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LA STELLA MARIS E L’ELOGIO DELLA FOLLIA

LA STELLA MARIS E L’ELOGIO DELLA FOLLIA

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Correva l’anno 1511 quando Erasmo da Rotterdam dava alla luce il suo Elogio della follia, opera di grandissimo valore. Certo, però, sembra davvero uno scherzo che, proprio mentre ricorre quest’illustre anniversario, si riproponga a Pescara qualcosa che appare davvero un modo di elogiare la follia in un modo sicuramente diverso da quello di Erasmo. A cosa ci riferiamo è presto detto: la scuola è riaperta ormai da più di una settimana e i problemi sono sotto gli occhi di tutti. Tanto per cominciare, c’è la mancanza degli insegnanti di sostegno, causata, a quanto pare, da quella dei finanziamenti regionali. Poi si registra la precarietà persistente di tanti docenti che anche quest’anno sono ancora in attesa di sapere se e dove insegneranno. Inoltre c’è la carenza di scuole con scolaresche ammucchiate in locali angusti ed aule ricavate nelle palestre. Una situazione da delirio, nella quale s’inquadra, come la classica ciliegina sulla torta, un’annosa questione il cui nome, già da solo, basta per evocare ritardi, lentezze ed incredibili percorsi burocratici: “Stella Maris”. Se qualcuno ancora si chiede cosa c’entri con l’ex colonia di Montesilvano l’Elogio della Follia, basterà ricordare le ultime dichiarazioni del leader di “Pescara Capoluogo d’Abruzzo”, Roberto Santuccione, che è tornato a ripetere la sua proposta di fare della “Stella Maris” un casinò. Evidentemente non bastano i centri scommesse sparsi in vari punti di Pescara e Montesilvano, né sono sufficienti i Bingo presenti sul nostro territorio o i locali recentemente aperti in questo stesso settore! Santuccione dice di aver ricevuto già molti consensi, ma francamente ci riesce difficile credere che, tra questi, ci siano quelli di chi manda i propri figli a studiare nelle scuole – palestra! Qualcuno evidentemente pensa che la cultura non paghi e, per questo, ritiene che non si debba nemmeno spendere per essa! Non sappiamo se sia questa la logica che ha portato alla situazione delle nostre scuole, ma siamo assolutamente certi che il gioco, anche quello legale, continua a provocare danni enormi a tante famiglie. Per avere un’idea basta vedere i dati raccolti dal Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche: secondo l’Istituto di fisiologia clinica, che fa parte proprio del Cnr ed ha sede a Pisa, il gioco d’azzardo sale al ritmo del 13% all’anno e, solo nel 2009, sono stati puntati 53 miliardi di euro, mentre il numero di studenti dai 15 ai 19 anni che giocano è aumentato, rispetto all’anno precedente, di almeno il 40%. Inoltre, sempre nel 2010, l’11% di questi ragazzi rischiavano di diventare giocatori patologici. In Abruzzo, oltre il50% dei ragazzi giocava. Non si tratta solo di innocui “gratta e vinci” perché il 20% dei ragazzi italiani dichiarava di aver giocato in “case private” e il 12% di aver frequentato centri scommesse, ma soprattutto il 6,5% ha puntato spesso più di cinquanta euro. Ovviamente questi dati sono il frutto di un’indagine condotta su un campione di ragazzi, ma va detto prima di tutto che quelli presi in considerazione sono quarantamila e, in secondo luogo, che, come ribadiamo, la ricerca è del Cnr ed è quindi molto credibile.
Se qualcuno ancora pensa, dopo aver letto questi dati e averci riflettuto seriamente, che davvero noi e i nostri figli abbiamo bisogno che alla “Stella Maris” sorga un casinò e non una scuola, ci dica cortesemente come si potrebbe arginare, in quel caso, il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e come si potrebbe risolvere il problema delle scuole che mancano dalle nostre parti. Quanto a noi, francamente non abbiamo dubbi: se Erasmo da Rotterdam sapesse di queste proposte, sarebbe inorridito! Anche perché, lui, avrebbe preferito la nostra “sana” follia. Quella di chi i figli li fa nascere e crescere con quell’amore che ti porta a non vivere per te stesso, ma per l’altro! E a rimanere con i piedi per terra!

I coordinatori provinciali
Dino e Lucia Norscia