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Osservazioni e proposte dell’ANFN al Garante per le tariffe dell’elettricità ...

Osservazioni e proposte dell’ANFN al Garante per le tariffe dell’elettricità più eque

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Promemoria elegante


OSSERVAZIONI E
PROPOSTE

 

PREMESSE GENERALI E RIFERIMENTI
LEGISLATIVI ESSENZIALI

1. Costituzione della Repubblica
italiana – Art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

2. Costituzione della
Repubblica italiana – Art. 31: “La Repubblica agevola con misure
economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei
compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.”

3.
Presidente della Repubblica, intervento del 6 ottobre 2006: “La carenza di
servizi a sostegno delle famiglie con figli è una delle ragioni, anche se certo
non la sola, che spiegano il basso tasso di natalità italiano. La bassa
natalità ha non solo e non tanto conseguenze negative in termini di prospettive
economiche per un sistema paese, ma costituisce soprattutto un obiettivo
segnale di malessere di una comunità umana. La famiglia, secondo l’articolo 31
della Costituzione, ‘Viene agevolata da provvidenze economiche con particolare
riguardo alle famiglie numerose’. La disparità di opportunità che le famiglie
possono offrire ai minori, le specifiche difficoltà delle famiglie numerose e
non benestanti devono esser contrastate sia con adeguati supporti da parte
di servizi pubblici
, sia da opportune compensazioni in termini di
trasferimento di reddito".

4. Legge
481/95 (istitutiva delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica
utilità) – Art. 1: “Il sistema tariffario deve altresì armonizzare gli
obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli
obiettivi generali di carattere sociale”.

5.
Legge 481/95 – Art. 2, lett. n: “[L’Autorità] verifica la congruità delle
misure adottate dai soggetti esercenti il servizio al fine di assicurare la
parità di trattamento fra gli utenti”.

 

SITUAZIONE
ATTUALE

6.
La citata L. 481/95 attribuisce all’Autorità per l’energia elettrica, fra le
altre, anche le competenze in materia di determinazione delle tariffe massime da
applicare. Le tariffe concretamente applicate sono proposte dalle imprese
distributrici nell’ambito dei parametri definiti dall’Autorità. Tali tariffe, fissate
sulla base di criteri tecnici ed approvate dall’Autorità, devono essere
applicate a tutti coloro che richiedono i servizi alle imprese erogatrici.

7.
L’Autorità ha da tempo previsto la “Tariffa sociale” denominata D1 da applicare
ai “clienti domestici in situazione di disagio economico”. Tale tariffa, però,
non è mai stata definita nei dettagli né, conseguentemente, resa operativa.

8. Come
noto, attualmente le tariffe applicate ai clienti domestici sono strutturate in
scaglioni, in modo che il costo dell’energia aumenta al crescere dei consumi in
valore assoluto. Tale impostazione, in linea di principio ragionevole perché
finalizzata al contenimento dell’uso dell’energia, finisce però per
determinare, a causa della mancata previsione di correttivi in funzione del
numero dei componenti il nucleo familiare che utilizza il servizio, una evidente
discriminazione fra gli utenti, con un’agevolazione tariffaria massima per
l’utente singolo, agevolazione che diventa via via decrescente all’aumento del
numero dei componenti del nucleo familiare. Le famiglie numerose subiscono,
quindi, l’aggravio maggiore del costo delle tariffe.

9.
In allegato si trovano due “Casi esemplificativi”, che mettono bene in luce
cosa avviene con l’attuale tariffa D2 : in pratica si verificano maggiorazioni
importanti nella spesa pro-capite
all’aumentare
della composizione del nucleo familiare, situazione in netto contrasto con i
principi costituzionali.

10.
L’Autorità, con il suo Documento del  18 gennaio 2007 (d’ora innanzi, il Documento
), ha recentemente aperto un nuovo processo di
consultazione, dopo quello del febbraio 2003, per rilevare dai soggetti
interessati delle proposte in vista della prossima riforma del sistema
tariffario per le utenze domestiche in bassa tensione.

 

OSSERVAZIONI
E PROPOSTE DELL’ANFN

11. Il nuovo sistema
tariffario deve prevedere dei meccanismi che eliminino l’attuale
discriminazione fra utenti, come sopra descritta. Al riguardo, in generale concordiamo
sulla opportunità di abbandonare “la logica di definizione di una tariffa
sociale in senso stretto, ossia di una struttura tariffaria ad hoc
”, attivando, invece, “un meccanismo basato sulla
logica compensativa, ossia prevedendo […] il riconoscimento di una riduzione in
quota fissa, opportunamente modulata” (cfr. Documento
, n. 4.3).

