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Quando il femminismo incentiva l’analfabetismo emotivo dell’uomo

Quando il femminismo incentiva l’analfabetismo emotivo dell’uomo

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Nell’Occidente, e non solo, tante sono le battaglie portate avanti dai movimenti femministi, che individuano nel patriarcato l’origine di un sistema di disvalori, secondo cui la donna altro non sarebbe che proprietà dell’uomo e a lui funzionale. Secondo la visione patriarcale, spiegano questi movimenti, la donna, lungi dall’essere considerata una persona, è concepita come un oggetto, che deve soddisfare i desideri e le esigenze dell’uomo, il quale può dominarla e assoggettarla.

Il femminismo si batte perché ogni donna sia concepita come una persona che non solo ha diritto ad una propria autonomia di pensiero e di vita, ma ha talenti peculiari da far emergere, una dignità irriducibile e deve godere dello stesso rispetto e riconoscimento dovuti all’uomo, dal punto di vista personale, sociale e professionale.

Tuttavia, accanto a questo grido di giustizia ed equità, vi sono correnti femministe che rivendicano una concezione della donna più vicina al maschilismo che ad una sana ed autentica valorizzazione del femminile, in quanto vanno a fomentare una visione maschilista sulla donna e la maleducazione in amore dell’uomo. Alcuni esempi.

Continua a leggere l’articolo completo di Cecilia Galatolo su Family and Media