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Family Governance Toscana 2026: un percorso concluso, una stagione aperta

Family Governance Toscana 2026: un percorso concluso, una stagione aperta

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Ogni mercoledì di aprile, dalle 11.00 alle 13.00 sulla piattaforma Google Meet, Anfn ha offerto agli amministratori locali della Toscana uno spazio di formazione gratuita e di qualità, pensato per dotarli di strumenti concreti con cui affrontare la sfida demografica a partire dal proprio mandato. Il principio guida è stato quello del family mainstreaming: ogni scelta di programmazione locale — dalle tariffe all’urbanistica, dai servizi educativi al welfare di prossimità — valutata per il suo impatto reale sulle famiglie.

Il calendario era stato pensato per concludersi prima delle elezioni amministrative toscane del 24–25 maggio 2026, affinché i partecipanti potessero portare fin da subito questi strumenti nel loro mandato o nel loro programma.

8 aprile — Scenario demografico e sfide per i territori

La sessione inaugurale ha messo a fuoco il contesto in cui operano le amministrazioni locali. Alfredo Caltabiano e Matteo Rizzolli hanno illustrato i dati dell’inverno demografico italiano: nel 2024 l’Italia ha registrato un nuovo minimo storico di fecondità, con una media di 1,18 figli per donna e appena 370.000 nascite. L’indice di vecchiaia — oggi a quota 1,9 — è destinato a salire a 3,1 entro il 2065, con un rapporto di tre anziani per ogni giovane.

Lidia Borzì delegata ACLI per la famiglia e gli stili di vita ha poi ampliato la riflessione sul tema della sostenibilità familiare in senso ampio.

Un quadro sobrio, non allarmista, ma capace di rendere evidente che i Comuni non possono restare spettatori: sono in prima linea.

15 aprile — Fattore Famiglia Comunale e fiscalità locale

La seconda sessione ha affrontato uno degli strumenti più concreti e immediatamente applicabili: il Fattore Famiglia Comunale (FFC). Alfredo Caltabiano e Paolo Moroni hanno spiegato come l’ISEE nazionale — nato per le politiche assistenziali — produca distorsioni sistematiche se applicato alle tariffe locali per le famiglie con figli: penalizza la prima casa, i risparmi destinati ai figli, include i bonus come se fossero reddito.

Il FFC è uno strumento correttivo che applica una scala di equivalenza adeguata al peso economico reale dei figli. Il caso del Quoziente Parma — che già nel 2010 ha portato a riduzioni tariffarie del 25–40% per le famiglie numerose — ha dimostrato la fattibilità concreta di questa scelta, a parità di gettito complessivo.

22 aprile — Family mainstreaming e governance locale

La terza sessione ha esplorato la dimensione più strutturale delle politiche familiari comunali. Mauro e Filomena Ledda hanno presentato il percorso verso la certificazione Comune Amico della Famiglia e il Network Family in Italia, con la testimonianza diretta del Comune di Alghero — già impegnato in questo cammino. MOIGE, con la vicepresidente Elisabetta Scala, ha poi portato la prospettiva delle associazioni del terzo settore come partner naturale dell’azione comunale.

La sessione ha chiarito come il family mainstreaming non sia un assessorato aggiuntivo, ma un cambio di metodo che attraversa tutta l’amministrazione: dalla delibera di giunta ai criteri dei bandi.

29 aprile — Imprese family friendly e la UNI/PdR 192: l’ospite della Presidenza del Consiglio

L’ultima sessione ha chiuso il percorso con uno sguardo verso il mondo del lavoro e un momento di significato istituzionale rilevante. Regina Maroncelli Florio ha aperto la discussione sulle imprese family friendly e sul ruolo che il Comune può giocare nel promuoverle — attraverso i propri bandi, i propri appalti, il proprio esempio diretto, illustrando l’esperienza proficua della rete delle aziende family friendly che è stata intrapresa da ELFAC a livello europeo.

Ma il momento di maggiore rilievo è stato la partecipazione di Matteo Orlandini, Project Leader del Tavolo UNI/PdR Family Friendly della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha illustrato in anteprima la UNI/PdR 192:2026 — la nuova prassi di riferimento nazionale, entrata in vigore il 14 aprile 2026, dedicata al sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Elaborata con il Dipartimento per le politiche della famiglia, la prassi definisce requisiti misurabili per le organizzazioni — pubbliche e private — che intendano certificare il proprio impegno per il benessere delle famiglie dei lavoratori, con KPI (indicatori chiave di performance) specifici su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa e welfare aziendale.

