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Cremona: investire sulla famiglia

Cremona: investire sulla famiglia

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Pubblichiamo l’intervento di Roberto Vitali, coordinatore provinciale dell’Associazione
Famiglie Numerose e delegato del Forum delle associazioni Familiari della
provincia di Cremona al Tavolo di lavoro istituito dalla
Provincia di Cremona su ”crisi economica e famiglie“ svolto martedì 27
ottobre.

Da sempre le famiglie sono il primo ammortizzatore sociale ed oggi, in un
periodo di forte crisi, la famiglia e’ in forte difficlta’ a sopperire
alla carenza di un’equa politica sociale. Infatti gli ultimi dati ISTAT
vedono un forte calo del risparmio. Risparmio che contribuiva anche alla
formazione di nuove famiglie. Infatti da indagini condotte a livello
nazionale risultava che il 43% di coloro che mettevano su famiglia
ricevevano denaro direttamente dai genitori.
In effetti la società sembra muoversi a prescindere dai bisogni della
famiglia, quando non addirittura contro: il credito, il fisco,
l’urbanistica, i tempi lavorativi e dei servizi.
Tutto questo genera una formazione mentale negativa, induce ad una cultura
pessimistica. Nel nostro paese e’ in atto un fenomeno che ha un nome
inquietante, gli esperti parlano di ”Inverno demografico”. Il tasso di
natalità in Italia e’ tra i piu’ bassi d’Europa ed a Cremona si ferma al
1,3 figli per famiglia, cioè al di sotto della media lombarda / nel valore
sono compresi gli immigrati. Ma la cosa che colpisce riguarda il dato
delle donne che vorrebbero un secondo figlio, il 55% ed eventualmente un
terzo, il 33%, se le condizioni fossero favorevoli.
La strada maestra per uscire dalla crisi sta nell’investire sulla famiglia
restituendo i soldi, generando potere d’acquisto e mettendo in moto i
consumi. Ed allora e’ necessario fare sistema tra gli attori sensibili e
passare dal dire al fare. Per iniziare basterebbe applicare quanto di
buono fanno le
province vicine. A Parma e’ da un po’ che l’Amministrazione
dimostra concreta attenzione alle famiglie, fin dall’istituzione di
un’apposita Agenzia. E questa scelta e’ stata annunciata
anche dal neo Presidente della provincia di Piacenza. Una struttura
operativa, agile e di raccordo tra tutti gli attori. Che amplifica
l’informazione sulle opportunità messe a disposizione dai vari enti,
coordina e sostiene progetti di rete sussidiari alla famiglia,
condivisi e partecipati da più attori. Un esempio di partecipazione di
piu’ soggetti e’ la Family card. In molte citta’ italiane si sono
attivate diverse iniziative di questo tipo. Anche a Cremona se ne era
parlato ed era stata portata in Consiglio comunale, nel febbraio 2008, da
parte degli attuali amministratori Malvezzi e De Bona, una mozione votata a
maggioranza, ma tutto tace. Intanto resta in vigore l’ISEE (strumento
utilizzato per la definizione delle tariffe sui servizi pubblici e gli
interventi agevolativi) sul quale, da tempo, si sono riversate diverse
critiche. Infatti gli indici per definire la capacita’ finanziara delle
famiglie sono assolutamente iniqui. In sostanza non tengono conto in modo
corretto dei carichi famigliari. Rivedere, a livello locale,il cosiddetto
”riccometro” e’ possibile attraverso dei piccoli aggiustamenti.
L’hanno gia’ fatto in altre citta’.
In sostanza la disponibilità a collaborare, per portare la nostra
esperienza c’e’, ma a patto che sia a favore delle famiglie e non per
l’immagine politica.

Vi allego lettera di invito inerente a quanto in oggetto.

Un abbraccio a tutti … e ci vediamo a ROMA.


Roberto e Simonetta Vitali
ANFN – Cremona

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