Mi chiamo Gianni, ho 42 anni, sono sposato con Alessandra da 14 anni, abbiamo due figli naturali: un bimbo di 8 anni ed una bimba di 5. Attualmente siamo genitori in “affitto” (come simpaticamente ci definisce mia nonna di 90 anni) di D. una ragazzina di 17 anni alle soglie della maggiore età, studentessa di liceo che da circa due anni è diventata nostra figlia: per provvedimento del Tribunale non possiamo avere nessun rapporto con i suoi genitori naturali ed inoltre D. ha deciso che anche dopo i 18 anni resterà da noi. In passato tutte le nostre bimbe sono rientrate nella loro famiglia dopo aver passato un tempo più o meno breve presso di noi e di tutte conserviamo un ricordo nei nostri cuori rafforzato da incontri, messaggi, lettere e visite.
I miei amici mi hanno spinto a scrivere questa mail a voi anche se noi siamo restii a parlare di questo tema che ci tocca nell´intimo per lo stesso motivo per cui non amiamo parlare del nostro rapporto di coppia, dei nostri figli e dei nostri rapporti affettivi in generale.
L´affido è, al di là di grandi progetti, accogliere un estraneo in casa, nella tua famiglia.
Un estraneo che entra nel tuo intimo, condivide con te, con tua moglie e i tuoi figli i tuoi stessi spazi, prende i tuoi stessi ritmi, usa i tuoi piatti, tazze, bicchieri, usa il tuo stesso bagno e perfino il tuo stesso termometro.
Gli fai spazio in casa e nel tuo cuore e nella tua mente, sottrai ai tuoi figli tempo, pensieri, preoccupazioni, ansie e risorse fisiche e psichiche. Per lui prendi dei permessi sul lavoro per parlare con i suoi prof., passi i sabato pomeriggi ad esaltanti saggi di psicomotricità e fai code dal pediatra e spesso sei spettatore del suo passato a te giustamente sconosciuto raccogliendo ed accogliendo lacrime, urla e sfoghi d´ira sacrosanta.
In questi 13 anni di affido in molti è nata la domanda sul perché lo facciamo. Ci hanno detto che si fa affido per reclutare figli: come d´accordo con forze occulte all´interno del Tribunale dei Minori “sottraiamo” bambine indifese a povere madri abbandonate. Si fa affido per avere un aiuto in casa e una compagnia ai nostri figli come se l´affido fosse la versione moderna di Cenerentola e i servizi una specie di agenzia per baby sitter e/o badanti. Si fa affido per i soldi, avere la retta di 400 € fa gola a molti.
Si fa affido per rimarginare una ferita dell´animo sempre sanguinante.
Le motivazioni ovviamente sono altre: queste verrebbero spazzate via anche dal più semplice degli affidi (a patto che ce ne siano) come foglie secche al vento.
Ogni famiglia affidataria ha le sue. Le nostre risalgono a 20 anni fa quando studenti universitari e già fidanzati incontrammo a Bologna Don Oreste Benzi e poi ritornati ad Ancona conoscemmo una piccola grande donna, Anna Pisano: entrambi gettarono il seme dell´affido in noi facendoci scoprire il nostro speciale dono.
Siamo partiti così con naturalezza e semplicità, consapevoli di non cambiare il mondo, certi solo di voler condividere qualcosa di nostro con un bambino in difficoltà senza cancellare il suo passato dandogli solo, a lui ed alla sua famiglia, una piccola opportunità, una spinta ad andare avanti con gli stessi modi di mia nonna che ha cresciuto i figli di una sua parente definita non proprio angelo del focolare.
In questo ci crediamo ed è questo che ci dà la forza.
Poi ci sono i sorrisi, gli 8 presi a scuola, gli occhi pieni di stupore, le torte di compleanno ,i regali di Natale, le consulenze più disparate, dal nuovo moroso alla facoltà universitaria, da prendere fino all´abito da sposa, le risate in camper …
Un saluto
Gianni e Alessandra








