Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore romano Augusto nell’8 a.C.
Tale festività nasce in quanto già il 19 agosto si festeggiava i Vinalia rustica ovvero una festa in onore di Giove e Venere e dove si sacrificava un agnello, e il 21 agosto si festeggiava i Consualia una festa religiosa in onore del dio Conso che era considerato dio dei granai e degli approvvigionamenti.
Pertanto l’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium”, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.
Solo nell’età rinascimentale lo Stato Pontificio si rese conto che essendo molto radicata la festività la rese obbligatoria con la festa religiosa conosciuta oggi come ricorrenza dell’Assunzione di Maria.
Nel rinascimento con l’istituzione della festività religiosa si perse la vera ragione per cui era nato il Ferragosto e fu il governo Mussolini che ripristinò l’usanza popolare da cui nacque la classica gita di Ferragosto.
Infatti a partire dalla seconda metà degli anni venti, si cominciarono a organizzare, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”, con prezzi fortemente scontati.
L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100-200 km.
Durante queste gite popolari la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Nondimeno, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco.
Buon riposo di Augusto a tutti.
Claudio Zanetti








