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Lo dice anche l’OCSE: contro l’inverno demografico sostenere le famiglie numerose

Lo dice anche l’OCSE: contro l’inverno demografico sostenere le famiglie numerose

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Una delle maggiori sfide che l’umanità deve affrontare”: così viene definito l’attuale Inverno demografico dall’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Tra 29 giugno al 3 luglio 2025, i parlamentari degli Stati dell’OCSE riuniti in sessione annuale a Porto in Portogallo hanno elaborato una serie di raccomandazioni ai Ministri dei paesi membri dell’OCSE. Tra le raccomandazioni prodotte segnaliamo quella relativa al contrasto dell’Inverno demografico, come lo stesso OCSE definisce ormai la crisi demografica.
In particolare l’OCSE invita gli stati membri “ad affrontare il calo dei tassi di natalità e l’invecchiamento delle società, anche attraverso l’attuazione di politiche favorevoli alla famiglia, congedi parentali, servizi di istruzione e assistenza per la prima infanzia, sostegno finanziario, agevolazioni fiscali e sostegno abitativo per le famiglie con bambini e incoraggiando la proprietà privata, pur riconoscendo la diversità delle strutture familiari, e rispettando le decisioni e le scelte personali, e promuovendo un dialogo pubblico che ritragga la genitorialità in modo positivo.”
Il comitato di esperti inoltre esorta “gli Stati partecipanti dell’OCSE a sensibilizzare sull’impatto della genitorialità ritardata sulla fertilità e a sostenere la ricerca e lo sviluppo di strategie che consentano alle persone di avere il numero di figli desiderato, e la promozione di politiche per sostenere l’apertura verso famiglie più numerose e per sensibilizzare sull’impatto della genitorialità ritardata sulla fertilità”.
A seguire la raccomandazione contenuta nella Dichiarazione di Porto.
RISOLUZIONE:RISPONDERE ALL’INVERNO DEMOGRAFICO
  1. Riconoscendo che il cambiamento demografico è un mutamento decisivo con implicazioni di vasta portata per le società, le economie e le strutture di governance che incidono sulla coesione sociale e la stabilità, i mercati del lavoro, i sistemi pensionistici, i servizi sanitari e la sicurezza nazionale e regionale,
  2. Rilevando che molti paesi della regione dell’OCSE stanno sperimentando una destabilizzazione a causa dell’invecchiamento della popolazione, del calo dei tassi di natalità, dell’aumento della genitorialità involontaria non pianificata e, in alcuni casi, di un già attuale declino demografico, il che porta a un preoccupante rapporto di dipendenza tra lavoratori e pensionati che necessita di un’azione politica urgente e coordinata,
  3. Preoccupata per le conseguenze a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione, della solitudine, della riduzione della forza lavoro e della fuga dei cervelli (brain drain), compreso il crescente onere sui sistemi sanitari e pensionistici che, se non affrontato, potrebbe minare la stabilità sociale, la prosperità economica e la sicurezza,
  4. Sottolineando il ruolo cruciale delle politiche che sostengono le famiglie, la genitorialità e la salute materna e neonatale, garantiscono economie sostenibili e promuovono la solidarietà intergenerazionale nel mantenere la coesione sociale e la prosperità economica,
  5. Evidenziando l’importanza di sviluppare politiche sostenibili per rispondere al declino demografico che siano proattive, complete e a lungo termine, e radicate in una ricerca basata sull’evidenza per garantire società resilienti, prospere e sicure,
  6. Riconoscendo che una visione a lungo termine è essenziale, poiché gli aumenti dei tassi di natalità richiedono decenni per tradursi in guadagni in termini di forza lavoro e per ridurre lo squilibrio causato dall’invecchiamento della popolazione,
  7. Sottolineando le significative sfide demografiche in Ucraina, dove l’aggressione illegale e brutale della Federazione Russa ha portato a una maggiore mortalità di civili e soldati, al rapimento e alla deportazione di migliaia di bambini e a un calo dei tassi di natalità, nonché all’emigrazione forzata di milioni di ucraini, con un impatto particolare su donne e bambini,
