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Educare i giovani attraverso le grandi storie

Educare i giovani attraverso le grandi storie

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Le storie sono da sempre un ponte per raccontare. Ci ispirano, conformano il nostro giudizio, ci aiutano ad assimilare il dolore e a delineare un’interiorità che a volte fatichiamo a riconoscere e ad esprimere.

Possono essere scritte per intrattenere, per educare o per veicolare messaggi importanti. Qualunque sia il loro obiettivo, le storie aiutano l’uomo a capire se stesso.

Con il passare del tempo è cambiato anche il modo di raccontare le storie. Oggi, sono numerosi gli strumenti attraverso cui ci è possibile raccontare una storia. Ai classici libri, si affiancano film e serie tv.

Le storie più amate dai giovani di oggi

Un’indagine di gradimento avviata da Familyandmedia nel 2018 ha individuato alcune delle opere, tra libri film e serie tv, più apprezzate dai giovani. Nelle giornate del 24 e 25 settembre 2021, presso l’Università Pontificia della Santa Croce, un gruppo di ragazzi dai 20 ai 30 anni si è riunito insieme ai ricercatori di Familyandmedia, per confrontarsi sui contenuti di tali opere e analizzare in che modo esse veicolino tematiche fondamentali della vita come l’amore e l’amicizia. Un’occasione importante di scambio, non solo di idee, ma anche di vissuti emotivi.

L’amicizia e l’amore attraverso le storie

Tra le opere in questione non potevano mancare il best seller Harry Potter e il film Le cronache di Narnia, che hanno posto al centro del focus group il tema dell’amicizia.

Cosa rende salda un’amicizia e cosa la inficia? È possibile perdonare un amico da cui ci siamo sentiti traditi? Queste sono solo alcune delle domande che hanno animato il dibattito tra i ragazzi. Uno spazio è stato occupato dal tema del bullismo, dalle difficoltà che i ragazzi vivono al giorno d’oggi soprattutto negli ambienti scolastici e dall’importanza del ruolo ricoperto dai genitori come dagli amici in momenti di difficoltà.

La serie Thirteen reasons why ha offerto diversi spunti per approfondire tali tematiche. La visione di alcuni estratti della sit-com The Big Bang theory ha aperto il capitolo della possibilità di un’amicizia tra uomo e donna, tema spinoso ma sempre di grande attualità.

Oltre all’amicizia, l’amore è stato il secondo importante tassello di questo viaggio. In questo caso il dibattito ha preso spunto da alcune scene del colossal Titanic. L’intensa storia vissuta dai protagonisti Jack e Rose ha subito posto l’attenzione sul concetto di idealizzazione, generando una profonda riflessione su cosa sia l’amore vero. Un tema delicato, soprattutto oggi dove tutto sembra essere evanescente e in cui, un bizzarro concetto di libertà sembra condurci a nulla di stabile e duraturo.

I social e i sentimenti

Nell’affrontare questi argomenti non si poteva tralasciare una domanda fondamentale: quanto e come i social influenzano i sentimenti e le relazioni? Oggi abbiamo costantemente la possibilità di connetterci agli altri. Il rischio è quello di vivere solamente in un dimensione virtuale, fatta di messaggi e notifiche, senza sviluppare realmente una relazione con qualcuno. Non possiamo, certamente, fare a meno di pensare che grazie a queste modalità comunicative ci è possibile essere in contatto con chi è lontano, ma quale può essere l’altra faccia della medaglia, soprattutto per chi fa un uso spropositato di questi mezzi? Il rischio è quello di vivere una realtà interpretata, supposta, ma comunque sempre distaccata da quella reale. Non solo, ma mascherarsi dietro uno schermo senza mostrarsi mai per quello che si è può inibire la nostra capacità di esprimerci. Tutti hanno bisogno di esprimere i propri sentimenti e i propri pensieri. È un’arte che si impara, non è immediata.

Diventa allora fondamentale sviluppare una intelligenza narrativa, che ci permetta di andare al di là della storia stessa per leggere e capire il “sotto testo” e i valori che il narratore ci vuole comunicare. Le grandi storie di amore e di amicizia non hanno età, sopravvivono al tempo, per vincerlo e aprire la strada ai nuovi che arrivano; non tramontano mai perché colgono quel che vi è sempre di umano nella vita dell’uomo.

Fonte: Family and Media