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Le tre leve delle politiche familiari. A Misano Adriatico la testimonianza del...

Le tre leve delle politiche familiari. A Misano Adriatico la testimonianza del segretario confederale della Cisl Sauro Rossi 

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Le famiglie (small o numerose che siano) devono poter contare sul sostegno economico, su servizi efficienti e su strumenti di supporto alla conciliazione dei tempi di vita con i tempi del lavoro. Così Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl (con delega alle politiche sociali e familiari), intervenuto domenica scorsa a Misano adriatico, dove per quattro giorni si è svolto l’incontro nazionale delle famiglie numerose. Ciascuna di queste misure, da sola, incide poco nella vita dei nuclei familiari. Se invece è combinata con le altre, può fare molto. In questo senso anche «la valorizzazione del welfare aziendale come previsto dal Piano Famiglia» è da accogliere con favore «ma per essere efficace deve essere contrattato e deve raccordarsi con gli istituti e le modifiche dell’organizzazione e dei tempi di lavoro che vanno incontro alle esigenze di conciliazione (es. sistema dei congedi, ferie solidali, smartworking).

Negli ultimi dieci anni – ha denunciato Sauro Rossi – il potere di acquisto delle retribuzioni degli italiani è sceso. «E questo è in gran parte dovuto allo slittamento dei tempi di rinnovo di alcuni contratti e all’assenza di meccanismi generalizzati di tutela dalle fiammate inflazionistiche generate per esempio dall’incremento dei costi dell’energia». Contemporaneamente, i nuovi contratti collettivi, insieme agli aumenti in busta paga, si sono concentrati su misure di welfare sanitario e previdenziale.

Esiste una soluzione che vada bene per tutti? «Meglio prima ascoltare i bisogni specifici rilevati dalle lavoratrici e dei lavoratori di questa o quella azienda, senza imporre “pacchetti” predefiniti lontani dalle loro esigenze». Gli interventi più diffusi e diretti sono i buoni pasto e i buoni benzina. Ma sono utilissimi anche gli asili nido aziendali ed interaziendali, investimenti su centri estivi, vacanze studio, supporto psicologico. O misure integrative di conciliazione tra lavoro e impegni familiari di cura ed il corretto utilizzo dello smartworking».

Il giudizio sulle misure del governo in tema di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi per la cura: «l’esonero contributivo (pieno o ridotto) per le mamme lavoratrici è da considerarsi positivo per il carattere di strutturalità che ha assunto e soprattutto per la formula di salvaguardia che non fa incidere lo sgravio sul montante contributivo delle lavoratrici». Da accogliere con favore le recenti misure di allargamento dei congedi parentali. «C’è lo spazio comunque per innalzare ulteriormente l’età dei figli entro la quale goderli e la percentuale di copertura retributiva per i mesi successivi al terzo».

Capitolo contrattazione sociale. «La contrattazione sociale che punta a realizzare accordi tra sindacati e amministrazioni locali è una leva fondamentale per orientare le politiche del welfare di prossimità e concorrere al benessere della comunità «Famiglia e minori sono tra i temi più trattati – osserva Sauro Rossi. In questo ambito l’Osservatorio sociale Cisl ha registrato nel 2025, 319 accordi. Interessano per lo più misure di mantenimento e sviluppo dei servizi di informazione, accompagnamento e consulenza e delle porte di accesso alla rete dei servizi; attività di supporto alla genitorialità (prolungamento orari scolastici; centri di aggregazione estivi ma anche servizi per le situazioni di difficoltà (es. servizi di mediazione e consulenza per separazioni o divorzi, servizi di assistenza domiciliare e di inclusione per disabilità e non autosufficienza, prevenzione allontanamento familiare dei minori). In percentuale rilevante sono previsti trasferimenti monetari ed agevolazioni per garantire equità (es. graduazione pagamento di rette asili nido, refezione e trasporto scolastico, affitti e sostegno al reddito) e contributi per favorire interventi del terzo settore.
In generale possiamo dire che rientrano in questi accordi misure di politica di supporto alla crescita dei figli e alla tutela dei minori. I beneficiari possono essere nuclei familiari con figli minorenni (0-18 anni) o che si trovano in condizione di disagio (economico, abitativo, sociale, educativo, psicologico, sanitario), donne sole con figli, gestanti, giovani coppie, famiglie monoparentali, nuclei familiari che attraversano situazioni di difficoltà emotive, relazionali, educative.
La qualità della contrattazione sociale è naturalmente legata alla disponibilità delle risorse ed infatti la quota più consistente delle azioni o misure concertate (48,9%) ha come finalità quella di mantenere interventi e servizi già in essere, sia in termini di beneficiari sia di risorse complessivamente erogate».

Tra le difficoltà rilevate, la dispersione degli interventi e il difficile coordinamento tra i diversi soggetti in capo ai quali verte la responsabilità di definire le politiche e ripartire le risorse nei territori.
«Riunire attorno ad un tavolo tanti soggetti diversi non è mai facile ma è compito dei sindacati provarci per far capire che praticare la contrattazione sociale e condividere le misure del welfare sociale, anche in una ottica familiare è importante per il successo delle misure e per la crescita del benessere delle comunità»