Carissimi amici di “Famiglie Numerose”!
In un tempo ed un mondo in cui sembra che la violenza e la guerra abbiano il sopravvento sulla mitezza e la pace;
in un tempo ed un mondo in cui sembra che l’opulenza di pochi e l’ingiustizia abbiano il sopravvento sul benessere di tutti e la giustizia;
in un tempo ed un mondo in cui sembra che l’odio e l’offesa abbiano il sopravvento sull’amore ed il perdono;
in un tempo ed un mondo in cui sembra che la tristezza e la disperazione abbiano il sopravvento sulla letizia e la fiducia;
in un tempo ed un mondo in cui sembra che la notte e le tenebre abbiano il sopravvento sul giorno e la luce,
la nascita del Figlio di Dio, del Bambino Gesù, torna a scaldarci il cuore ed a riempirlo di Speranza!
Ed è proprio con il Natale, non è un caso, ma Provvidenza, che si apre l’Anno Santo 2025: l’Anno della Speranza!
Francesco d’Assisi, ottocento anni fa, nel 1224, ricevendo le Sacre Stimmate che lo identificavano con il Cristo, si rivolgeva all’Amato con la preghiera delle “Lodi di Dio Altissimo”, in cui, dando del Tu a Dio, personalizzava, per ben due volte, la Speranza: “Tu sei Speranza!”.
La Speranza, infatti, non è un semplice desiderio di un futuro migliore o di un domani felice: la Speranza è una Virtù Teologale, una certezza cristiana fondata sulla fede e sulla carità di un Dio che è venuto in questo mondo e ci ha salvati con la Sua morte e Resurrezione, aprendoci la via verso il cielo; la Speranza è la certezza che risiede in quel Bambino che ci è stato donato e che ora giace in una mangiatoia; la Speranza è lo stesso Dio, a Cui si può dare del Tu!
Ed è con il cuore ricolmo di Speranza, di Fede e di Amore, che Francesco d’Assisi, nel 1225, ottocento anni fa, pur essendo dolorante per le Stimmate e per altre malattie, pur essendo ormai cieco, pur essendo immerso in un mondo in cui sembrava che non vi fosse posto per la fiducia, la pace e la giustizia, potè comporre il “Cantico delle Creature” per innalzare la propria lode a Dio “con e per” tutte le creature, che di Lui “sono significatione”.
Andiamo, dunque, come Francesco, “Pellegrino di Speranza”, alla grotta del Presepio assieme ai Pastori ed ai Magi di Betlemme e di Greccio!
Guardiamo, come Francesco, alla Fonte della Speranza, che è deposta tra Maria e Giuseppe, tra un asino ed un bue nel Presepe!
Attingiamo dal Bambino, come Francesco, l’alimento per la nostra fede, speranza e carità: e guardiamo al presente ed al futuro nostro, dei nostri cari e del mondo con l’ottimismo cristiano!
Viviamo, come Francesco, l’intero “Anno Giubilare della Speranza” e tutta la nostra vita innalzando all'”Altissimu, Onnipotente bon Signore” la nostra lode assieme e per tutte le creature.
Ripartiamo, come Francesco “Missionario di Speranza”, dalla santa grotta, per portare ad ogni cuore che incontriamo tutto quell’amore e tutta quella gioia, acquistati presso il Presepio: rempiamo di fiducia tutto il nostro mondo!
Tantissimi auguri di Buon Natale!
Tantissimi auguri di un Buon Anno Giubilare della Speranza!
Tantissimi auguri di un Buon Anno Giubilare della Speranza!
Tantissimi auguri di un Buon Anno Centenario del Cantico delle Creature!
Con tanta riconoscenza, da Ussurijsk (ancora per poco!)
Invernizzi frate Stefano









