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UN CAMPO DA COLTIVARE PER PAOLO

UN CAMPO DA COLTIVARE PER PAOLO

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La lettera di Paolo che ci è giunta in redazione (e che qui pubblichiamo integralmente) è un messaggio nella bottiglia, pieno di sconforto e di speranza. Paolo è disoccupato da tempo, con poche prospettive di trovare un impiego serio.
Il lavoro part time della moglie non basta più, e ci sono tre figli da crescere. Che fare?
Paolo ha un’idea, che potrebbe restituirgli un po’ di speranza: coltivare un campo e vendere i prodotti del suo lavoro.
Si, ma quale campo?
E questa è l’idea che ci permettiamo di lanciare, agli abitanti di Macerata, dove vive Paolo, ma anche al suo Comune e dei comuni limitrofi.
Quanti appezzamenti ci sono nelle nostre periferie, nelle nostre campagne, che restano inutilizzati, incolti, brutti e improduttivi, se non addirittura pericolosi, perché la cura della campagna è anche tutela del territorio?

Ecco, Paolo , e tanti come Paolo, in tutta Italia, potrebbero riceverne la custodia con un contratto di comodato gratuito, lavorarlo per renderlo produttivo, ritrovando con lo spirito di imprenditorialità che ci caratterizza, la voglia di fare e di reinventarsi per la propia famiglia. Non dovrebbe essere difficile e potrebbe diventare una prassi comune per gli enti locali: censire appezzamenti di terreno che si prestano alla coltivazione o all’allevamento per destinarli a disoccupati che intendano lavorarli e curarli. Un’idea tanto semplice da sembrare banale: ma per Paolo una chance importante di riscatto, di lavoro, di futuro.

Chi volesse aiutare Paolo può scrivere a redazione@famiglienumerose.org


Sono ormai disoccupato ormai da 3 anni se prendiamo in considerazione anche questo appena iniziato.
Ho 50 anni compiuti da quasi un mese con una famiglia e con i miei carissimi tre figli, due dei quali studenti e la moglie con un contratto par-time.
Ho sempre pensato, per quanto riguarda la situazione in cui mi trovo, di sostenere sempre la famiglia e di nascondere almeno ai figli il mio disagio di non lavorare.
Trovarsi a fare le faccende di casa, non è disprezzabile, convinto sempre dell’importanza di aiutarsi e sostenersi in famiglia, ma è unpo’ misero per me limitarmi a questo tipo di faccende.
Ho desiderato sempre e credo sia pensiero di ognuno di sentirsi appagato e gratificato nel lavoro svolto e perciò questa situazione per me è deludente.
Mentre nel 2011 sono riuscito quasi sempre a lavorare con contratti “ridicoli” (anche settimanali ), grazie anche al coraggio di non perdersi d’animo, il 2012 ho vissuto invece una crisi che mi ha fatto sentire veramente inutile. Ho lavorato solamente per 2 mesi.
E quest’anno? Sinceramente non pensavo che si stravolgesse, ma forse credevo e speravo almeno in una parola che mi confortasse a ritornare in careggiata, invece….
Invece dai primi di Gennaio anche mia moglie sta seguendo le mie orme e questo la dice lunga sulla forza d’animo che bisogna adoperare per non cadere nel baratro della depressione.
Credetemi, se prima era difficile, ora è proprio impossibile.
Se poi penso che anche l’INPS mi ha inserito in un contesto da me incomprensibile chiamando questo anno ” anno speciale” o qualcosa del genere, per pagarmi a singhiozzo fino ad agosto…
Perdendo io e mia moglie la tredicesima, dicembre e gennaio, la domanda viene spontanea. Come camperemo?
Ancora una volta bisogna rimboccarsi le maniche e non farsi prendere dallo sconforto. Bisogna reagire.
Allora mi è venuta questa idea e quindi faccio questa proposta: vorrei diventare un coltivatore diretto.
Siccome ho un po di esperienza nelle coltivazioni di ortaggi, possiedo un orto per le mie esigenze (almeno quello!), avrei in mente di produrre e vendere prodotti dell’orto. Adesso vanno di moda gli ortaggi a chilometro zero…
Anche se all’inizio si dovrà faticare ,anche per farsi conoscere la mia idea è proprio questa. Cercare un terreno nelle vicinanze del mio comune, Macerata, di almeno 3 ettari da poter coltivare. Allora chiedo se per casoi ci fosse qulacuno che ha un amico o un conoscente o esso stesso un terreno che non può coltivare… io sono disponibile. Se invece si trova fuori dal comune allora occorrerebbe anche una casa o alloggio. Ecco. questa è la mia idea….Per non arrendersi! Grazie a chi vorrà aiutarmi.