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La Regione Lombardia a sostegno delle Famiglie Numerose: intervista del Sir a...

La Regione Lombardia a sostegno delle Famiglie Numerose: intervista del Sir a Mario Sberna

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La necessità di sostenere a livello locale le famiglie numerose nelle politiche della Regione Lombardia







Sono stati giorni faticosi

 

 

da SIR REGIONE: LOMBARDIA

 Rafforzato il
sostegno alle famiglie numerose

 

La Regione Lombardia rafforza l’attenzione alla famiglia e, in
particolare, alle famiglie numerose. La circolare 31 del 18 dicembre 2006 della
Direzione generale Famiglia e solidarietà sociale, pubblicata lo scorso 8
gennaio sul Bollettino ufficiale regionale (Burl), prevede, infatti,
l’attivazione di "titoli sociali", per l’acquisto di servizi, ai
quali potranno accedere, in via prioritaria, le famiglie con tre o più figli.

SCELTA POSITIVA

Quella della Regione lombarda "è una scelta positiva
-commenta FRANCESCO BELLETTI, direttore del Centro internazionale studi
famiglia (Cisf) di Milano – che riempie un vuoto e, dopo quasi 60 anni, applica
l’articolo 31 della Costituzione, che prevede sostegni particolari alle
famiglie numerose. Con lo strumento dei voucher si consente alle famiglie di
scegliere le risposte che meglio si attagliano ai propri bisogni, secondo il
principio della flessibilità dei servizi. Infine, questa decisione è
doppiamente meritoria perché pone l’accento su un problema, quello
dell’attenzione alle famiglie numerose, che in Italia non è adeguatamente
considerato. Anzi, la genitorialità è troppo spesso penalizzata".

La decisione della Lombardia potrebbe, invece, avviare un circolo
virtuoso di "buone pratiche" esportando questo modello anche in

altre Regioni, dipendendo le politiche sociali esclusivamente da
loro. Ciò che, invece, è di competenza dello Stato sono le politiche fiscali,
come ricorda ancora Belletti, che aggiunge: "Si deve cominciare a fissare
i livelli essenziali di assistenza anche su base familiare". Per farlo, è
però necessario rivedere l’agenda politica del Paese. "Quando si apre la
discussione sulla Finanziaria – sottolinea Belletti – si comincia sempre dalle
politiche per l’industria. Invece, sarebbe opportuno partire da quelle per la
famiglia".

 

BATTAGLIA CULTURALE.

Dello stesso avviso è anche MARIO SBERNA, presidente

dell’Associazione nazionale famiglie numerose, fondata a Brescia
nel settembre 2004 e oggi arrivata ad associare 2.700 famiglie, con almeno
quattro figli. "Si vuole riservare risorse e attenzione a chi pretende
soltanto diritti e non vuole assumersi alcuna responsabilità verso la società –
puntualizza Sberna -. È, invece, giunto il momento di rimettere al centro la
famiglia, cominciando a dare risposte vere a chi ha scelto di scommettere sulla
vita. Questa è una battaglia culturale che contrasta con la crescente
individualizzazione in atto nella nostra società". Una deriva

incoraggiata anche dal sistema di costruzione delle tariffe di
servizi

pubblici, come l’acqua, il gas e la luce. "Bisogna cominciare
a considerare chi c’è dietro un contatore – suggerisce Sberna – o quante
persone vivono con un determinato reddito. Prendiamo, ad esempio, il sistema di
pagamento dell’acqua: la tariffa base sparisce dopo i primi 108 metri cubi,
quantità che, alla mia famiglia, basta per fare la doccia un solo mese. Ciò
vale anche per i costi dei servizi sanitari stabiliti dalla Regione. Questa
circolare è senz’altro un passo importante, ma chiediamo anche la revisione del
sistema di ticket sanitari, introducendo il fattore quoziente familiare".
Soltanto così "si potrebbero rimuovere tutte le iniquità fiscali che oggi
gravano sulle famiglie numerose e che, invece, non pesano affatto

sulle coppie di fatto, per le quali non esiste alcun reddito
familiare, nonessendo una famiglia". "In definitiva – conclude Sberna
– sollecitiamo i cattolici di entrambi gli schieramenti politici, a
sottoscrivere un grande patto per la famiglia trasversale al Parlamento".

 

a cura di Paolo Ferrario

 

Scheda

Con la circolare 31 del 18 dicembre 2006, la Regione Lombardia ha
istituito, in via sperimentale, un sistema di titoli sociali a sostegno delle
famiglie, ed in particolare delle famiglie numerose, che può contare su un
finanziamento complessivo di 1.144.675 euro. Questi dovranno essere spesi per
servizi integrativi rispetto alla rete dei servizi esistenti.  Prioritariamente, dovranno essere
destinati a servizi gestiti da figure innovative ("madri di giorno",
educatrici domiciliari, babysitter); servizi per il tempo dopo la scuola e nei
periodi di vacanza scolastica (Natale, Pasqua, mesi estivi); centri e attività
per il tempo libero; servizi di accompagnamento nei percorsi da casa a scuola o
verso altre agenzie educative, di socializzazione o sanitarie. L’erogazione del
buono dovrà avvenire solo a seguito della sottoscrizione, da parte della
famiglia, di un "patto" con il prestatore d’opera che riporti gli
obiettivi e i tempi dell’intervento. Inoltre, il 9 febbraio, la Regione e
l’Anci (Comuni) della

Lombardia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per
promuovere, i tutti i Comuni, il taglio dell’Ici e della Tarsu (tassa rifiuti)
alle famiglie numerose. Secondo i dati Istat, riferiti all’ultimo censimento
(2001), in Lombardia vivono 2.616.149 famiglie. Di queste, 824.432 sono senza
figli, 997.270 ne hanno uno, 656.272 ne hanno due, 118.510 hanno tre figli,
15.810 ne hanno quattro, 2.922 famiglie hanno cinque figli e 933 ne hanno sei o
più.