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Una famiglia ? Toglietevi le scarpe!

Una famiglia ? Toglietevi le scarpe!

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Gli auguri matrimoniali di un padre numeroso

Ogni ritardo non può che amplificare la crisi. Bisogna far presto.

Cari Giuseppe e Margherita con questa affermazione vi trasmetto un po’ di ansia vitale paterna in questa vostra scelta di unirvi in matrimonio.

No, non è stata la fretta o il desiderio di fuga a rinforzare la vostra determinazione a sposarvi. Anzi, le sicurezze del tepore familiare vi potevano dare motivo di sostare ancora a lungo nel nido natio. I giochi fraterni, come di solito avviene nelle famiglie numerose, le lunghe e seriose discussioni sugli europei o sui mondiali di calcio e tante altre dinamiche intra familiari non hanno intralciato il saldo e santo intento al distacco (Mc, 10,7: “… per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola”.).

Questo matrimonio s’ha da fare!

Certo, siete in controtendenza. Chi e quanti si sposano oggi, con i tempi che corrono? Sì, i tempi possono anche correre, ma oggi voi vi fermate e ci fermate per dirci che questo nostro Paese ha un estremo bisogno di famiglia, ha un grande desiderio di figli, ha immense aspettative di futuro. Il nostro smarrimento di adulti ha provocato la grande confusione nelle menti di voi giovani.

Tuttavia voi siete l’eccezione che conferma la regola. Dietro a tanto individualismo esasperato, dietro allo sconvolgimento del desiderio di possesso, un indicatore chiaro di altri antichi e sempre nuovi percorsi: I PERCORSI DEL DONO. Oggi per voi non c’è calcolo, non ci sono ragionamenti, non ci sono bilanci, ma una bellissima “…cambiale in bianco in favore della gente che ..” questa sera incontrerete. È in questo contesto umanitario che si giocherà il destino della vostra reciprocità. È in questo contesto sociale che la famiglia si gioca la sua carta vincente.

Torna utile ricordare affettivamente chi con forza inneggiante diceva: “La società sta bene se la famiglia sta bene. La famiglia sta bene se la coppia sta bene!”.

Giuseppe, Margherita! Ma cosa state facendo? Nel clou della celebrazione del sacramento vi togliete le scarpe!!! La gente cosa può pensare mai? “Questi mo’ ci lasciano e tentano una fuga! Sono pazzi!? Prepariamoci al peggio”. E invece…!

Altro che fuga. Voi state sostando. Sì, vi siete proprio fermati apposta, per stare nello spazio e nel tempo più sacro: quello in cui entra a far parte della vostra intimità il Terzo Sposo.

In questo preciso istante viene anche a me la voglia di togliermi le scarpe, non perché nuove e ancora strette, ma per riconoscere il sacro momento della nascita di una famiglia, in nuce già numerosa.

AUGURI GIUSEPPE! AUGURI MARGHERITA!