 

12. I meccanismi tecnici
per applicare quanto sopra possono essere diversi; non ci pare questa la sede
per entrare in questo tipo di dettaglio (siamo, comunque, disponibili a farlo
in una fase successiva sulla base di alcune precise opzioni da noi individuate).
Ora ci limitiamo ad evidenziare due aspetti che riteniamo imprescindibili:

a)     Col sistema attuale il beneficio massimo è assegnato
al nucleo mono-componente
: al
crescere della numerosità della famiglia cresce ovviamente il consumo e cresce
in modo non ragionevole il costo del singolo Kw. Ciò determina, come messo in
evidenza dall’Autorità ai punti 10.1 e 10.2 del Documento
, l’effetto del trasferimento di risorse tra
consumatori: nella specie, le famiglie numerose concorrono nella
sopportazione degli oneri necessari per consentire ai single
ed alle famiglie con due o tre componenti di
beneficiare, indipendentemente dal loro reddito, delle tariffe agevolate
. I
meccanismi di calcolo della riduzione, quindi, devono necessariamente prevedere
dei correttivi dei singoli scaglioni di consumo a seconda della numerosità del
nucleo familiare, secondo una schema di “scaglioni mobili”: ogni scaglione parte
da un valore base per un componente, valore che viene adeguato all’aumentare
della numerosità del nucleo. Si sottolinea che con gli attuali sistemi informatici
la gestione di meccanismi di questo tipo non presenta particolari criticità.

b)     L’attuale tariffa domestica presume che qualsiasi
famiglia possa essere servita con il 
contratto limitato ad una potenza di 3kW, a prescindere dalla
composizione e dal luogo di residenza. Dato che gran parte della popolazione
italiana vive in condomini, e quindi in situazioni dove non è possibile
utilizzare gli elettrodomestici in orari notturni, questo limite di potenza si
dimostra ulteriormente discriminatorio già per famiglie di 4/5 componenti; si
sottolinea come per famiglie con più di 5 componenti la tariffa D2 con il
limite di 3 kW sia praticamente inutilizzabile. Ci pare quanto mai opportuno,
quindi, nel caso di nuclei famigliari numerosi (oltre 5 componenti), consentire
l’accesso ai nuovi meccanismi tariffari anche alle utenze con potenza impegnata
superiore al suindicato limite[1].

 

13. Oltre agli aspetti
prima indicati, vi sono inoltre questioni per noi essenziali sui quali è
necessario che anche l’Autorità possa rendersi sensibile e, a sua volta,
sensibilizzare il Governo per quanto di sua competenza:

a)     la famiglia numerosa è, di per sé, un cliente vulnerabile: nonostante la fondamentale
ed insostituibile funzione sociale e pubblica svolta dalla famiglia, ed in
particolare dalla famiglia numerosa, essa è lasciata sola di fronte alle
numerose sfide connesse ai propri compiti. Il cosiddetto welfare familiare
è esclusivamente sulle spalle delle stesse famiglie
che lo promuovono. Si può affermare, in questo senso, che esiste una vulnerabilità
oggettiva
delle famiglie numerose;

b)     il “Rapporto ISTAT sulla povertà” del 6 ottobre del
2005 evidenziava che in un anno la povertà delle famiglie numerose era
aumentata di 2.8 punti percentuali. La medesima fonte, ai primi di ottobre del
2006, pubblicava il rapporto sulla povertà evidenziando che in un anno la
povertà delle famiglie numerose era aumentata di 2,6 punti percentuali. I dati
in valore assoluto rappresentano chiaramente come la stragrande maggioranza
delle famiglie numerose viva in situazioni di difficoltà economiche. Si può
parlare, da questo punto di vista, di vulnerabilità economica di fatto
delle famiglie numerose.

Per questi motivi ci pare
opportuno individuare la clientela vulnerabile destinataria del nuovo sistema
tariffario considerando quale unico parametro la numerosità del nucleo
familiare, a prescindere da qualunque dato economico. O, meglio: rendere
possibile l’accesso alle compensazioni tariffarie a tutte le famiglie con più
di 5 componenti conviventi, modulando, poi, l’intensità dello “sconto” in base
ad indicatori reddituali e/o patrimoniali[2].
Solo in questo modo si passerebbe effettivamente da un sistema penalizzante ad
uno equo, rendendo finalmente operativi, nell’ambito delle tariffe elettriche,
i dettati costituzionali riportati all’inizio del presente documento.

 

14. L’ANFN ritiene suo
obiettivo prioritario supportare l’azione delle istituzioni che intendono
intervenire a tutela degli interessi da essa rappresentati, nella
consapevolezza che si tratta non di interessi particolari ma del futuro della
nostra società. Si sottolinea, peraltro, che non s’interviene per sollecitare
tutele “privilegiate” ma per promuovere la doverosa rimozione di clamorose ed
odiose discriminazioni, nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione. In
quest’ottica, rimaniamo disponibili per ogni chiarimento sul presente
contributo.

 

 

Brescia, 19 febbraio 2007

In allegato il documento con gli esempi dei calcoli

Scarica allegati:
modifica_tariffe_anfn.pdf