L’Assemblea Parlamentare dell’OCSE:
  1. Esprime il proprio impegno a dare priorità al cambiamento demografico come questione politica critica e a collaborare per implementare soluzioni sostenibili che garantiscano la prosperità economica, la coesione sociale e la sicurezza a lungo termine in tutta la regione dell’OCSE;
  2. Invita gli Stati partecipanti dell’OCSE ad affrontare il calo dei tassi di natalità e l’invecchiamento delle società, anche attraverso l’attuazione di politiche favorevoli alla famiglia, congedi parentali, servizi di istruzione e assistenza per la prima infanzia, sostegno finanziario, agevolazioni fiscali e sostegno abitativo per le famiglie con bambini e incoraggiando la proprietà privata, pur riconoscendo la diversità delle strutture familiari, e rispettando le decisioni e le scelte personali, e promuovendo un dialogo pubblico che ritragga la genitorialità in modo positivo;
  3. Esorta gli Stati partecipanti dell’OCSE a sensibilizzare sull’impatto della genitorialità ritardata sulla fertilità e a sostenere la ricerca e lo sviluppo di strategie che consentano alle persone di avere il numero di figli desiderato, e la promozione di politiche per sostenere l’apertura verso famiglie più numerose e per sensibilizzare sull’impatto della genitorialità ritardata sulla fertilità;
  4. Raccomanda di rafforzare le strutture sociali ed economiche colpite dalle tendenze demografiche, compreso lo sviluppo e l’attuazione di strategie a lungo termine per la sostenibilità dei sistemi pensionistici e di welfare, tra l’altro per conciliare l’età pensionabile con l’aspettativa di vita, e politiche per l’invecchiamento attivo, inclusi modelli di pensionamento flessibile, opportunità di apprendimento permanente e sostegno per la partecipazione continua degli anziani alla forza lavoro e alla società in modo appropriato all’età;
  5. Sostiene le politiche di sviluppo urbano e rurale che garantiscono infrastrutture e servizi adeguati, prevenendo così lo spopolamento di determinate regioni, abbinate, ove necessario, a un consolidamento strategico degli insediamenti, e chiede politiche potenziate di coinvolgimento della comunità per migliorare la cooperazione locale e promuovere la solidarietà intergenerazionale e il sostegno reciproco tra le generazioni più giovani e quelle più anziane;
  6. Invita gli Stati partecipanti dell’OCSE ad aumentare il sostegno alla sostenibilità della forza lavoro, in particolare affrontando le carenze di manodopera attuali e previste attraverso la pianificazione strategica, lo sviluppo delle competenze, la formazione professionale e la riforma dell’istruzione con l’obiettivo di soddisfare le richieste nelle professioni critiche, promuovendo al contempo iniziative di riqualificazione (re-skilling) e miglioramento delle competenze (upskilling) per adattare la forza lavoro esistente a un mercato del lavoro in evoluzione; incoraggia inoltre l’attuazione di politiche migratorie mirate allineate alle lacune identificate nel mercato del lavoro, sviluppate tenendo conto della capacità di integrazione e delle esigenze di sviluppo dei paesi di origine; e sostiene gli investimenti nell’innovazione tecnologica e nell’automazione per migliorare la produttività sviluppando al contempo opportunità di lavoro;
  7. Esorta gli Stati partecipanti dell’OCSE a riconoscere le conseguenze a lungo termine dell’emigrazione significativa e prolungata dalle regioni di origine — molte delle quali stanno anche sperimentando un rapido calo dei tassi di natalità e incontrano maggiori difficoltà rispetto alle nazioni più sviluppate nel sostenere le loro popolazioni che invecchiano — compresa la perdita di lavoratori qualificati e di innovazione (fuga dei cervelli e perdita di manodopera manuale) e le inevitabili sfide demografiche che ne derivano, le quali ostacolano lo sviluppo economico e sociale; e ad impegnarsi in sforzi di cooperazione per affrontare le cause profonde di queste sfide in uno spirito di solidarietà creando opportunità per i giovani che desiderano rimanere per costruire il proprio futuro a livello locale;
