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Il Fisco che tassa i figli e non i patrimoni

Il Fisco che tassa i figli e non i patrimoni

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Il dibattito sulla patrimoniale mostra come il ceto medio in Italia sia sempre considerato fragile quando si parla di capitali accumulati, ma benestante se si tratta di aiuti e agevolazioni per i figli

C’è qualcosa che non torna nel dibattito mai veramente iniziato sulla necessità o meno, e sull’opportunità, di una tassa patrimoniale. Da sinistra l’ipotesi è stata avanzata a mo’ di test, la destra, e soprattutto il governo, ha chiuso il discorso. Si vedrà alle prossime elezioni politiche, sapendo che in genere accennare a nuove tasse porta male, mentre promettere di abbassarle porta sempre bene, anche se poi non lo si fa veramente. La cosa che non torna è però altrove, nel dibattito pubblico, e risiede nella vera argomentazione spesa per chiudere il discorso: e cioè che una tassa sui patrimoni colpirebbe soprattutto il “ceto medio”, già da tempo in difficoltà, il ceto che se resiste è proprio grazie al “di più” che ha oltre al reddito, mentre i veri ricchi la scamperebbero in ogni caso. Tassa inutile, insomma, oltre che difficilmente applicabile.

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