A Misano Adriatico, dove martedi si conclude l’assemblea nazionale delle Famiglie Numerose, anche Domenico Menorello, portavoce del network “Ditelo sui tetti”.
“Si tratta – ha spiegato Menorello – di una semplice e spontanea amicizia operosa, un network informale, ma molto vivace, fra persone e associazioni che sono impegnate in oltre cento realtà associative anche molto diverse, ma che si aiutano in un giudizio pubblico comune, nel ‘cambio d’epoca’, quando sono scomparse, sparite, evaporate tutte le certezze. Realtà che si domandano quale concezione dell’umano venga in gioco davanti a tante scelte pubbliche, soprattutto legislative. E si accorgono che spesso si vuole imporre un’idea di uomo monade, solitario, che vale solo se ha successo”. Così “Ditelo sui Tetti” (cui Anfn aderisce) “ propone anche scelte legislative che, invece, abbiano al fondo un umano tutto intero, con cui si parte dal desiderio di verità, di bellezza, di Dio”.
“E uniti si incide”. Sono oltre 60, ad oggi, le norme approvate, alcune anche con il grande prezioso sostegno di Anfn.
Nel tempo di tre generazioni il modello di famiglia in cui avevano creduto i nostri nonni ha perso il suo appeal, è diventato uno dei tanti.
Era quel modello cui faceva riferimento la Costituzione. E che piaceva a tutti, credenti e non credenti.
Ecco, quel modello, a cui si richiama anche la carta dei valori di Anfn, pare evaporato. Le nuove generazioni soffrono di immaturità affettiva. Secondo l’osservatorio «Giovani e sessualità» di Skuola.net, il 55% di loro si affida ad Internet per rispondere ai propri dubbi su sessualità ed affettività, esponendosi al rischio di credere in fale news o informazioni scorrette. Altri si rivolgono al gruppo dei pari, pochi si informano a scuola, quasi nessuno ne parla con i genitori o con gli educatori degli oratori.
6 adolescenti su 10 consumano abitualmente porno online. Un adolescente su 2 (tra i 13 ed i 19 anni) fa sexting, ovvero invia volontariamente dal proprio smartphone o da piattaforme digitali immagini, video e messaggi a contenuto sessuale, spesso a propri coetanei, non sempre consapevole delle conseguenze. Sono stimati in due milioni gli italiani (circa il 4% della popolazione) vittime di revenge porn.
Epperò molti fra loro faticano a pensare ad una vita di coppia. Che succede, Menorello?
“Succede che ci stanno inculcando una precisa idea di uomo. Una monade, che vale solo se afferma la proiezione di sé stesso. La realtà e le relazioni gli divengono vincoli da cui liberarsi. Vive etsi communitas non daretur (Tu sopravviveresti anche se la comunità non esistesse) , come ci spiega da anni Stefano Zamagni. Una idea di uomo che usa la tecnica e il diritto per liberarsi dai rapporti e alla stessa realtà. Proprio all’inizio del “cambio d’epoca”, nel 2015, la legge 55 ha reso quasi immediata la dissoluzione del matrimonio, considerato un fatto privato. Si, perché la possibilità di risolvere il vincolo matrimoniale senza un giudice, significa negare che il matrimonio, la famiglia abbia un senso verso altri, verso i figli e verso l’intera comunità! E nel 2016, la legge 76 ha creato modelli familiari privi di legami stabili, responsabilità verso il nucleo e apertura alla vita”.
Il riferimento a Ligabue, laddove canta quella struggente canzone “Per sempre”? “Per sempre, solo per sempre / Cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo? Per sempre, solo per sempre / C’è un istante che rimane lì piantato eternamente”
“Dovremmo tutti ripartire da questa domanda del cuore. La domanda di unità “per sempre”, di una compagnia “per sempre”, segno di un anelito inestirpabile”.
D’altronde come mai, nonostante tutto, anche nei giovani – è il commento di Domenico Menorello – questo desiderio rimane più acceso che mai? “La volontà di costruire una famiglia con figli rimane alta (attorno al 90% favorevole), seppur poi tenda progressivamente a calare nel tempo a causa delle difficoltà incontrate nel percorso di transizione alla vita adulta”, e “L’affermazione sulla centralità del matrimonio trova l’accordo di quasi il 70,0% dei giovani con genitori coniugati, anche se scende al 46,0% tra chi ha sperimentato il fallimento del matrimonio dei propri genitori”, (Mario Bolzan, ordinario di statistiche università Padova, meeting Rimini 2025).
L’appello del portavoce del network: “Educhiamoci a dare credito a questa domanda, senza la quale l’”umano non è intero”. Ma per alimentarla, la stessa famiglia non basta. Serve “il villaggio”, come dice quel proverbio africano. O come ha ricordato Luisa Santolini, fondatrice del forum delle famiglie al convegno di qualche giorno fa di presentazione del pensiero politico di Carlo Casini, citando Giussani: “una famiglia non può resistere da sola se non si scopre parte di un popolo”. Insomma, dobbiamo davvero accettare la sfida antropologica, come profetizzava Ratzinger in una splendida intervista al Foglio del 2019”.









