• it
Piacenza: il convegno di Anfn rilancia le speranze di futuro

Piacenza: il convegno di Anfn rilancia le speranze di futuro

107 views
Condividi

Le famiglie numerose sono come l’uccellino della miniera che segnala, con la sua morte, la presenza di gas velenosi e consente la fuga ai minatori.
La metafora usata dal presidente ANFN Alfredo Caltabiano presentando a Piacenza il Convegno “Aziende in rete: più famiglia, più futuro”, è forte ma efficace: la riduzione drastica dei nuclei con più figli suona l’ultimo allarme per una società votata al suicidio demografico.
Tutte le parti sociali sono chiamate a collaborare per ridare vita e futuro al territorio e, se coinvolti sono pronti a fare la loro parte. E’ il messaggio raccolto dal denso pomeriggio patrocinato dal Comune e organizzato da ANFN in collaborazione con ELFAC e Forum delle Associazioni familiari,
Università Cattolica del Sacro Cuore, Confindustria e CNA il 30 gennaio, per parlare del Network delle aziende “amiche della famiglia” che sarà lanciato a Bruxelles il prossimo 11 febbraio.
“Se oggi ti metti a tavolino e pianifichi di fare impresa o dimettere al mondo uno o più figli), o sei pazzo o rinunci subito. Noi famiglie numerose sappiamo bene che la nostra non è pazzia ma consapevolezza che il futuro inizia con ogni nuova vita – afferma Mario Scuderi, coordinatore ANFN Emilia Romagna- “Il convegno di Piacenza è riuscito nell’intento di riunire intorno ad un tavolo il mondo accademico, economico, sociale e politico del territorio, per discutere sulla fuga di talenti, il calo di natalità e la desertificazione del territorio. Ne sono usciti tanti sono gli spunti
interessanti.
La situazione è preoccupante e ne risente anche il modo del lavoro. Mi hanno colpito due affermazioni: sono in calo i nuovi imprenditori e quindi manca chi fa impresa. E chi ha fatto impresa dice: non voglio che mio figlio faccia la mia stessa vita piena di sacrifici.
C’è un grosso problema culturale e una sfiducia generale non solo sul territorio piacentino: non si tratta solo di un problema di soldi, e infatti è stato detto che non sempre gli incentivi economici e i bonus si trasformano in produttività o crescita.”
Gli esperti sono unanimi: le politiche di welfare aziendale che migliorano il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, sono un investimento che ripaga l’azienda con un aumento del fatturato del 10%, il miglioramento della produttività, un calo dell’assenteismo e del turn over.
Calibrati sui bisogni dei lavoratori, le misure di welfare possono andare dal buono pasto all’asilo aziendale, magari aperto in collaborazione con più aziende di un distretto, più o meno onerose, ma anche a costo zero (come gli orari personalizzati). “Le buone pratiche in merito sono tantissime – spiega Regina Maroncelli, vicepresidente ELFAC- le aziende che entreranno nella rete family friendly che lanceremo a Bruxelles potranno attingere a un ampio repertorio di idee, scambiare opinioni, fare rete e acquisire peso politico per chiedere al Governo più sostegno alle politiche amiche della famiglia.”
Alcune di queste buone pratiche sono state presentate dalla azienda Plastik Spa di Bergamo, già è entrata nel Network delle aziende family friendly, dall’AUSL Piacenza- con oltre 4.000 addetti la più grande azienda del Piacentino- da Elenia Habazaj di Edenred Italia (leader nei buonipasto e voucher per i dipendenti), da Mario Spezia (Con.Coop e Coop. S, Martino ) e Filippo Gasparini (Consorzio Agripiacenza Latte) che hanno sottolineato come la prima forma di welfare fosse garantire la casa ai propri lavoratori e corsi di lingua agli stranieri.
“E’ emerso da tutti i presenti l’importanza di favorire la conciliazione dell’efficienza produttiva con le esigenze familiari e l’inizio di una riconsiderazione dell’importanza di fare figli con un’azione sinergica di tutte le componenti della società: culturali, educative, economico-finanziarie, istituzionali- commenta Antonio Schillani, presidente del Forum delle Associazioni Familiari in quota ANFN di Piacenza, – Non si può lasciare sola la donna nella sua libera scelta di diventare mamma: in primis il consorte deve supportarla e tutta la società deve incoraggiarla, supportarla e valorizzarla! Dobbiamo davvero fare la rivoluzione culturale se vogliamo sopravvivere.”
“La giornata di oggi è solo l’inizio- spiega Silvia Cipelli, coordinatrice ANFN – perché tutti i presenti, dall’Assessora al welfare di Piacenza Nicoletta Corvo, la vicepresidente di Confindustria Maria Angela Spezia, la presidente di CNA Cristiana Crenna, i sindacalisti Francesco Bighi. Michele Vaghini e Ivo Bussacchini, il presidente della Compagnia delle Opere Emilia Romagna Mario Lucentini, il prof. Francesco Timpano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, tutti si sono detti pronti a riprendere il discorso per trovare soluzioni condivise. E noi di ANFN abbiamo già in mentemolte iniziative per tenere alto l’interesse su un tema fondamentale per il futuro del nostro  territorio,le politiche familiari”.
“Ora ci interessa il ‘dopo’”- Conferma Mario Scuderi- “Tutti i relatori sono rimasti fino alla fine dell’evento e hanno chiesto di mantenere i rapporti con noi. Oggi più che mai è fondamentale fare rete e collaborare coinvolgendo associazioni come la nostra.”
Per chi non ha potuto partecipare, c’è una buona notizia: gli atti del convegno saranno pubblicati su questo sito a cura di ANFN.

R.F.