Vi proponiamo, a titolo di esempio e di riflessione, gli estratti di uno scambio di mail nato da un episodio concreto: l’impossibilità di accogliere un ordine di capsule di caffè Illy.
Il confronto si sviluppa inizialmente tra un associato e i volontari che gestiscono il servizio, per poi coinvolgere un consigliere nazionale, in seguito alla richiesta di un intervento da parte dei vertici dell’associazione.
Tutto parte da un fatto apparentemente semplice: un pagamento effettuato un giorno oltre la scadenza prevista. Da lì prende avvio un dialogo più ampio e profondo su temi come il rispetto delle regole, la comunicazione interna, il valore dell’ascolto e la coerenza tra principi dichiarati e pratiche quotidiane all’interno della vita associativa.
Una vicenda che può aiutare a riflettere sulla complessità delle relazioni umane anche in un contesto di volontariato, oltre a offrire uno spunto per comprendere meglio il lavoro, spesso invisibile, svolto dai volontari della nostra associazione.
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La comunicazione dei volontari
“Alcuni ordini sono pervenuti oltre il termine stabilito e purtroppo non è stato possibile includerli nella spedizione. Vi chiediamo […] il vostro IBAN, in modo da restituirvi l’importo versato.”
La replica dell’associato
L’associato esprime disappunto per l’esclusione dell’ordine a causa del ritardo di un solo giorno (dovuto a una domenica), auspicando una maggiore flessibilità nella gestione.
“Ho effettuato il pagamento il giorno successivo alla scadenza […] confidavo che l’Associazione […] potesse dimostrare un po’ più di comprensione. […] Ricevere una risposta così fredda e categorica mi ha sinceramente deluso. Per questo motivo […] non rinnoverò la tessera per l’anno 2026.”
Il chiarimento dei volontari
“Se hai letto la mail con attenzione, era chiaro che non dovevano essere fatti bonifici oltre la data prevista.”
“Ci fa sentire […] quanto scarsa sia l’attenzione al nostro lavoro.”
“L’inclusività […] sembra essere legata esclusivamente al pagamento della tessera […] pretesa di un servizio solamente perché si è pagata la quota associativa.”
La nuova risposta dell’associato
“Il mio messaggio precedente non voleva affatto essere provocatorio […] Il bonifico è stato effettuato in ritardo per una circostanza oggettiva, era domenica. […] Mi ha colpito […] una risposta che sembrava più attenta al principio perentorio che non alla persona.”
“Pensavo sinceramente che un’associazione nata per supportare le famiglie numerose sapesse distinguere tra burocrazia e umanità, tra regola e buon senso.
Constato invece che si è preferito confermare una rigidità formale, senza alcuna apertura o comprensione. Una risposta che, a mio avviso, contraddice i valori fondanti che l’associazione dovrebbe rappresentare: accoglienza, sostegno reciproco, attenzione alle persone.”
Il gesto di un consigliere nazionale
Poiché l’ordine non può essere evaso per motivi organizzativi, un membro del Consiglio Nazionale offre spontaneamente le capsule che aveva ordinato per sé:
“In casa siamo saltuari consumatori di caffè e vi mando volentieri le scatole. Le spedirò sabato mattina.”
“Ci dispiace per la decisione di uscire da Anfn. […] Nel caso ci ripensiate, siamo qui, vi aspettiamo in qualsiasi momento.”
L’ulteriore riflessione dell’associato
“Il mio intento era condividere una riflessione più profonda […] Il problema non erano le capsule. Il problema è la scelta della forma sulla sostanza, della regola sul buon senso, del silenzio sull’ascolto.”
“Un giorno di ritardo non cancella l’intenzione, ma la vostra risposta, o meglio la vostra mancanza di risposta, ha cancellato in me la fiducia.”
“Confermo quindi con rammarico ma con lucidità la mia uscita dall’associazione. Non per una questione economica o personale, ma per un evidente scollamento tra i valori dichiarati e quelli agiti”.
“Auguro all’Associazione di ritrovare sempre il coraggio di guardarsi dentro, e di ricordare che una famiglia vera non lascia inascoltata una voce che cerca solo di essere capita”.
L’associato chiede un riscontro da parte dei vertici dell’associazione.
La risposta da parte di un membro del Consiglio Nazionale
Caro XXXX,
prendiamo atto della tua decisione e ti confermo la cancellazione.
Chi ti scrive è ai vertici dell’associazione, sono nel Consiglio Nazionale.
Permettimi due righe di riflessione sullo spirito che anima Anfn, che capisco possa sfuggirti vista la marginalità della tua partecipazione associativa. Vi siete iscritti nel 2012 (siete stati accolti anche se non avete mai perfezionato il pagamento della quota di iscrizione).
Nel 2015 avete chiesto di non pagare la tessera, e come facciamo con tutte le famiglie che chiedono l’esonero, vi è stato accordato. Non vogliamo che l’adesione ad Anfn sia un problema, nemmeno per 20 euro l’anno.
Vi siete rifatti vivi otto anni dopo, nel 2023, per poi sparire di nuovo nel 2024, fino al rinnovo di quest’anno – avvenuto con tempismo perfetto, subito dopo la nostra mail del 24 febbraio in cui si annunciava la disponibilità di capsule Illy gratuite per gli associati in regola con la quota.
In questi 13 anni, vi abbiamo sempre inviato le comunicazioni associative, anche se non eravate in regola. Abbiamo invitato tutti a partecipare alla prima assemblea online, per ascoltare e dare voce a tutti: anche questa occasione è stata da voi ignorata. Le comunicazioni inviate tramite l’App (ben 110) non sono mai state lette, tranne una, il 17 settembre 2023.
Tutte le attività sono svolte da papà e mamme volontari, che dedicano il proprio tempo, anche notturno e nei weekend, ad Anfn. Lo fanno proprio per quell’’accoglienza, sostegno reciproco e attenzione alle persone di cui parli.
Spesso, però, riceviamo richieste all’ultimo minuto, come la tua, che ci pongono davanti al dilemma tra disponibilità e sostenibilità.
Lavorare anche di notte non può essere la normalità, soprattutto quando non si tratta di un’emergenza.
Chiedi attenzione alle persone, ma ci sembra che non ritieni di dover dare lo stesso tipo di attenzione all’associazione, con quel coraggio di guardarsi dentro che invochi.
Spero di averti fornito qualche elemento in più per riflettere.
Cordiali saluti,
YYYY
per il Consiglio Direttivo Anfn
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P.S.: Ho dato indicazione di restituire i 30 euro sul conto indicato e predisposto l’invio delle tre scatole di capsule, come già proposto.
Nel caso in cui ci ripensaste, saremo contenti di continuare ad avervi tra noi, anche se come partecipanti poco assidui.








