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In tanti si cresce più in fretta

In tanti si cresce più in fretta

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Nei nuclei extralarge gli adolescenti sviluppano naturalmente le competenze del ‘buon animatore’. Ma si tratta di calibrarne lʼapproccio in modo equilibrato

La specificità del contributo educativo offerto dai fratelli maggiori verso i piccoli: parole e buoni esempi Il tema al centro dell’incontro tra i coordinatori nazionali dell’Associazione famiglie numerose a Boario Terme.

Resilienti, coraggiose, ottimiste. In Italia poco più di una coppia su cento decide di mettere al mondo almeno quattro figli. Le famiglie extralarge degli anni Duemila – secondo l’Istat –sono appena 129mila: negli anni Sessanta del Novecento erano tre milioni.
Sono quelle famiglie – come recita lo spot girato dal regista Mauro Bazzani romano, papà di otto figli – che non hanno la Cinquecento: perché in un’auto small non ci starebbero tutti. Quelle che moltiplicano seggiolini per auto, letti a castello, tricicli e biciclette, tasse scolastiche, libri, quaderni, regali di Natale e compleanni. Quelle che non vengono invitate spesso a cena dagli amici, perché in casa degli amici tutti non ci starebbero. Quelle che non possono andare coi figli al cinema – ora che è possibile tornarvi – perché costa parecchio occupare due file intere della sala… Eppure, nonostante le difficoltà, le famiglie numerose vivono impagabili momenti di allegria, di dolcezza, di letizia, di festa, di preghiera, di consolazione, di conforto, di dialogo.
Dal 2004 una associazione – Anfn (acronimo di Associazione nazionale famiglie numerose) – mette in rete le grandi famiglie. Un’associazione nata da un incontro casuale tra due papà in un supermarket di Brescia. Enrico Cinelli e Mario Sberna incrociarono i loro sguardi sconsolati di fronte ai prezzi esposti nel banco dei pesci. «Questi non ce li potremo mai permettere», l’osservazione pronunciata quasi all’unisono dei due padri di famiglia. Insieme alla consapevolezza, maturata nelle ore immediatamente successive, che se ogni grande famiglia fosse uscita dalle proprie quattro mura e si fosse messa insieme alle altre, tutte quante avrebbero potuto contare di più.
Oggi Anfn è a un passo dalla maggiore età. Nel momento in cui scriviamo la segretaria ha appena inviato la tessera numero 25.619 – richiesta da una coppia con prole numerosa di Montesilvano (Pescara). Famiglie provenienti da ogni angolo d’Italia – da Merano (in Trentino Alto Adige) a Gela (Sicilia).
Alcune di esse si sono ritrovate in questi giorni a Boario Terme, dove si tiene l’incontro delle coppie che hanno una qualche responsabilità (in Anfn ogni responsabilità è condivisa da marito e moglie).
Tutti si sentono impegnati nel rendere l’incontro caldo, bello, coinvolgente. In particolare i figli maggiori delle famiglie extralarge – tutti dotati di tshirt personalizzata – si stanno prendendo cura dei più piccoli, coinvolgendoli in giochi di animazione. Lo stanno facendo alla grande. «Del resto nelle famiglie numerose – dicono Marina e Luigi Criscuoli di Barletta – i fratelli più grandi maturano giorno dopo giorno le competenze del buon animatore. A noi resta il compito di affinare le loro tecniche di approccio verso i più piccoli». Come? «Attraverso incontri formativi, a cui invitiamo esperti ». L’ultimo rendez vous: lo scorso mese di luglio a Nocera Umbra, dove si sono ritrovati decine di figli adolescenti che si sono resi disponibili ad entrare a far parte dell’équipe animazione di Anfn.
I coordinatori provinciali e regionali, invece, si sono confrontati ieri sul loro ruolo, lavorando su motivazione ed efficacia. Hanno coordinato i laboratori Enrico ed Ines Belli ‘coordinatori dei coordinatori’ e Raffaella Butturini, sposa di Giuseppe, mamma di dieci figli, responsabile del gruppo di lavoro che si occupa della formazione delle coppie. «Dopo mesi e mesi di zone rosse, lockdown, dad – osserva Raffaella – chi ha responsabilità in Anfn fatica a riprendere la matassa della rete degli associati: di qui l’utilità di lavorare su se stessi per aiutare gli altri a fare altrettanto».
Raffaella, Giuseppe e l’équipe formativa, in questi anni, hanno lavorato gomito a gomito con il professor Raffaello Rossi, fondatore di una scuola di consulenti familiari a Bologna e ora direttore della scuola Cecofes a Padova. Con lui sono stati avviati a Padova, Crotone, Piacenza, Marsciano ( Todi) e presto anche a Milano, percorsi formativi per coppie destinate a divenire consulenti familiari o, quantomeno, antenne di rete. Almeno
150 persone hanno deciso di spendersi in questo servizio.
Delle buone antenne del territorio possono essere anche efficaci negli interventi richiesti da quelle famiglie con molti figli cadute in disgrazia. «Oggi la possibilità che una coppia finisca nella soglia di povertà relativa cresce man mano che aumenta il numero dei figli – osserva Mario Sberna, con la moglie Egle presidenti di Anfn –. E la pandemia, pur trovandoci forse più resilienti di altri, ha acuito questo disagio». Ecco perché una parte delle risorse che ha a disposizione l’associazione (derivanti da quote associative e dal 5 x mille dei contribuenti) è destinata ad aiutare quelle coppie che non sanno come pagare il latte per i loro più piccoli o alcune utenze domestiche.
Lunedì l’incontro si aprirà agli associati che lo vorranno. Chiamati a riunirsi in assemblea e ad esprimersi su bilancio ed altre formalità che la normativa vigente richiede per le Associazioni di promozione sociale.
E dopo Boario? Le famiglie numerose resteranno unite anche grazie ai media e alla app «Anfn» grazie alla quale gli associati potranno ricevere comunicazioni sul proprio smartphone. Ad Alfio ed Emanuela Spitaleri il compito di aggiornare quotidianamente il portale e i profili social dell’associazione.
Si chiama Test positivo – un’esperienza che le mamme di prole numerosa vivono più volte – l’house organ che arriva a tutti gli associati di Anfn. Diretto da Regina Florio, mamma di 4 figli, quest’anno compie i suoi primi quindici anni di vita. E presto uscirà uno speciale con le copertine più significative di questa avventura editoriale.
Servizi, questi e molti altri, realizzati da volontari. Da quei papà e quelle mamme che, a mezzanotte o anche più tardi, dopo aver messo a letto l’ultimo figlio, si mettono di fronte al pc per spedire mail a parlamentari, sindaci, governatori, associati. Raccontando loro preoccupazioni e speranze, la fatica, ma soprattutto il bello di essere in tanti.

Fonte: avvenire.it di Andrea Bernardini