La presenza di Orlandini ha sancito qualcosa di più di una collaborazione tecnica: associazioni e istituzioni lavorano in sinergia per diffondere una cultura family friendly nelle istituzioni e nelle imprese italiane.

Le proposte di Anfn agli amministratori locali

Al centro di tutto il percorso formativo c’è stato il documento “Fare la differenza: costruire futuro”, redatto dall’Unità Enti Locali di Anfn, e nell’occasione presentato da Rita Picchianti Sacino: un insieme di proposte concrete, nell’ambito delle competenze municipali, che non richiedono riforme nazionali né risorse straordinarie — richiedono volontà politica e metodo.

  1. Ufficio per le Politiche Familiari — Un presidio trasversale alle dirette dipendenze del Sindaco, che applica il principio del family mainstreaming a tutti gli assessorati, elabora i Piani Famiglia comunali e lavora in raccordo con la Consulta delle Associazioni Familiari.
  2. Comune Amico della Famiglia — Adesione al Network Family in Italia e avvio del percorso di certificazione promosso dall’Agenzia per la Famiglia della Provincia Autonoma di Trento. Due percorsi disponibili: accesso rapido tramite manifestazione d’intenti, oppure certificazione piena con Piano Famiglia strutturato.
  3. Consulta delle Associazioni Familiari — Coinvolgimento del terzo settore, delle parrocchie e delle reti informali di mutuo aiuto nella programmazione locale. La famiglia non come utente passivo dei servizi, ma come motore del benessere comunitario.
  4. Sportello Famiglia — Punto unico di informazione e orientamento su tutti i servizi e le risorse — pubbliche e private — disponibili per le famiglie. Riduce la dispersione tra uffici e aumenta l’accesso effettivo alle risorse già esistenti.
  5. Politiche abitative — Revisione dei criteri dei bandi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) per valorizzare adeguatamente la presenza di figli, e promozione di piani di edilizia residenziale pubblica con quota riservata ai nuclei numerosi.
  6. Fattore Famiglia Comunale (FFC) — Adozione dello strumento integrativo che corregge le distorsioni dell’ISEE nazionale per il calcolo delle tariffe locali: asilo nido, mensa scolastica, trasporto, attività ricreative. Operazione a costo zero per il bilancio, attraverso rimodulazione interna con invarianza di gettito.
  7. Revisione della tassazione locale in chiave familiare — Modulazione dell’addizionale IRPEF comunale e della TARI secondo i carichi familiari, con quote crescenti di esenzione in funzione dei figli. Dall’uguaglianza formale all’equità sostanziale.
  8. Servizi per l’infanzia e conciliazione famiglia-lavoro — Rafforzamento degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia (la ricerca mostra che l’asilo nido gratuito aumenta la natalità del 5,1%), attenzione agli orari dei servizi pubblici come fattore concreto di conciliazione, tariffe agevolate per attività culturali e sportive dei figli.
  9. Family Audit — Certificazione che attesta l’impegno concreto di un’organizzazione nell’armonizzare i tempi di vita e di lavoro. Il Comune può conseguirla per sé, come datore di lavoro, e prevederla come criterio premiale nei propri bandi per le aziende del territorio. In Italia, oltre 1.200 enti pubblici e organizzazioni private sono già certificati.

Un modello replicabile: il prossimo siete voi

Family Governance Toscana 2026 ha dimostrato che c’è domanda di formazione di qualità tra gli amministratori locali, e che la famiglia — come tema di governo — può essere affrontata con strumenti tecnici precisi, linguaggio istituzionale rigoroso e un metodo condiviso a livello nazionale.

Questa esperienza toscana non è un punto di arrivo: è un prototipo. Anfn intende replicarla in altre regioni, portando lo stesso percorso ai Comuni di tutta Italia, in dialogo con il Governo e le istituzioni che già condividono questo impegno.

Se sei un amministratore locale — sindaco, assessore, consigliere, funzionario — e vuoi approfondire questi strumenti, siamo disponibili a incontrarti, a fornirti la documentazione tecnica e a supportare la redazione di impegni programmatici specifici per il tuo Comune.

Contatti: entilocali@famiglienumerose.org