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Cinque figli e sotto sfratto: padre disperato chiede una casa. L’uomo lancia...

Cinque figli e sotto sfratto: padre disperato chiede una casa. L’uomo lancia un appello al Comune

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Un cittadino italiano residente a Rovigo e attualmente domiciliato a Novafeltria ha contattato la nostra redazione, chiedendo aiuto per la sua situazione: problemi di salute hanno creato delle ripercussioni economiche per lui e la famiglia, moglie e quattro dei cinque figli (uno è domiciliato altrove), a ciò si è aggiunta una diatriba con il suo ex locatore, che nel maggio 2017 gli aveva affittato due mini appartamenti, in una frazione di Novafeltria, in cui era alloggiato con i propri cari, dopo il trasferimento per motivi di lavoro. La mancata registrazione di quei contratti d’affitto, spiega l’affittuario, ha provocato il mancato cambio di residenza e da qui l’impossibilità per il Comune di Novafeltria di seguirlo tramite i servizi sociali. Ma l’Amministrazione Comunale si è comunque attivata e in queste ore sta cercando una soluzione abitativa per l’uomo, che fino a domenica 29 aprile rimarrà in un appartamento dell’hotel Magda, dove paga una piccola pigione giornaliera. Tutto ha avuto inizio nel maggio 2017, mese in cui il protagonista della vicenda si è trasferito in Alta Valmarecchia. Ad agosto problemi fisici lo hanno costretto al ricovero in ospedale, con successiva lunga degenza e impossibilità a lavorare. Le problematiche sorte con il padrone di casa hanno complicato ulteriormente la situazione: proprio a ridosso delle forti nevicate di fine febbraio, l’uomo e la sua famiglia erano senza un tetto, ma come talvolta accade in questi frangenti, ci sono esempi di generosità che è bene evidenziare: una signora di Perticara li ha ospitati per tre settimane nella residenza estiva della famiglia, prima del successivo trasferimento all’Hotel Magda. “Questa mattina ci è stato detto che il mini appartamento dentro il quale siamo ora, da domenica dovrà essere disponibile per altre persone che lo hanno prenotato, quindi non sappiamo dove andare a sbattere la testa”, racconta, ribadendo il proprio accorato appello alle istituzioni cittadine.

Fonte: altarimini.it

La famiglia in questione è nostra associata, se qualcuno avesse la possibilità di aiutarla, può contattare la nostra assocazione all’indirizzo aiutiamoci@famiglienumerose.org