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IO C’ERO

IO C’ERO

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e dietro di me tutti quelli che non sono potuti venire ma che hanno seguito trepidando la nostra impresa.
Che fatica preparare questa partenza.
Da mamma e in + numerosa credi che senza di te il mondo crollerà e così corri nel vano tentativo di preparare tutto e tutti a queste inaspettate 24 ore di libertà.
Arriva la sera. La piccola mi stringe in un fortissimo abbraccio che significa: so che domani non mi verrai a prendere come tutti i giorni, ma so che lo fai per noi.
La grande, adolescente, mi dice: Mamma TI STIMO!!!!
Mio marito raccoglie tutte le indicazioni che sistematicamente dimenticherà.
In cucina fa bella mostra il memo per tutte le mie amiche che si daranno il turno per questi nostri figli (un grazie di cuore)
E’ notte, scorro le ultime mail per vedere se ci sono novità, rimugino sulle pesanti parole della mia collega alla mia richiesta del giorno di ferie e vado a dormire.
Ma non riesco a dormire, sono veramente agitata. E’ la mia prima volta e forse potrei essere arrestata!
5.45 suona la sveglia. Spero che nessuno mi senta scendere, ma non faccio i conti con il mio piccolino che naturalmente apre gli occhi.
Lo butto sulla pancia di mio marito che ancora a letto sperava di dormire e mi catapulto fuori di casa con il mio bel passeggino.
Arrivo in centrale a Milano con 1 ora e 15 di anticipo (per non avere l’ansia di perdere il treno) e aspetto i miei compagni di questa avventura come in un film in bianco e nero.
Senza conoscerci ci individuiamo tra la folla e sono subito sorrisi e abbracci
Che bello fare parte di questa famiglia di famiglie!!!!
In treno facciamo + baccano che una gita scolastica di 15enni (se ci vedessero i nostri figli!)
Ridiamo scherziamo progettiamo parliamo di politica e di famiglia
Arrivati a Roma ci conosciamo da sempre.
E ritrovarsi con gli altri provenienti dalle varie regioni dà la giusta carica per l’assalto alla Piazza.
Sono le 14.30: si inizia.
Protestiamo con passione, rilasciamo interviste con l’autorevolezza che ci viene dal nostro ruolo di genitori, cantiamo, slogheggiamo ed è sera.
Qualche politico si è fatto vedere, qualcuno ha preferito rimanere nascosto, qualcuno ha fatto delle promesse che speriamo non siano solo parole.
Siamo pochi ma contiamo tantissimo lì perchè gridiamo a gran voce la verità.
E’ ora di tornare, ci sloggiano.
Ci abbracciamo, ci scambiamo numeri di telefono e torniamo nelle nostre autentiche realtà
Ricordo della giornata: le magliette, i cartelloni, le catene, le foto e i ritagli di giornali.
Che giornata ragazzi!
Lidia dalla provincia di Pavia

p.s.
la parte + interessante si svolge da 00.30 in poi quando mi accorgo, al parcheggio di Famagosta a Milano, che ho lasciato la mia borsa con portafoglio documenti chiavi soldi cellulare occhiali nella macchina degli amici di San Donato Milanese, che in una frazione di secondo sono scomparsi dalla mia vista e mi è impossibile rincorrere.
Ma questa è tutta un’altra storia….