Accorato articolo comparso sulle pagine di Via Emilia a firma di un nostro associato, Mauro Manghi che rilegge i dati Istat e denuncia: LA FAMIGLIA E’ STATA CONDANNATA A MORTE !
E’ difficile resistere silenziosi alle parole che, giorno dopo giorno, vengono dette riguardo la famiglia.
Parole inutili, superficiali e bugiarde.
Non è una esagerazione affermare che, se non abbiamo il coraggio di pensare e fare qualcosa, la famiglia domani sarà una realtà che potranno concedersi solo pochissime persone.
Se la politica e gli enti educativi coinvolti in questo campo riusciranno a perdere ancora un po’ di tempo è fatta: non ci sarà più bisogno di parlarne.
Se andiamo ad analizzare i dati sul matrimonio e famiglia rilevabili dall’ISTAT notiamo che:
➢ i matrimoni stanno diminuendo continuamente ( 245.000 circa nel 2008 ) mentre la separazioni e divorzi stanno aumentanto di anno in anno ( 140.000 circa nel 2008 ). Se aggiungiamo il fatto che non tutti i matrimoni umanamente e cristianamente falliti entra nei meccanismi legali di scioglimento ma perdura nel tempo ( per amore dei figli o altro ) allora la situazione risulta al tempo stesso più chiara e ancor più drammatica.
➢ I matrimoni civili aumentano in rapporto a quelli religiosi ( in Emilia Romagna i matrimoni civili sono di più di quelli religiosi )
➢ dei nostri giovani 1/3 circa non si sposa
➢ La famiglia tradizionale ( coppia genitoriale e figli ) rappresenta solo il 45% delle tipologie famigliari considerate dall’ISTAT
➢ L’indice di natalità in Italia è forse il più basso di tutto il mondo
Se a quanto sopra esposto aggiungiamo le difficoltà incontrate dai giovani riguardo il lavoro e il mancato aiuto nel sostegno alla famiglia nel suo aspetto più generale, credo che abbiamo fatto un quadro complessivo e reale della nostra situazione.
Quando si sente parlare di lavoro alla Tv o si legge qualcosa sui giornali sono colto da un certo disagio. Si dicono falsità, si coltivano fantasie e ci si nutre di retorica.
La realtà che viviamo tutti i giorni è questa:
– il lavoro sta diminuendo
– il lavoro che si è perso molto probabilmente non tornerà
– le persone che lavorano sono sempre di meno ma dovranno lavorare e pagare sempre di più.
– i piccoli e piccolissimi imprenditori sono gravati di oneri e responsabilità irragionevoli; finita questa generazione di imprenditori, non se ne vedono altri in grado di poter dare il cambio.
– coloro che hanno vissuto di privilegi e disonestà ( ci sono notizie al riguardo tutti i giorni sui giornali ) non hanno ancora rinunciato a nessun privilegio e non hanno perseguito alcun ravvedimento
– si dice che la colpa è delle donne, che non lavorano abbastanza ( la politica auspica che almeno il 70% delle donne debba lavorare ) ma già oggi non ci sono i servizi che le dovrebbero aiutare.
– tutti sono disposti a lavorare e produrre ma sono sempre meno coloro che hanno bisogno di ciò che si produce.
Questi dati sono preoccupanti e allarmanti e ci pongono una riflessione che interessa almeno due ambiti di intervento nei quali si sta facendo veramente troppo poco a favore della famiglia:
1. Quello sociale: che comprende le varie politiche a sostegno della famiglia e del lavoro
2. Quello formativo: che dovrebbe tenere conto della adeguata formazione dei giovani riguardo le responsabilità derivanti dalla costituzione di una famiglia.
Andiamo per ordine e proviamo a fare una piccola analisi dei dati.
Ambito sociale:
I dati estrapolati dall’ISTAT ci dicono che:
➢ i giovani che si sentono in grado di poter affrontare gli impegni famigliari sono sempre di meno
➢ le nuove generazioni educate in un clima di assoluto individualismo sono sempre meno capaci di affrontare una vita di relazione stabile e duratura.
➢ la famiglia è percepita sempre di meno come valore da desiderare e perseguire
➢ ci sono molti giovani che, pur sentendo il desiderio della vita famigliare e pensando di poter riuscire a portarne il peso ( si sposano ancora in tanti ), si trovano davanti ad una realtà troppo diversa da quella pensata e preparata e cadono inevitabilmente in situazioni che trovano come unica soluzione la separazione o il divorzio ( i divorzi e matrimoni sono il 60% circa dei matrimoni ).
➢ La disoccupazione giovanile è vicina al 30% e la situazione economica, purtroppo e nonostante le belle parole che continuano a diffondere i mass media, non migliorerà un gran che negli anni a venire. Senza lavoro non ci può essere famiglia!
➢ Due giovani che si vogliono bene desiderano coronare il loro amore con la presenza di figli e, molte donne soprattutto, desidererebbero averne anche più di uno. Oggi però sono poche le famiglie dove un solo coniuge è in grado di mantenere la propria famiglia. Marito e moglie devono andare a lavorare per far quadrare i bilanci, i nonni sono sempre più chiamati a colmare, nei bimbi, il vuoto creato dalla mancata presenza dei genitori; in questo modo i figli rischiano di diventare un lusso.
➢ La famiglia tradizionale sta diventando minoranza tra le varie tipologie famigliari individuate dall’ISTAT, quindi sempre meno considerata a livello politico.
