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La vita è meravigliosa!

La vita è meravigliosa!

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Solo tornando a far nascere molti bambini, l’umanità ritroverà fiducia nel proprio futuro

di Antonio Gaspari

Non c’è persona, uomo o donna, di diversa condizione, cultura e religione che non gioisca di fronte alla nascita di un bambino o di una bambina. Anche chi non crede a nulla, rimane toccato da quel miracolo che si chiama nascita. I bambini e le bambine, sciolgono anche i cuori più duri. Commuovono e danno senso alla vita di ognuno. I bambini sono come angeli che arrivano per allietare l’esistenza, fanno dimenticare le preoccupazioni, nutrono la speranza, accendono e rinnovano lo spirito ottimista.

Si può essere cinici e indifferenti ma è evidente che sono tante le meraviglie che illuminano la vita del nostro pianeta. E la più bella, la più sconvolgente, la più rivoluzionaria è la nascita di bambini e bambine. Frutto dell’amore dei genitori che si donano l’un l’altro e, in questo modo, riflettono quell’amore gratuito del Creatore che con ogni nascita benedice l’umanità.
“I bambini – ha scritto Hannah Arendt – sono l’unica vera rivoluzione”, perchè “ci ricordano che gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire, ma per incominciare”.
Ed è anche per questi motivi che le possibilità di sviluppo e di progresso delle civiltà si misurano sulle nascite. Tanto più una società sostiene e favorisce le famiglie, tanto più si avranno bambini e bambine che andranno ad arricchire e rallegrare la società tutta.
Se invece le nascite saranno poche, l’intera società comincerà a perdere fiducia nella propria capacità di affrontare e vincere le difficoltà della vita. Eppure queste verità, così semplici e chiare, sembrano aver subito il sovvertimento delle ideologie che hanno dominato la scena pubblica degli ultimi decenni.
È stato detto che il numero degli umani cresceva tanto e troppo in fretta. Si è detto che il pianeta Terra non sarebbe stato capace di ospitare l’umanità. Alle riunioni delle Nazioni Unite, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale sono stati varati programmi per ridurre le famiglie e limitare le nascite. Qualcuno ha sostenuto che la crescita della popolazione rappresentava una minaccia più grande dell’esplosione di una bomba nucleare. Si è diffusa un’ideologia pessimista sull’umanità e sul suo futuro. Si è arrivati a dire che l’umanità è il “cancro del pianeta”. Ed è così che il numero delle culle si è ridotto. La contraccezione abortiva e le interruzioni volontarie di gravidanza si sono moltiplicate. Ombre e paure hanno indebolito i sentimenti di coraggio e ottimismo. Sofferenze e timori hanno generato un crollo demografico.
Ma è proprio per annegare il male con la sovrabbondanza del bene, che la Chiesa cattolica ha istituito e celebrato da 33 anni la Giornata Nazionale per la Vita. Sono ancora molti coloro che guardano alla Chiesa come un’istituzione moralista e giustizialista, ma i cattolici non sono interessati a far campagne negative, né a dettare sentenze.
Come è mirabilmente descritto nella lettera che un autore sconosciuto scrive nel secondo secolo d.C, al pagano Diogneto, i cristiani “si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati”.
Il mistero dell’eroismo e dell’ottimismo della tradizione giudaica-cristiana si spiega con la ricerca della verità e la pratica della carità fraterna.
Si tratta di insegnamenti che si trovano nei testi sacri della tradizione giudaica: “Chi salva una vita salva il mondo intero”, è scritto nel Talmud, ed il Vangelo riporta le parole di Gesù che dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).
Risulta così evidente che per far trionfare la cultura della vita bisogna “combattere il peccato e non le sue vittime”, garantendo l’accoglienza e l’amore per ogni concepito.
Impedire ogni forma di discriminazione nei confronti dei nascituri è il primo dei diritti che noi ottimisti vogliamo garantire alle prossime generazioni.

L’OTTIMISTA.COM
a cura di Alfio e Emanuela