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Il figlio non è un diritto, ma un dono

Il figlio non è un diritto, ma un dono

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ROMA – “Il Papa non dice che ogni coppia deve avere per forza tre figli. Parla in linea generale e dice che secondo i sondaggi una società dove ogni famiglia va sotto i tre figli è una società di non ritorno e cioè una società che entra in un declino demografico o addirittura nell’inverno demografico. Nel dire ciò egli cita i demografi, senza fare sua la loro visione. In sostanza, esplica quella che è la realtà dei fatti oggi”.

Giuseppe Butturini, presidente insieme alla moglie Raffaella dell’associazione italiana Famiglie numerose, invita a leggere nel suo insieme le parole di Francesco. Lei ha nove figli e presiede un’associazione formata da coppie con molti figli. Il Papa dice che essere cattolici non significa fare figli come conigli. Come commenta?

“Dico che il Papa, correttamente inteso, ha ragione, ma nel dire ciò egli non giudica le mamme che fanno tanti figli, piuttosto ama chi è aperto alla vita. Bergoglio sta dicendo a una mamma che vuole un figlio a tutti i costi: stai attenta, perché in questo modo corri il rischio di fare la tua volontà e non quella di Dio. La volontà, infatti, deve essere sempre illuminata. Perché se la mamma vuole a tutti i costi l’ottavo figlio dopo altri parti cesarei, deve capire che questa sua volontà può non rispondere al piano di Dio, perché quella donna corre il rischio di essere lei che lo vuole e non Dio”.

Francesco parla anche dell’Humanae Vitae. E dice che Paolo VI fu profeta.
“Egli fu profeta perché congiunse la trasmissione della vita, cioè l’atto sessuale, alla volontà della coppia. Il cuore della profezia di Montini è che il figlio non è frutto di un capriccio o di un commercio. Il figlio non è un diritto, quanto un dono. Si può dire che Paolo VI ha aperto il mondo alla vita, alla speranza, al domani”.

Quando recentemente siete stati ricevuti da Francesco in Vaticano che messaggio vi ha lasciato?
“Ci disse che ogni famiglia è una cellula fondamentale per la società e tanto più lo sono le famiglie numerose”.

Fonte: www.repubblica.it