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COSA SUCCEDE SE IL FIGLIO A CARICO GUADAGNA PIU’ DI 2840€

COSA SUCCEDE SE IL FIGLIO A CARICO GUADAGNA PIU’ DI 2840€

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Carissimi vi voglio comunicare ciò che mi è capitato nel settembre 2012.
Premessa: ho due figlie da settembre 2012 all’università di Milano e Trieste, una che frequenta la 3 media e una la quarta elementare. Al momento della denuncia dei redditi a maggio 2012 (quindi redditi 2011) mi sono fatta fare anche l’isee.
Non avevo messo dentro il reddito della stagione estiva fatta da mia figlia primogenita, in quanto detiene lei le sue carte all’università e pensavo il suo reddito fosse dentro i limiti di Euro 2850 come l’anno precedente. In realtà li superava di circa 200 euro. Di questo ci siamo accorti quando ci è arrivato dalla regione il diritto a un Buono scuola che avevamo compilato da mesi e quasi dimenticato che diceva che l’isee non era corretto.

Scopro e aggiungo al Caf il reddito di mia figlia.

Cosa ha comportato per noi tutto questo?
Il bonus da 900 euro è diventato di 300, e va beh direte voi ma non avendo piu i diritti della quarta o meglio prima figlia…..
Entro ottobre ho dovuto pagare allo Stato (per non pagare interessi più avanti) la cifra di euro 3750…(più di ciò che mia figlia ha guadagnato per se stessa in estate e in regola per andare un mese in Irlanda a migliorare l’inglese studiando).
Il buono scuola non è ancora arrivato a oggi, in più quel mese la mia secondogenita, aspettando i ripescaggi da Milano per l’università e stare nei termini previsti di iscrizione, si è iscritta a Venezia all’Accademia come seconda possibilità pagando euro 1050.
Dopo 10 giorni viene ripescata a Milano e paghiamo 800 euro di iscrizione (lasciamo perdere gli affitti anticipati (4 mesi) per la casa a Milano ecc.).

Ho chiesto subito il rimborso a Venezia garantito entro novembre.
Vi posso garantire che ho provato molta rabbia per tutto questo e mi veniva da piangere a parlarne con gli amici per la quantità di soldi risparmiati con fatica (per aiutare le scelte dei figli) che sono usciti nel mese di ottobre.

Ora fatevi pure due conti. E’ cosi che lo Stato aiuta l’autonomia dei giovani indirizzandoli a scelte e valori di onestà?
Scusate lo sfogo,sono certa che voi potete comprendere.
Grazie, Saluti
O.

di 800 € ci è arrivato dall’Accademia di Venezia nel mese di marzo 2013, dopo varie sollecitazioni da parte nostra.


Il caso descritto da O. è davvero emblematico di come il nostro Paese tratta i suoi giovani: se vogliono lavorare per dare una mano in casa e rendersi indipendenti o scelgono di farlo in nero oppure devono guadagnare davvero poco. Devono cioè fare in modo di guadagnare non più di 2,840€ in totale, somma che non viene ritoccata dal lontano 1986 (17 anni fa) perchè la famiglia non perda i (pochi) benefici dell’averli a carico.
Un tetto davvero iniquo, specialmente per una famiglia numerosa che ha sempre più difficoltà a barcamenarsi con tariffe e bollette, specialmente se monoreddito. Un tetto che, sforato per sbaglio e di un soffio, ha portato non poche lacrime in casa di O.
Ma c’è anche un altro importante conseguenza negativa da non sottovalutare: i lavoretti dei ragazzi servono anche ad acquisire esperienza, a testare la loro indipendenza, a sviluppare la loro imprenditorialità. Un limite così basso, che sembra punire ogni sforzo di indipendenza, non fa che creare tanti nuovi e preoccupantissimi NEET (no income, non education: ragazzi senza lavoro e senza formazione), di cui l’Italia detiene una percentuale da vero e proprio record: il 22,7% dei nostri ragazzi dai 15 ai 29 anni… che sommati all’oltre 38% dei giovani disoccupati…