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La famiglia «extralarge» Vivere (felici) con sei figli

La famiglia «extralarge» Vivere (felici) con sei figli

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LA CRISI CONTROCORRENTE

Davide ha 40 anni e porta a casa l’unico stipendio. Come sbarcare il lunario? Ecco la loro ricetta

Un sabato pomeriggio qualunque a casa Antonietti trascorre tra compiti, giochi, bucato, panni puliti da stirare, risate e qualche capriccio: Pietro è appena tornato dall’oratorio, Marta aiuta le gemelle Sara e Teresa a studiano storia, Chiara gioca, mentre mamma Maria si prepara per andare a messa e papà Davide cambia la piccola Gemma. È il ritratto di una famiglia extralarge, alle prese con organizzazione domestica, risparmi, difficoltà. E «tante gioie». Sei figli, tra 1 e 12 anni, un solo stipendio, ma «non ci facciamo mancare nulla» assicura Davide Antonietti, 40 anni, un lavoro come tecnico all’ospedale di Careggi. «Certo, conduciamo una vita sobria»: fuori a cena si va per le grandi occasioni, possibilmente in pizzeria, per le ferie niente viaggi esotici ma vacanze al mare vicino a casa, in Toscana o nelle Marche, i vestiti, di marca, si acquistano durante i saldi per l’anno successivo e poi si passano tra fratelli (o meglio tra sorelle), per la spesa si tengono d’occhio le offerte e si fanno le maxiscorte.

Lo stipendio finisce a metà mese, le spese impreviste sono un guaio, ma con qualche piccola attenzione far quadrare i bilanci è possibile, senza troppe rinunce. «Per le spese ci sono i bonus luce e gas, per la mensa le fasce Isee. Per i libri di Pietro, che è l’unico per ora ad andare alle medie per due anni ci sono stati i bonus libri, quest’anno invece una borsa di studio di 150 euro». E gli ostacoli vengono affrontati con serenità sapendo che «le cose importanti sono altre» e le gioie che una famiglia unita e felice regala ogni giorno contano più delle difficoltà. «Quando torno a casa stanco dopo il lavoro entro in casa e tutti ti saltano addosso sorridenti, allora dimentico ogni stanchezza» esclama Davide. Lui e Maria si sono conosciuti nel 1995 a una Giornata Mondiale della Gioventù cattolica e quattro anni dopo si sono sposati.


La famiglia numerosa poi «è successa».
Una scelta controcorrente, nell’epoca dei figli unici. Gli Antonietti abitano in un appartamento di 5 stanze a Ponte a Greve, Davide lavora, Maria invece è casalinga.
«L’organizzazione non è semplice, ci vogliono delle regole ma si dà tutti una mano, poi ci si coordina con gli altri genitori. E abbiamo i nonni che ci aiutano» per accudire la piccola Gemma, accompagnare i più grandi a scuola, portarli a catechismo, a lezione di chitarra, al corso di atletica, alla partita e agli allenamenti di pallamano. Ogni tanto i «maschi di casa», Davide e Pietro si concedono una gita in bicicletta, da soli. C’è ancora chi li guarda con stupore e ammirazione. Nei negozi accade spesso che i commessi chiedano increduli a Maria, indicando la tribù di bambini al seguito: «Ma sono tutti suoi? Dallo stesso marito?». «Sì» risponde lei con orgoglio.

Ivana Zuliani

corrierefiorentino.it