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La famiglia Magistri si racconta

La famiglia Magistri si racconta

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Oggi ci facciamo una chiacchierata con la famiglia Magistri, una coppia che da quando è entrata in Anfn non si è mai rifiutata di “dare una mano”. Giuseppe e Simona quando vi siete conosciuti? e da quanto tempo state insieme??

Stiamo insieme da 32 anni, ci siamo conosciuti a 18 anni ed è stato un colpo di fulmine, almeno per me… Era il periodo delle scuole superiori lei seduta su una panchina in villa con un basco rosso ed un paio di jeans, io sulla corriera con una amica comune, quando si è girata per salutare la sua amica mi ha folgorato!

Come avete conosciuto Anfn?

Quando nacque la nostra quarta figlia stavamo vivendo un periodo che ritenerlo “persecutorio” è un eufemismo, non c’era conoscente, collega o a volte anche parente che non ci etichettasse come “folli”, c’è da dire che a furia di sentirselo dire uno ci comincia a pensare… e fu cosi che nacque l’esigenza di cercare chi, come noi, fosse folle, chi, sentendo il bisogno di dare e ricevere amore ha follemente fatto nascere una persona, trovai in rete il sito si un’associazione, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, ci navigai dentro leggendo i molti contenuti presenti e, come per incanto, non mi sentii più il Folle, ma cominciai a sentirmi un essere normale, come tanti, che ha semplicemente amplificato la scelta d’amore.

Quindi vi siete iscritti subito

Il non sentirsi accettati purtroppo porta anche alla diffidenza dell’altro, fu per questo, che non fidandomi, non cliccai subito sull’Iscriviti che appariva in prima pagina del sito, volevamo saperne di più, non volevamo rischiare di passare da un’etichetta ad un’altra. Dopo poco tempo conoscemmo una coppia come noi, due Folli con quattro figli, ci confidammo subito ritrovandoci in tutto, gli parlai del sito letto e gli invitai a darci un’occhiata anche loro, magari ritrovandoci ne avremmo riparlato… ci ritrovammo dopo un paio di mesi, gli chiesi dell’associazione e con entusiasmo mi dissero che erano i Coordinatori Provinciali della mia Provincia e che avevano bisogno di noi, ci illustrarono i progetti di Anfn, le cose fatte, quelle in cantiere, le speranze ed anche i sogni che vi aleggiavano all’interno, tornati a casa ci iscrivemmo.

Con l’esperienza associativa fatta, che opinione avete oggi di Anfn?

Dal quel lontano 2007 ne è passato di tempo, molti progetti sono stati portati a termine, molte speranze sono diventate realtà, ed alcuni sogni si sono realizzati, non eravamo più i Folli, era bellissimo poter dire, negli incontri con gli altri associati, abbiamo solo quattro figli, abbiamo conosciuto persone bellissime, donne e uomini che donano tutto il loro tempo, tutto il loro amore per gli altri, Anfn non è solo un Associazione è una Famiglia di Famiglie, in Anfn sai che se hai un problema e lo esponi ci sarà sempre qualcuno che tenderà una mano per aiutarti, rincuorati,  farti sentire in famiglia, nessuno in Anfn è o sarà mai solo, è questa la differenza sostanziale tra Anfn e le altre Associazioni che ho conosciuto.

Ciò che dite è molto bello, ci fa capire quanto questa associazione sia accogliente e quanto le famiglie ad essa associate siano disponibili le une verso le altre. Anche voi vi siete dati sempre da fare per promuovere i valori di Anfn e ora siete diventati i Segretari Nazionali…

Già, comincio a pensare che forse qualche folle effettivamente c’è in Anfn (ride).
In Anfn c’è il detto: chi ha l’idea la porti avanti, quello che mi frega è che sono propositivo…, scherzi a parte siamo orgogliosi dell’incarico, come credo sia normale non ci si sente mai all’altezza di un ruolo di responsabilità così ampio ma ce la mettiamo tutta per esserne all’altezza, non è facile, le cose da fare sono tante ed avendo ancora i figli in casa se pur due, non si ha spesso il tempo necessario per fare tutto ciò che si vorrebbe, ma ci proviamo comunque, le nostre famiglie lo meritano…

Grazie Simona e Giuseppe, per l’energia e la voglia di fare che avete portato in Associazione, e per la sintesi che avete fatto della vostra esperienza, non ci rimane che dire che “l’avventura continua”… 

 

Alfio Spitaleri