  8. Incoraggia gli Stati partecipanti dell’OCSE a rafforzare i sistemi sanitari e di assistenza sociale aumentando l’efficienza ed espandendo e migliorando i servizi di assistenza a lungo termine per gli anziani, anche garantendo accessibilità economica, accessibilità, diversità e libertà di scelta, e investendo nell’assistenza sanitaria preventiva per sostenere l’invecchiamento sano, aumentare la longevità e ridurre i costi sanitari;
  9. Chiede maggiore istruzione e formazione, nonché migliori condizioni per gli operatori sanitari, per affrontare la carenza di personale e migliorare la qualità dell’assistenza;
  10. Incoraggia iniziative basate sulla comunità per contrastare la solitudine e l’isolamento sociale e i loro impatti negativi sulla salute fisica e mentale, in particolare tra gli anziani;
  11. Invita gli Stati partecipanti dell’OCSE ad aumentare gli sforzi per garantire la stabilità finanziaria a lungo termine e la resilienza economica, anche attraverso il sostegno alla riforma delle politiche fiscali per rispondere alle sfide demografiche garantendo al contempo una prosperità economica sostenibile, nonché esplorando modelli pensionistici alternativi che combinino fonti di finanziamento pubbliche e private per garantire la stabilità a lungo termine e promuovendo l’educazione finanziaria per aiutare gli individui a pianificare il pensionamento e la loro sicurezza finanziaria a lungo termine;
  12. Sottolinea l’importanza di salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale e la necessità di riconoscere il cambiamento demografico come una componente chiave delle strategie di sicurezza nazionale e internazionale e di affrontare i potenziali rischi dei cambiamenti demografici, comprese la riduzione delle popolazioni giovanili, l’emigrazione giovanile, la fuga dei cervelli e lo spopolamento rurale, prestando particolare attenzione al rafforzamento della partecipazione democratica nelle aree spopolate, garantendo un’equa rappresentanza e l’accessibilità al voto, e promuovendo l’integrazione degli immigrati, l’educazione linguistica e culturale, per garantire una partecipazione economica e sociale di successo;
  13. Esorta gli Stati partecipanti dell’OCSE a sviluppare strategie efficienti per incoraggiare i cittadini ucraini a tornare a casa dopo la guerra per rivitalizzare la loro nazione e per facilitare la ricostruzione post-bellica, riconoscendo che la pace è un prerequisito fondamentale per la stabilità politica, economica, democratica e demografica in Ucraina e nell’intera regione;
  14. Sostiene gli sforzi per potenziare la ricerca e lo sviluppo di politiche promuovendo e investendo nella ricerca micro-demografica dettagliata (granular) per migliorare la comprensione delle tendenze della fertilità, dei modelli di invecchiamento e delle dinamiche migratorie, sostenendo così l’elaborazione di politiche basate sull’evidenza attraverso il miglioramento della raccolta di dati sulle tendenze demografiche e sui relativi fattori socio-economici, nonché istituendo task force demografiche all’interno dei governi nazionali e delle organizzazioni internazionali per coordinare le risposte ai cambiamenti demografici e aumentando la cooperazione regionale sulle politiche demografiche all’interno della regione dell’OCSE;
  15. Invita gli Stati partecipanti dell’OCSE a promuovere innovazioni tecnologiche e digitali, incoraggiando l’uso dell’intelligenza artificiale e dell’automazione per mitigare la carenza di manodopera e mantenere la produttività, ed espandendo la telemedicina e i servizi sanitari digitali per migliorare l’accesso alle cure e per garantire infrastrutture urbane e rurali sostenibili in risposta ai cambiamenti demografici;
  16. Esorta gli Stati partecipanti dell’OCSE a riconoscere il declino demografico come una delle maggiori sfide che l’umanità deve affrontare — una sfida che, se non affrontata, minaccerà la vitalità e la sicurezza delle nazioni.