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Politiche capaci di sostenere le famiglie: il ministro «tende la mano» ad...

Politiche capaci di sostenere le famiglie: il ministro «tende la mano» ad Anfn

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In risposta alla lettera inviata da Mario ed Egle Sberna al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«La nostra attenzione è massima» nel riconoscimento del «valore sociale di ogni figlio». Lo ha scritto la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti alla coppia presidente di Anfn Mario ed Egle Sberna. «Dopo l’incontro con Anfn – confida la ministra – abbiamo accellerato l’attivazione della Carta famiglia con le relative convenzioni e attivata in questo periodo di emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese». In questo frangente di grande emergenza sanitaria «ho voluto, insieme al presidente del Consiglio e a tutto il governo, riservare il massimo sostegno alle famiglie, garantendo congedi parentali più estesi e sostegno alle spese di cura per bambini e anziani».
La ministra rassicura sulla «volontà di dialogo, per costruire politiche capaci di sostenere le famiglie, riconoscendone il ruolo sociale, educativo e formativo svolto per la società».

«Alla Conferenza della famiglia del 2017 – avevano lamentato Mario ed Egle Sberna nella lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – il premier Paolo Gentiloni si sperticò in un appassionato discorso su quanto le famiglie italiane fungessero da “ammortizzatore sociale”: una vera beffa, dal momento che in una dinamica di vera sussidiarietà dovrebbe accadere il contrario, cioè lo Stato dovrebbe “ammortizzare” le crisi delle famiglie. E invece, come sempre, le famiglie, anche coi loro risparmi privati, tengono in piedi uno Stato che si disinteressa a loro, salvo poi dover correre ai ripari con politiche assistenziali». Si parla tanto di «pari opportunità. Ma le pare giusto che a una donna non sia data la libertà di scegliere se lavorare o prendersi cura della famiglia? O che non le sia data la possibilità di conciliare lavoro e famiglia? Le sembra giusto che – ai fini pensionistici – una donna che ha avuto 4 o anche più figli sia trattata allo stesso modo di chi non ha avuto figli?».

di Alfio Spitaleri