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Family act pronto. Ne riparleremo appena usciremo dall’emergenza sanitaria

Family act pronto. Ne riparleremo appena usciremo dall’emergenza sanitaria

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La ministra Elena Bonetti risponde alla lettera inviata da Anfn al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Il Family act è pronto per l’approvazione in Consiglio dei Ministri.  Ne  abbiamo momentaneamente sospeso l’iter per affrontare un’emergenza immediata, la diffusione del Covid-19 in Italia»: lo ha scritto il ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti in risposta ad una lettera inviata dal presidente Anfn Mario Sberna al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Lettera che, evidentemente, era stata girata dal Presidente agli uffici competenti del governo.  Bonetti assicura, in ogni caso, che il percorso di approvazione e di trasformazione in legge del Family act riprenderà «non appena il Paese sarà uscito da questa fase difficile e delicata». «Nel frattempo – prosegue la ministra – ricordo che già nella legge di Bilancio 2020 abbiamo compiuto alcuni passi avanti: l’istituzione del “Fondo per l’assegno universale e i servizi alle famiglie” che introduce il concetto di universalità, perché riteniamo che questa forma di assegno, che viene dato alle famiglie per ciascun figlio, dev’essere innanzitutto rivolta al valore che quel figlio rappresenta come valore sociale, un bene comune di cui tutti ci dobbiamo fare carico».
Anche l’estensione dell’assegno di natalità “attiva da gennaio 2020, rivolta a tutti i nuovi nati o adottati nel 2020 per 12 mesi con cifre significative, calibrate in base al reddito «rappresenta – secondo Elena Bonetti – il primo passo di quella che dovrà essere una misura strutturale e rivolta a tutti i figli dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età. Nel family act è previsto un assegno universale con coefficiente moltiplicativo dal terzo figlio in poi».

Ad inizio gennaio il presidente Anfn Mario Sberna aveva inviato un messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, facendo una valutazione sul suo
messaggio di fine anno: «Lei- aveva scritto Sberna – ha ben espresso diversi concetti
che condividiamo in quanto italiani». E ancora: «Abbiamo apprezzato anche che Lei abbia ricordato che “sulle famiglie grava il peso maggiore degli squilibri sociali” e che “fornire sostegno alle famiglie significa far in modo che possano realizzare il loro progetto di vita». Concetti significativi. «Ma perché – si legge ancora nella missiva – l’Italia continua ad essere fanalino di coda nelle politiche familiari? Perché una coppia che vorrebbe il terzo o il quarto figlio entra direttamente nella soglia di povertà? Perché il sistema fiscale ignora quasi totalmente i carichi familiari? Perché una famiglia numerosa è costretta – nel 2020 nella nostra Italia – a rinunciare alle cure mediche, perché il sistema dei ticket non fa differenza tra chi ha 36mila euro di reddito ed è single e chi invece con lo stesso reddito deve mantenere 6 o più persone?».

di Alfio Spitaleri