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Fisco e famiglia. La Camera dice tre volte sì

Fisco e famiglia. La Camera dice tre volte sì

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DA ROMA PIER LUIGI FORNARI
Significativa convergenza alla Camera di mag­gioranza e Udc sulle rispettive mozioni che impegnano il governo, tra l’altro, ad inserire tra i propri obiettivi prioritari le proposte contenu­te nella petizione organizzata dal Forum delle As­sociazioni familiari «per un fisco a misura di fami­glia », che ha raccolto più di un milione di firme.
Sono così stati approvati nell’aula di Montecitorio i documenti di Pdl, della Lega e dell’Udc. L’assem­blea ha, invece, respinto le mozioni presentate sul­lo stesso tema dal Pd e da Idv. Il Pd per bocca di Ma­rina Sereni ha dichiarato l’astensione sul docu­mento dell’Udc. Anche l’Idv con Fabio Evangelisti ha annunciato lo stesso atteggiamento. Il sottose­grario alla presidenza del Consiglio Carlo Giova­nardi ha dato un giudizio positivo sulle mozioni, presentate dall’Udc, dal Pdl e dalla Lega, in quanto sostan­zialmente tutte tre condividono i contenuti della petizione po­polare, «sia pure in prospettiva, in quanto tutti sappiamo che vi è una questione di compatibi­lità di risorse per arrivare all’o­biettivo condiviso delle dedu­zioni e del quoziente familiare».
La mozione dell’Udc, che aveva come primo firmatario Michele Vietti, ha ottenuto il maggior numero di preferenze: 288 voti. «C’è gran­de soddisfazione da parte nostra – ha commenta­to Luca Volonté –. Ora ci aspettiamo che il governo, sia nella riformulazione del maxiemendamento sul decreto economico sia nella prossima Finanziaria, mantenga fede all’impegno preso stamattina e in­troduca finalmente quelle misure fiscali» indicate dalla petizione, altrimenti i nuclei fondanti della società rischiano di scomparire. «Se non si potrà intervenire nell’immediato – ha ammonito –. Si do­vrà farlo in un secondo tempo, ed è bene rendersi conto che quello sarà l’ultimo disponibile». Sempre nello Scudocrociato, Luisa Santolini ha commen­­tato: «Il fatto che il governo abbia giudicato positi­vamente la nostra mozione, è sicuramente un pas­so avanti verso le richieste delle famiglie, nella spe­ranza che seguano provvedimenti concreti con stanziamenti adeguati».
Antonio Palmieri del Pdl, intervenendo in aula, ha confermato l’impegno del suo par­tito e «dell’intera maggioranza a lavorare per la famiglia», insieme a «chiunque vorrà farlo». Carolina Lussana per la Lega ha chie­sto al governo di «adottare in tempi brevi misure dirette al sostegno della natalità e della famiglia», auspicando che nell’agenda dei la­vori parlamentari sia «data una corsia preferenzia­le » a questa materia, perché non si può restare «sor­di » alle richieste della società civile e del Forum. Per il Pd Marina Sereni, nel ribadire l’interesse a trova­re uno strumento a sostegno delle famiglie, ha di­chiarato la disponibilità a «discutere anche del quo­ziente familiare», ripetendo però l’obiezione che premia di più le famiglie a reddito medio-alto. E ha lanciato una sfida a non fermarsi agli interventi fiscali.
La mozione della Lega, che ha come prima firmataria la Lus­sana, chiede il quoziente fami­liare e «nuove deduzioni» per le famiglie numerose. La mozione del Pdl, che ha come primo fir­matario Marcello Tagliatela, im­pegna l’esecutivo, in attesa del­la riforma della tassazione della famiglia, a destinare l’aumento di gettito, non assorbito da eventuali maggiori spe­se, alla riduzione del loro carico fiscale. La mozio­ne dell’Udc ricalca in vari punti la sottoscrizione promossa dal Forum. Quella petizione, trasmessa al Parlamento dal Capo dello Stato, chiede quale primo passo verso una vera equità fiscale, «un si­stema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddi­to, che gli studiosi hanno da tempo identificato», prevedendo anche un’integrazione al reddito pari alla deduzione non goduta per gli incapienti. In questo modo «nell’ambito di una futura, comples­siva riforma del sistema fiscale, sarà possibile pre­vedere anche l’introduzione di strumenti, quale il quoziente familiare, che abbiano alla base, come soggetto imponibile, non più l’individuo ma il nu­cleo familiare».
Avvenire