Sono poco più di 285mila le famiglie composte da almeno sei componenti in Italia, secondo l’ultimo report Istat. La maggior parte tra queste sono rappresentate da coppie con molti figli. Cosa hanno in comune? È quanto ha cercato di indagare una indagine sociologica promossa da Anfn, l’associazione che raduna e dà voce alle famiglie numerose in Italia.
I risultati del sondaggio sono stati commentati questa sera da Adriano Bordignon presidente nazionale del Forum delle famiglie e da Paolo Puglisi, Emanuela Garavelli, Giovanni Marco e Cinzia Campeotto (Associazione nazionale famiglie numerose) in occasione del talk dal titolo L’ho fatta grossa. Identikit delle famiglie numerose in Italia.
Al sondaggio hanno risposto 1.330 coppie, equamente distribuite tra nord, centro e sud Italia. In comune le coppie «indagate» hanno una prole numerosa: le più rappresentate hanno 4 figli (rappresentano 34 coppie su 100 del campione), seguite dalle coppie con tre figli (31 su 100) e, a distanza, da genitori di cinque figli (17 su 100). In 6 casi su 10 papà e mamma lavorano entrambi fuori casa (e se uno dei due resta a casa per occuparsi full-time della famiglia, quasi sempre questa è la donna).
In 66 casi su 100 – secondo quanto emerge dal sondaggio – l’idea di una famiglia con almeno tre figli faceva parte, sin dall’origine, del progetto di vita di coppia. Nel 33.8% dei casi, invece, la coppia si era «pensata» in casa con uno, o, al più, due figli.
Le famiglie con molti figli sono famiglie cattoliche? Non necessariamente. Alla domanda: «la vostra scelta di accogliere tanti figli affonda le sue radici nella fede?» quasi il 20% ha risposto «per niente», mentre il 45% ha risposto «sì, molto» e il 35% «sì, abbastanza».
Dopo il terzo figlio è soprattutto la vita della donna a cambiare: nei ritmi o nel lavoro fuori casa ad esempio. «Non è cambiata per niente» per il 15.7% delle mamme, è «cambiata abbastanza» nel 45.7% dei casi, è cambiata molto secondo il 34.8% delle donne che hanno risposto al sondaggio. Quanto ai papà di prole numerosa la vita, dopo il terzo figlio, non è cambiata «per niente» nel 25.1% dei casi, è cambiata «abbastanza» nel 50.4% dei casi ed è cambiata «molto» secondo il 25.4% di chi ha risposto al sondaggio.
E la situazione economica dopo il terzo figlio è rimasta eguale? «È rimasta eguale» per il 24.5% dei casi, è «leggermente migliorata» nell’11% dei casi, è «leggermente peggiorata» nel 44.1% dei casi, è «molto peggiorata» nel 17.1% dei casi. Nessuno della coppia ha risposto «no, è molto migliorata».
Quella di mettere al mondo tanti figli è solo una scelta della coppia o ha anche un valore per la società? Secondo il 31.9% delle 1330 coppie genitrici di prole numerosa che hanno risposto al sondaggio «è solo una scelta privata», secondo il 68.1% la scelta di mettere al mondo molti figli «ha anche un valore per la società».
Riavvolgendo il nastro della vostra storia, fareste di nuovo la scelta di mettere al mondo molti figli? Quasi il 95% delle coppie che ha risposto al sondaggio ha risposto di sì, il 5.3% ha risposto di no.
Sulle motivazioni etiche che spingono una coppia ad aprirsi (o a non aprirsi) alla vita c’è anche un altro studio, predisposto dall’università di Udine e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma hanno partecipato anche molte famiglie numerose italiane. Studio i cui risultati saranno illustrati prossimamente. Ma da cui emerge, ad esempio, come molte famiglie numerose – anche se non tutte – conoscono i cosiddetti ‘metodi’ di gestione naturale della fertilità. E li osservano in modo corretto, ovvero non con mentalità contraccettiva. Certo, oggi in Italia il desiderio di maternità o paternità, matura, quando matura, in età molto più avanzata rispetto al passato. E questo incide anche sul numero di figli di cui la coppia è disposta a farsi carico… perché il primo figlio arriva ad una età in cui i nostri genitori e i nostri nonni avevano già messo al mondo il secondo, il terzo, il quarto…











