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“Come correre in questo tempo? Su e giù per i cerchi della...

“Come correre in questo tempo? Su e giù per i cerchi della resilienza…”

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Oggi, fra i tanti messaggi di Whatsapp mi è arrivata questa immagine: mi è venuto subito il desiderio di condividerla!

Sono giornate strane, chi di noi avrebbe pensato di viverle?

Catapultati in una strana realtà, inimmaginabile, in cui la libertà di movimento ci è stata tolta in nome di un bene maggiore nostro e degli altri. Siamo chiusi in casa e ci troviamo con tutta una serie di difficoltà da dover affrontare. Questa situazione ci richiede di mettere in campo risorse che, forse non sappiamo di avere; la persona umana è dotata di risorse sconosciute e potenti.

Una di queste risorse è senz’altro la resilienza.

Cosa è la resilienza? Nella sua accezione originale, parliamo di meccanica, la resilienza
è la capacita di un materiale di “assorbire un urto senza rompersi”; ecco che in ambito psicologico ed educativo si è pensato di trasportare questo concetto alla persona, identificando la capacità di resistere alle avversità, di trovare quella forza e quelle motivazioni che ci portano a guardare avanti con speranza e a trovare soluzioni per superare la forza dell’urto senza soccombere, rimanendo protagonisti della nostra vita
e non lasciandoci vivere dagli eventi in modo da esserne travolti.

Certamente questo richiede delle abilità che in realtà ogni individuo ha, ciò che cambia è la capacità di farne uso in maniera efficace, avendo la consapevolezza che il ruolo principale lo gioca la mia mente, lo giocano i miei pensieri.

Nel momento in cui mi sento “vittima” di una determinata situazione, ho un atteggiamento interiore che non favorisce la speranza, che mi tiene imprigionata nei miei pensieri negativi piuttosto che proiettarmi verso un domani che può essere diverso, positivo. L’emozione che vivo è la paura: di ciò che sta accadendo, di ciò che potrebbe ancora accadere…di ciò che non conosco, di ciò che potrei perdere ecc. E’ la paura che mi porta ad agire nei modi che sono descritti nel primo cerchio dell’immagine. Sappiamo però che la paura stimola gli ormoni che abbassano le nostre difese immunitarie che oggi ci servono più che mai!

Cosa posso fare, se ho paura… ho paura… e poi questa situazione è molto preoccupante, lo dicono tutti: la TV, Facebook, Instagram, i giornali. Se non ci fosse da aver paura allora non dovremmo stare a casa.

Posso provare a fermarmi, magari provo a meditare: può aiutarmi a diventare consapevole del singolo momento che sto vivendo. Per farlo posso provare con la tecnologia che tanto ci viene in aiuto oggi.

Un esempio:

A fine giornata mi fermo e guardo alle cose fatte bene, quelle che mi hanno fatto stare bene e cerco di trovare cosa fare meglio domani, un piccolo obiettivo mi aiuta a pensare in meglio ed a liberarmi progressivamente dalle paure.

I pensieri possono cambiare i pensieri! “Io penso positivo perché son vivo” cantava qualche tempo fa Jovanotti ed allora ci provo.

Esco piano piano dal primo cerchio ed entro nel secondo. Comincio ad accettare ciò che non posso cambiare, cioè lascio andare ciò che non posso controllare, ciò che non dipende da me, prendo gradatamente consapevolezza delle mie emozioni e dei miei comportamenti. Prendo consapevolezza dei miei pensieri, dei miei giudizi e cerco di identificare ciò che è positivo e ciò che è negativo, come esprimo tutto questo e quali effetti hanno su di me e su chi mi sta vicino. Identifico le mie emozioni, e, se mi riesce in questo momento, le emozioni di chi ho accanto. Cosa fare per me? Per stare bene con me stesso prima di tutto? Sia fisicamente che spiritualmente. Riesco a fare attenzione a quello che mangio, a come ho cura della mia persona pur rimanendo in casa?  Riesco a ritagliarmi un piccolo tempo per fare ciò che mi dà gioia? Una lettura, un momento di silenzio e di meditazione? Un momento di preghiera? Come dare spazio alla creatività in questo momento così strano e difficile da gestire? Riesco a “pensare” e riconoscere che tutti stiamo cercando di fare del nostro meglio, invece che solo vedere quello che non va?

Dopo essermi soffermato in maniera efficace nella zona di apprendimento e aver fatto tesoro di ciò che sono riuscita a comprendere, posso passare al terzo cerchio, alla zona di crescita. Posso cominciare a vedere di cosa hanno bisogno le persone che mi stanno attorno e come posso mettere le mie risorse, i miei talenti al servizio degli altri. Posso vivere il presente con consapevolezza, sapendo che il momento presente è l’unico che  mi appartiene e che posso cercare di dare il meglio di me, oggi, condividendo i miei talenti, le mie risorse, i miei pensieri positivi, la mia speranza. Un piccolo obiettivo, un piccolo gesto di amore e di attenzione, a piccoli passi, ogni giorno. Come un allenamento interiore. Alcuni suggerimenti pratici.

Le famiglie stanno portando un peso molto grosso: bimbi piccoli a casa, dell’asilo, della scuola… Ci sono le pulizie solite da fare, da lavare stirare e mettere ordine. Preparare pranzi e cene con fantasia, molto di più che durante i periodi di scuola… come se non bastasse si aggiunge tutta la gestione dei compiti, delle spiegazioni, che sono causa di molto stress. Ci sono famiglie vicino a me con figli disabili, difficili da gestire per giorni e giorni dentro casa, fuori dalla quella routine che permette loro di vivere con serenità tanto da favorire a volte comportamenti aggressivi. Ci sono persone anziane sole che rischiano di andare in depressione. Possiamo attivare come associazione dei servizi di volontariato, accordarci con i servizi sociali del comune e dare la nostra disponibilità in base alle nostre possibilità, prendendo tutte le precauzioni necessarie. Preparo un pranzo o una cena e la porto dove posso alleggerire il lavoro di una mamma numerosa… posso andare a prendere il figlio disabile e portarlo a fare una passeggiata (sapete che in questi casi è permesso), posso fare delle telefonate a chi so essere solo e senza rete sociale… a voi altri esempi, altre possibilità per portare sollievo in questo momento cosi duro a chi ne ha bisogno.

di Raffaella Butturini e Damiano Quarantotto
Unità Formazione