L’esperienza del CECOFeS all’incontro dei coordinatori di Anfn

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    «Quando la famiglia sta bene, la società sta bene». «Ma la famiglia sta bene, solo se la coppia sta bene». Quando Giuseppe Butturini, marito e papà veronese di 86 anni  – di cui quaranta spesi ad insegnar storia della Chiesa a Padova, Verona e Venezia –   dice queste cose, lo fa guardandoti con una intensità disarmante. Ed è allora che ti senti come quel pugile traballante sul ring, che non aspetta altro che l’avversario ti sferzi il colpo del ko per finire la tua gara. Non possiamo che perdonarlo: ha lo sguardo gioioso di chi ha ricevuto – dal «basso» di 43 anni di matrimonio con Raffaella,  dieci figli e un «nido» di nipoti (per l’esattezza 25 + 4 in viaggio)  – una intuizione che sente ardentemente il desiderio di trasmetterti, perché potrebbe far bene anche a te. La pensa come lui Raffaello Rossi, consulente di coppia e della famiglia, per due mandati presidente nazionale dell’ AICCeF (Associazione italiana dei consulenti coniugali e familiari). Quando Raffaello Rossi, Giuseppe e Raffaella Butturini, si sono incontrati una prima volta nel 2015 è stato… amore a prima vista. Nel 2018 i tre  hanno dato vita ad una nuova scuola per consulenti familiari, il CECOFeS.

    L’esperienza del Cecofes, dei percorsi formativi per divenire prima antenne di rete e poi consulenti familiari è stata raccontata da Giuseppe Butturini e da Rosalba Bonfigli, di Macerata, consulente lei stessa.

    Fare rete tra famiglie, sapersi ascolto, significa anche saper aiutare, anche economicamente, quelle coppie con molti figli che vivono un periodo particolarmente duro. All’incontro dei coordinatori Anfn ha portato la sua testimonianza Alfredo Del Vecchio, insegnante, sposo di Clelia (che abbiamo già ascoltato) papà di 4 figli, raccontando dell’attività dell’unità “solidarietà”. «Il nostro intervento – ha osservato Del Vecchio – è una goccia in mezzo al mare. In questi mesi, ad esempio, abbiamo aiutato 25 famiglie nel pagamento di utenze o di canoni di affitto, generi di prima necessità. C’è poi l’adozione di alcuni nuclei familiari, seguiti in modo costante».

    Quale tipo di approccio? «Ogni situazione chiede delicatezza, sensibilità. In molti casi sono i coordinati locali a introdurre questo o quel caso, altre volte i casi arrivano direttamente all’unità. Grazie al team ‘Aiutiamoci’ ci dividiamo i compiti e le telefonate, lasciando alle donne quei casi in cui c’è bisogno di un maggior intuito femminile». Poi, quando il team ha valutato la situazione, la palla passa al cassiere Michele Messina «che, puntuale, effettua il bonifico e ci manda la risultanza del pagamento».

     

    Rosalba Bonfigli e Giuseppe Butturini  – Valentina Ranalli e Andrea Bernardini

    Alfredo Del Vecchio