➢ La normativa fiscale penalizza le famiglie, soprattutto quelle numerose. Invece di essere considerate un bene, già oggi le famiglie sono considerate una realtà fastidiosa, da disincentivare il più possibile.
➢ I giovani che hanno fatto l’esperienza di vivere all’interno di una famiglia unita, accogliente e felice sono sempre meno e quindi si troveranno sempre meno giovani educati e capaci di costruirne una. Direi di più, i giovani che hanno vissuto esperienze famigliari fallimentari sono sempre di più e si trovano ad essere sempre più disillusi riguardo la possibilità di costruirne una veramente bella.
Ma se, come abbiamo letto, gli impegni sociali a favore della famiglia sembrano essere gravemente mancanti, siamo purtroppo a costatare che anche l’aspetto educativo e formativo riguardante la famiglia non è da meno.
Ambito educativo
La famiglia è entrata in crisi perché il suo aspetto tradizionale è venuto meno. La famiglia dei miei genitori e dei miei nonni non è più garanzia di riuscita della mia famiglia.
Le famiglie originarie, pur brave, sono importanti ma non sufficienti per i figli.
Il loro ruolo educativo è limitato per mancanza di cultura e per mancanza di autorevolezza; come in tutti gli altri ambiti dell’universo educativo.
Se la situazione sociale non è di grande aiuto ai giovani nel costruire una famiglia, la crisi di valori e di formazione al riguardo rende il tutto ancora più problematico.
Eppure ricordiamo sempre che ogni generazione ha opportunità superiori a quelle che hanno avuto le generazioni precedenti.
Ma queste straordinarie potenzialità di bene non si concretizzano in modo spontaneo, vanno coltivate.
Siamo in un momento dove tutto è certificato, ci deve essere un libretto di istruzioni all’uso per ogni cosa, anche per una sedia; ciò nonostante nessuno comprende che i nostri ragazzi, oggi, hanno bisogno di qualcuno che li educhi alla vita famigliare, che sia in grado di dire qualcosa di importante al riguardo.
La famiglia è oggi considerata, in tal senso, meno di una sedia.
La società civile non è capace di dire due parole ai giovani riguardo le ricchezze e le difficoltà di una vita di coppia, non ha il coraggio di dire che l’educazione è tanto importante da richiedere un minimo di impegno per esercitarla.
Ma è su questo che le famiglie si lacerano!
A scuola vengono trattate molte materie inutili e non si parla mai di vita reale. Non si riesce a comprendere quale sia il vero bene per il futuro dei ragazzi che la frequentano.
Spesso gli sposi si sono preparati al matrimonio frequentando pizzerie e discoteche e si trovano ad essere genitori pur non avendo la più pallida idea di cosa voglia dire.
Quello che si fa è veramente poco!
Credo che tutti voi siate in grado di comprendere ciò che intendo dire.
Se le tematiche famigliari sono pressochè sconosciute dagli enti educativi pubblici, vediamo anche che sono in grado di mettere in difficoltà gli ambienti ecclesiali.
La Chiesa ha parlato molto e bene della famiglia ma le pastorali locali non hanno quasi mai colto l’importanza dell’argomento e l’urgenza nel doverlo trattare.
La pastorale giovanile è spesso una pastorale giovanilistica, fatta per persone che dovranno restare sempre giovani.
Quasi mai si sente parlare di vita famigliare, di educazione dei figli, di lavoro.
Spesso, purtroppo, sono proprio le nevrosi degli adulti l’ostacolo maggiore nel mettere in piedi iniziative utili al riguardo.
Ancora una volta, i giovani sono lasciati un po’ soli di fronte alle loro difficoltà.
Capisco che il tema che riguarda i giovani e la famiglia è un tema audace ma non possiamo tergiversare oltre.
Anni fa, in preparazione all’anno giubilare del 2000, ho avuto la grande fortuna di frequentare per diversi anni consecutivi quella straordinaria iniziativa, voluta dall’allora Papa Giovanni Paolo II, che si chiamava “Settimana di Spiritualità Famigliare”.
In uno di quegli anni, la relazione di chiusura della settimana fu tenuta da mons. Scola ( ora Patriarca di Venezia ) il quale disse, con quel suo tono serio e provocatorio, una frase di questo tipo: “ se oggi io dovessi essere un parroco, subito dopo la cresima, inizierei il percorso che educhi i ragazzi al matrimonio!”.
E’ da queste parole che vorrei prendere lo spunto per portare la mia riflessione.
In un mondo dove tutto pare andare contro la famiglia io credo che, per i nostri ragazzi, non ci possa essere una strada di felicità che possa prescindere dalla vita famigliare, da una relazione affettiva bella, ricca e piena. E’ il desiderio di ogni sposo e di ogni figlio di questa terra; è anche il desiderio di Dio e questo può farci superare ogni difficoltà e dubbio.
Prepararsi alla vita famigliare è prepararsi alla vita nel suo senso più generale, ed è per questo che occorre molto tempo di formazione e impegno: “ dopo la cresima” diceva Mons. Scola.
Il matrimonio cristiano continua ad essere un tesoro di bene di valore incommensurabile ma va preparato e vissuto bene. Il Signore non manca mai donare il suo aiuto ma i cuori devono essere pronti.
La società civile si sta comportando in modo imbarazzante e vergognoso, facciamo si che almeno in ambito ecclesiale le cose vadano avanti in modo diverso, per amore dei nostri figli, per amore alla carità e alla verità.
Non abbiamo alternative, e non abbiamo più molto tempo da perdere.
Manghi Mauro
da Il giornale “Via Emilia”








