Bonus mamme, fondo nuovi nati, congedi e servizi per l’infanzia — articoli 57–60
Che cosa prevede
- Bonus mamme: fino a 1.200 euro all’anno. Dal 2027 le madri lavoratrici dipendenti e autonome con reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro possono richiedere all’INPS 100 euro per ogni mese o frazione di mese di lavoro. Sono escluse le lavoratrici domestiche.
Il beneficio spetta con due figli fino al mese in cui il secondo compie 10 anni; con tre o più figli fino al mese in cui il più piccolo compie 18 anni. Il pagamento è trimestrale. Il contributo non è soggetto a imposte o contributi e non entra nell’ISEE.
- Fondo “Valore nuovi nati”: un contenitore per costruire il futuro. Per ogni bambino nato dal 1° gennaio 2027, l’INPS apre una posizione individuale alimentata dallo Stato con 100 euro annui fino ai 18 anni.
Possono aggiungersi versamenti volontari dei genitori e degli altri familiari individuati dalla norma. È prevista una detrazione IRPEF del 19% sui versamenti, entro il limite di 1.000 euro annui.
| Versamento agevolabile | Risparmio fiscale potenziale |
| 200 euro | 38 euro |
| 500 euro | 95 euro |
| 1.000 euro | 190 euro |
Il beneficio fiscale è utilizzabile nei limiti dell’imposta dovuta. Dai 18 anni, su richiesta del beneficiario, le somme vengono trasferite a una forma di previdenza complementare. Il decreto attuativo definirà le modalità operative e le specifiche ipotesi di riscatto.
- Congedi parentali: tutela crescente dal secondo figlio. Il testo amplia il periodo di congedo coperto dall’indennità maggiorata, differenziandolo secondo l’ordine di nascita. La disposizione prevede “ulteriori due mesi”, elevati a tre per il secondo figlio e a quattro dal terzo figlio.
La novità riguarda i lavoratori che terminano il congedo obbligatorio di maternità o, in alternativa, di paternità dopo il 31 dicembre 2026. Si interviene sul trattamento economico: questi numeri non indicano altrettanti mesi aggiuntivi di assenza dal lavoro. Il conteggio complessivo va coordinato con la disciplina vigente.
- Genitori autonomi: fino a 1.500 euro per i servizi dell’infanzia. Per i genitori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie INPS o alla Gestione separata è previsto un voucher fino a 500 euro mensili per un massimo di tre mesi, in alternativa al relativo congedo parentale.
Serve a pagare babysitter e servizi educativi e può essere utilizzato negli undici mesi successivi alla conclusione del congedo di maternità o paternità. Se entrambi sono autonomi, spetta a un solo genitore. Sono stanziati 15 milioni annui per il 2027–2029; un decreto definirà l’accesso e le modalità. Il contributo non rileva nell’ISEE utilizzato per l’Assegno unico.
Cosa cambia per noi
Un sostegno al reddito delle madri lavoratrici. Con almeno tre figli, il bonus può accompagnare la madre fino ai 18 anni del più piccolo, se permangono i requisiti. L’importo arriva a 1.200 euro per un intero anno di lavoro, ma non aumenta al crescere del numero dei figli.
Un risparmio che può crescere insieme al bambino. Il valore del fondo va oltre i 100 euro iniziali annui: nasce un contenitore intestato al figlio, alimentabile dal contributo pubblico e dai versamenti familiari incentivati fiscalmente. È uno strumento per il futuro, non per le spese quotidiane, e riguarda soltanto i nati dal 2027.
Una prospettiva da sviluppare con il welfare aziendale. Consentire alle imprese di contribuire alle posizioni dei figli dei lavoratori potrebbe rafforzare il fondo. Questa possibilità e il relativo trattamento fiscale non sono espressamente previsti dall’articolo: costituiscono uno sviluppo da promuovere, distinto dalla detrazione già prevista per i versamenti familiari.
La modifica dei congedi riconosce una tutela economica crescente per il secondo figlio e dal terzo in poi. Per gli autonomi, il voucher offre un’alternativa al relativo congedo. L’accesso dipende dal numero e dall’età dei figli, ma anche dal lavoro, dal reddito e dalla posizione previdenziale dei genitori.
Il commento Anfn
La valutazione è positiva: bonus mamme, congedi e servizi intervengono su un bisogno quotidiano, rendere compatibili lavoro e cura dei figli. Apprezziamo la maggiore durata del bonus per le madri con almeno tre figli e la tutela crescente dei congedi.
Il fondo nuovi nati apre un contenitore di risparmio per il futuro del figlio, alimentabile dai familiari con versamenti fiscalmente agevolati. Un collegamento esplicito con il welfare aziendale potrebbe rafforzarlo e coinvolgere le imprese in questo investimento sulle nuove generazioni.
Restano alcuni limiti: il bonus non cresce oltre il terzo figlio ed esclude chi non ha un lavoro retribuito, pur svolgendo un’attività di cura preziosa. Il vantaggio della detrazione dipende inoltre dalla disponibilità economica e dall’imposta dovuta: chi può risparmiare meno rischia di beneficiarne meno.
Chiediamo strumenti semplici e servizi accessibili, valorizzando anche il lavoro di cura e rendendo il risparmio per i figli un’opportunità più ampia.
La valutazione Anfn: — 5 su 5
Sostegni concreti alla conciliazione e un investimento sul futuro dei figli. Da rafforzare l’attenzione a chi ha maggiori carichi di cura e minori possibilità di risparmio.
Disegno legge di bilancio 2027
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