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Per il bene della famiglia e della società

Per il bene della famiglia e della società

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Nell’udienza generale del 24 giugno 2015 in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha proseguito la sua catechesi sulla famiglia riflettendo “sulle ferite che si aprono proprio all’interno della convivenza familiare.
Quando cioè – ha detto – nella famiglia stessa, ci si fa del male. La cosa più brutta!”. E, continua il Pontefice, “Parole e azioni che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano.
Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo”.
Desideriamo prendere a prestito le parole del papa per trasferirle su quanto sta avvenendo anche all’interno dell’associazionismo famigliare nel dopo Piazza San Giovanni.

C’è un bene comune da servire, e il bene comune sommo è la famiglia! La famiglia che è unità, solidarietà, affetto, comprensione, condivisione, perdono, carezza. Beni chiamati a passare, a rifluire nella società, perché la società stia bene, sia coesa, sia libera, sia giusta; un passaggio di cui anche noi siamo responsabili.
Non è possibile vedere come sussistano ancora segnali di ostilità, mormorii, divisioni, offese!

Ci dissociamo fortemente da questi atteggiamenti divisivi e chiediamo a tutte le nostre famiglie di operare per l’unità, ora. Poiché non uscendo dalle nostre ragioni, vere o presunte che siano, tutti corriamo il rischio di restare soli con esse.
La famiglia è a rischio. Non in un qualsiasi tempo, ma nei nostri anni, nei nostri mesi, nei nostri giorni, ora. Per amare la famiglia, c’è bisogno di famiglie unite, amorevoli, pazienti, perseveranti, misericordiose. C’è bisogno di gioia, perdono, riconoscenza reciproca, abbraccio fraterno.
Come fossimo, e siamo, una sola, grande famiglia. Come lo fossimo e come lo siamo portatori di pace, “quella – direbbe il nostro Manzoni – che il mondo irride, ma che rapir non può”.

Giuseppe e Raffaella Butturini

Presidenti