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L’IVA AL 22%, NUOVA MAZZATA SOPRATTUTTO PER FAMIGLIE NUMEROSE E POVERE

L’IVA AL 22%, NUOVA MAZZATA SOPRATTUTTO PER FAMIGLIE NUMEROSE E POVERE

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Un possibile aumento dell’Iva ricadrebbe soprattutto su famiglie numerose e poco abbienti. L’appello della Cgia di Mestre al governo è tanto scontato quanto drammatico.
Di Dario Saltari

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“Questa ipotesi va assolutamente scongiurata” ha dichiarato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre “non si possono penalizzare le famiglie più numerose e in particolar modo quelle più povere”.

Secondo i calcoli dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, infatti, l’aggravio oscillerà tra i 37 e i 99 euro in caso di lavoratore dipendente single. Il paradosso è che l’incidenza dell’aumento di imposta sarà maggiore per i redditi più bassi. Ad esempio, per un reddito di 15mila euro annui l’incidenza sarà dello 0,29%, mentre per un reddito di 55mila euro annui l’incidenza si abbassa allo 0,27%.

Il discorso non cambia nel caso di un lavoratore dipendente con una moglie e un figlio a carico. Anche in questo caso l’incidenza sarà dello 0,33% per un reddito di 15mila euro annui, mentre scende allo 0,30% per un reddito di 55mila euro annui. In questo caso gli aggravi vanno dai 51 ai 113 euro.

Se la famiglia si fa più numerosa, inoltre, gli aggravi aumentano. In caso di lavoratore dipendente con una moglie e due figli a carico, infatti, gli aggravi andranno dai 61 ai 120 euro. L’incidenza dell’aumento dell’Iva sarà dello 0,34% per i redditi da 15mila euro annui, e dello 0,31% per quelli da 55mila euro annui.

Secondo l’organizzazione, se il primo luglio andrà definitivamente in porto l’aumento dell’Iva dal 21% al 22%, complessivamente gli aggravi di imposta aggiuntivi per le famiglie italiane si aggireranno intorno ai 2,1 miliardi di euro nel 2013 e intorno ai 4,2 per il 2014.

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