a fare chissà cosa. Per volare lontano e con chi vogliamo può bastare poco, a volte semplicemente un taccuino e una penna.

di Barbara Mondelli