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Dopo Loreto, “prioritaria una riflessione sulla famiglia”

Dopo Loreto, “prioritaria una riflessione sulla famiglia”

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RIFLESSIONI SU LORETO

Dai discorsi di Loreto possiamo prendere in considerazione alcune cose:

1. fuori dalla definizione di ciò che è e ciò che non è famiglia, diventa impossibile discutere perchè sono diversi i presupposti del discorrere. Non esiste un vocabolario condiviso.

2. Dobbiamo rendere visibile l’assurdità che vede la definizione di famiglia imposta dall’ISTAT (un semplice istituto di ricerca statistica), cioè da un “nulla” quando si discute in merito, classificare una persona come “famiglia monocomponente” è stato un grave errore, molti errori sono nati da lì.

3. Dobbiamo purtroppo constatare la mancanza di spessore culturale nella “nostra” rappresentanza politica, ancor di più l’ignoranza di tutto ciò che è famiglia.

4. Secondo i criteri e i modi che oggi sono presi in considerazione per avere peso politico ( spinte di personaggi importanti, visibilità mediatica, sciopero ecc. ) non ci è difficile affermare che la famiglia non sarà mai un problema politico perchè non si può far vedere. Sono le minoranze nullafacenti che sono presenti sui media. I genitori di una famiglia ( peggio ancora di una famiglia numerosa ) devono lavorare dalla mattina presto alla sera tardi tutti i giorni dell’anno!! E non possono fare sciopero.

Non può esistere una politica “contro la famiglia” poiché è una contraddizione in termini, è come affermare che possa esistere una politica contro la società. La politica esiste solo per il fatto che deve impegnarsi per il bene della società.
Il rischio di lavorare sui particolari è quello che non cambi l’idea sbagliata che si è diffusa riguardo la famiglia.
Ben venga la proposta del “un figlio, un voto” poiché nelle sue motivazioni vengono rese evidenti le assurdità di questa politica. E’ una piccola rivoluzione dei sistemi democratici. Ma noi non dobbiamo solo guardare a questa iniziativa secondo i criteri dell’equità sociale ma pure come leva per scardinare questa cultura che guarda in modo distorto il tema famiglia.
E’ impegno questo che esprime il massimo della laicità.

Stiamo pensando anche alla nostra situazione presente:
come associazione siamo coccolati un po’ da tutti, ci viene dato qualche contentino magnanimo.
Abbiamo sentito: gli sconti auto promessi o non vengono fatti o vengono applicati a noi come agli altri. Per le fatiche che stiamo facendo non possiamo accontentarci di quanto ottenuto; nonostante tutti i nostri sforzi la nostra vita non cambia e neppure la nostra società attraverso di noi.
Qualcuno ci sta forse usando per rendersi visibile, qualcun altro ci vuole proprio bene.
Tutto va bene perchè siamo in pochi ma se non riusciamo a cambiare qualcosa più in alto, se non riusciremo a cambiare la definizione di famiglia nell’opinione pubblica e nella politica, allora avremo il fiato corto.
Potremmo per esempio proporre che tutte le volte che si parla di famiglia e di temi fondamentali i politici e i loro partiti organizzassero incontri e tempi per la formazione specifica. Le sorti del paese non possono essere gestite da politici ignoranti!
La nostra associazione si mette disponibile per i temi riguardanti la famiglia.
Sarebbe interessante se la nostra associazione riuscisse a raccogliere materiale a favore della visione “tradizionale” di famiglia che derivi da studi storici, economici, religiosi, sociali, naturali ecc.
Probabilmente all’interno dell’associazione stessa ci sono già le giuste competenze.
In sostanza: occorre che la nostra associazione inizi un’azione culturale forte e provocatoria che si associ all’enormità di lavoro che già oggi sta facendo.
Quando siamo insieme, sia a livello nazionale che a livello provinciale, sentiamo che ci sono persone capaci, motivate, intelligenti che sanno bene quello che vogliono per la loro famiglia, che non è solo il pane.
Le famiglie numerose non sono famiglie povere che chiedono la riduzione di 20 € di ICI per risolvere i propri problemi; siamo molto di più!
Siamo famiglie ricche, ricchissime!
Insieme si vedranno i modi per lavorare.

Mauro Manghi
Luigi Picchi
S:Ilario d’Enza 10-07-07
-RE-