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Lo sparabolle

Lo sparabolle

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Cari Elena e Peppe…..anche stasera papà prova a raccontarvi una storia …
la storia di stasera è davvero fantastica…cominicia con un venditore…anzi a dire il vero..non è proprio un venditore…cioè, ok ricomincio….
Allora vi dicevo inizia tutto con Luca…che poi è……anzi vi dico come finisce…Opss..mi sa che ho bisogno di una vacanza.. ma non prima di avervi raccontato questa magica avventura…allora.. partiamo!! ???? che ne dite dall’inizio?…ok chi tace acconsente perciò……
Ogni mattina Luca se ne sta seduto e rassegnato sul sedile posteriore della macchina di papà, che lo accompagna a scuola, puntualmente in ritardo, tutte le mattine infatti il papà di Luca dimentica il telefonino e deve tornare indietro a riprenderlo, se ne accorge puntualmente quando arriva davanti al giornalaio; Luca ormai lo sa e quasi si diverte a vedere il suo papà che corre verso casa a recuperare il “prezioso” strumento. Mentre lui rimane in macchina a pensare a quale scusa dovrà inventarsi oggi per giustificare il suo ritardo alla maestra. Ha provato a ricordargli del telefono ma il suo papà non dà mail il tempo … ……”non sono cose da bambini…..Luca fai presto…” ma papà volevo dirti…” ma rigorosamente il suo papà non gli fa finire la frase che ha già chiesto…”hai fatto i compiti?…prendi la giacca!… la colazioneee.. Lucaaaaaaaaaaa….andiamo!”

Così anche quella mattina c’era stata la solita corsa indietro verso casa alle 07.40 aveva impiegato 10 minuti perciò si ritrovarono al semaforo alle 07.50. Considerate che Luca deve essere a Scuola alle 8.00 e la sua scuola sta dall’altra parte della città…mentre il suo papà lavora esattamente dalla parte opposta…immaginate il clima che si respira in quella macchina ogni mattina !sembra di essere in fuga, tipo alla ricerca di Nemo o di correre alle olimpiadi…anzi Luca dice sempre che prima o poi la corsa a scuola sarà un disciplina olimpionica… e che il suo papà vincerà una medaglia….si perché è bravissimo ad usare scorciatoie, strade alternative, vicoli e violetti per recuperare il tempo perso…e si ferma solo al semaforo ovviamente solo se è rosso e per fortuna lo è quasi sempre così Luca può prendersi qualche minuto per respirare; dura solo un paio di minuti e poi si riparte…..di corsa sorpassando di continuo fino a scuola proprio due secondi prima che il bidello chiuda il cancello e tutte le volte Luca arriva in classe senza fiato ….. pensate che una volta Luca non ha nemmeno avuto il tempo di recuperare lo zaino dalla macchina che si era scordato un minuto prima che il suo papà era già andato via ……….aiuto che stress!!!!

Ma facciamo un passo indietro….vabbè proprio passo non è comunque…..sono le 07.50 e ci troviamo al semaforo … si perché la nostra storia inizia al semaforo…
Luca tutte le mattine al semaforo vede un uomo, è vestito in maniera buffa con un capellino bianco.. e una tuta da ginnastica blu molto più grande di lui ha in mano una piccola sparabolle gialla, si la conoscete no?…una piccola pistoletta dalla quale escono bolle di sapone a cascata. Ogni mattina anche solo per un istante avvolgono le macchine ferme al semaforo mentre gli autisti sono al telefonino o imprecano possibilmente contro i lavavetri che cercano di guadagnare qualche centesimo…sono bolle davvero strane. E sembra che nessuno se ne accorga.
Rimangono a fluttuare nell’aria qualche secondo riflettono la luce, sono azzurre e perfette e non scoppiano ma sembra piuttosto che scompaiano all’improvviso.
L’uomo delle bolle è un personaggio davvero strano; se ne sta nel traffico, tra le macchine che strombazzano, guidatori inviperiti e vigili urbani adirati, ma lui rimane imperturbabile, come se, invece che all’incrocio di una strada, grigia, davanti ad un semaforo, fosse in una meravigliosa oasi con grandi palme da dattero e sorgenti di acqua fresca.
E’ sulla quarantina…e come direbbe Chiara, la sorellina di Luca, non è esattamente come noi. si…lo dice di tutti quelli che non sono esattamente bianchi..

Questo strano personaggio non grida come gli altri…ma si avvicina ad ogni macchina e quasi sussurra ….”Bolle…vendo bolle….vuoi comprare le bolle?”… e sorridendo avvolge la macchina di bolle; nessuno compra la sua sparabolle……ma lui non sembra stancarsi di girare tra le macchine ferme al semaforo…e sorridere.

Una mattina il nostro amico con il suo bianchissimo sorriso si avvicinò alla macchina del papà di Luca…
“Bolle, vendo bolle……. Vuoi comprare la sparabolle?…”
Potete immaginare la reazione del papà di Luca nervoso com’era mancavano dieci minuti soltanto per arrivare a scuola, la radio aveva appena detto che a causa di uno sciopero tutte le strade erano intasate, in più lui aveva un appuntamento d’affari importantissimo con un manager americano……
Papà mi compri la pistola lancia bolle?…… chiese Luca….ma il papà guardando distrattamente quell’uomo disse:” ma cosa ne fai stupido! ….e poi dove vuoi giocarci in casa’..così sporchi tutto? … ma va che stupidaggine giocare con le bolle!! le bolle non durano che un istante e poi?…ma finiscila Luca…tu e questo marocchino qua…ma vattene tu!!!!
Luca rimase zitto e mortificato mentre l’uomo davanti al finestrino disse:
“Mio caro signore, è vero le bolle durano un istante…ma ci sono cose che durano un istante ma che si ricordano per tutta la vita…..
Il Papà di Luca guardando negli occhi quell’ uomo gli urlo tutta la sua rabbia…”ma come si permette! Ma vada a lavorare invece di raccontare frottole…magari non ha neanche i documenti in regola…..e io pago le tasse per farmi fare la predica da un marocchino lavavetri……”
“No signore….io non faccio la predica e non vengo proprio dal Marocco…ma da un paese per te molto più lontano ….”
Il papà di Luca non fece in tempo a rispondere che successe l’incredibile……che certo non potete immaginare….
Una cascata di bolle avvolse la macchina …tutto intorno scomparvero le macchine il semaforo..i vigili urbani…la grigia città….e anche la macchina.
Luca il suo papà e il nostro amico misterioso si ritrovarono dentro una grande bolla che volava circondato da mille e mille altre bolle vuote…sembrava un sogno e per qualche minuto anche Luca lo pensò….ma poi si diede un pizzicotto e capì di essere sveglio….
I tre furono poi appoggiati sul prato la bolla scomparve e il papà di Luca stava per ricominciare a imprecare mostrando l’orologio “ sono in ritardo!!!” ma si accorse che l’orologio si era fermato erano ancora le 07.50…..Ma che succede urlò!??!?!?!
dove siamo e tu chi sei?????……..insomma!”
L’uomo misterioso intanto si era seduto sul grande prato e aveva negli occhi una luce ancor più luminosa del solito…
“io sono il custode dei piccoli ricordi felici.. e questo è il prato dei tuoi ricordi….”
“Ma che significa”….urlò il Papà di Luca..
Caro Marco, disse l’uomo.. “ vedi questo è il prato dei piccoli ricordi felici ogni uomo ne ha uno che gli viene affidato da Dio al momento della nascita…ognuno ha il suo. Durante il corso della vita ciascuno ha il compito di prendersi cura e riempire questo prato di fiori alberi piante e panchine dove è possibile riposare e dove è possibile rifugiarsi nei momenti difficili della vita.
Ebbene caro Marco il tuo prato è vuoto…tu non hai mai voluto trattenere i piccoli ricordi felici, non li hai mai curati hai sempre pensato che le piccole gioie, i sorrisi ricevuti, le gentilezze fossero solo bolle di sapone inutili che dopo qualche istante muoiono…
Ma non è così caro Marco….la vita è fatta di piccole e grandi cose, ma tutte hanno il loro significato, ma se non sai apprezzare e godere anche di una bolla di sapone come potrai riconoscere le grandi cose? il tuo giardino sarà vuoto e presto si seccherà e dove andrai tu nei momenti difficili?”
Il papà di Luca cadde seduto e ammutolito….” Ma io”…disse “io ho sempre pensato di dover chiedere di più, ho sempre cercato le grandi soddisfazioni…quello che dici tu può andar bene per i bambini……”
“ caro marco, non è così, se vuoi vivere pienamente, devi imparare a custodire e curare le piccole gioie i piccoli ricordi felici. Saranno il tuo giardino dove è possibile rifugiarsi di tanto in tanto, riposare, riflettere, e dove può entrare solo chi ha lo stesso ricordo.”
Non è una cosa solo da bambini anche se ogni bambino deve imparare a curare il suo giardino…”
Luca allora disse” dov’è il mio giardino?”L’uomo delle bolle allora aggiunse ”ecco Luca il tuo giardino è qua e aprendo le braccia mostrò il bel giardino di Luca, ma aggiunse:
caro Marco devi insegnare a tuo figlio la gioia delle piccole cose, la gioia dei piccoli ricordi, e devi regalargli dei ricordi felici anche piccoli e brevi come una bolla di sapone..”
Il papà di Luca rivide tutta la sua vita come in un film, e tutte le piccole gioie e i ricordi felici che non aveva apprezzato le carezze dei suoi genitori i sorrisi della gente incontrata per strada…., comprese quanto voleva dire quell’uomo misterioso e corse incontro al figlio Luca abbracciandolo.
“perdonami Luca ti prometto che ogni giorno farò il possibile affinché tu possa riempire il tuo giardino di piccole gioie…e ricordi ” Ma Luca aggiunse”. .Papà anch’io farò del mio meglio…per il tuo giardino”
Detto questo i due furono avvolti da una grande bolla azzurra…..che li sollevò…l’uomo misterioso scomparve sotto di loro e d’improvviso si ritrovarono dentro la loro macchina…
Ma papà che fine ha fatto l’uomo delle bolle?…Marco si girò verso il semaforo ma non vide più nessuno ….”Ma dove sarà andato…. E poi che ora è…… guardò il suo orologio che aveva ricominciato a funzionare ed erano ancora le 07.50.. incredibile……”

“Papà guarda qua..” disse Luca e gli mostro quello che aveva tra le mani…”è una sparabolle…..!!!!”
Marco sorrise e i due si guardarono negli occhi….Appena il semaforo divenne verde….la macchina partì….Luca e Marco sorridevano come mai avevano fatto e per quel giorno non andarono né a scuola e né in ufficio ma sulla spiaggia e dopo essersi arrotolati i pantaloni correndo sulla sabbia, riempirono il cielo di bolle….e così fecero per ogni momento vissuto insieme; e i loro giardini si riempirono di alberi fiori e bellissime panchine.

A miei bambini….
Gianni Saladino