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E’ qui la festa. A Misano Adriatico famiglie da ogni angolo d’Italia

E’ qui la festa. A Misano Adriatico famiglie da ogni angolo d’Italia

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Il porto turistico di Portoverde, il circuito motociclistico, lo stadio comunale Santamonica, i mosaici, le fontane della centralissima via Repubblica e del lungomare realizzati con la consulenza dell’architetto Paolo Portoghesi. E poi i sobborghi nati con il ritorno in patria di cittadini misanesi che, nell’Ottocento, erano emigrati in cerca di fortuna: Misano Brasile, Villaggio Argentina, Canadà, Uruguay e Paraguay. Sono le prime immagini di Misano adriatico – paese di 14mila anime della riviera riminese – che resteranno a lungo nella mente e nel cuore delle 120 famiglie iscritte all’assemblea nazionale delle Famiglie numerose. Oltre 630 persone arrivate da ogni angolo d’Italia. Famiglie numerosissime, come i Pergola, vincitori della scorsa edizione del premio «Due cuori & una tribù», arrivati da Potenza (Basilicata) in 18 insieme ai cugini Comentale (in dieci). In aereo, in nave, in auto, in treno. Una dozzina di famiglie – provenienti dalle province di Napoli, Bari, Foggia e Taranto sono arrivate in autobus prenotati dall’associazione.
La meglio gioventù si identifica nei volti sorridenti degli animatori. Avranno un bel daffare. 29 bambini entro i due anni, 26 tra i tre ed i quattro, 128 tra i cinque e i dieci, 82 tra gli 11 ed i 14. Per i più grandicelli tornei sportivi organizzati dai Muggiatti family
«Siamo qui per guardarci in faccia, per conoscerci, per vivere insieme quell’aria (davvero unica) che si respira tra famiglie numerose: fatta di accoglienza, semplicità, relazioni vere» le prime parole del presidente Alfredo Caltabiano rivolte questa sera ai partecipanti. Di più: «Siamo qui per fare rete. E per dare alle nostre famiglie associate una opportunità: vivere qualche giorno di vacanza insieme a condizioni accessibili. Non è un dettaglio: per molte famiglie numerose una vacanza così semplicemente non sarebbe possibile». Infine: « Siamo qui per affrontare temi veri. Quelli che le famiglie vivono ogni giorno: lavoro, educazione, tempo, conciliazione» ha osservato il presidente Anfn, ricordando che l’associazione «vuole essere un soggetto attivo, capace di portare proposte e contribuire a costruire politiche che facciano bene non solo alle famiglie numerose, ma a tutte le famiglie».
Caltabiano ricorda che il Consiglio Direttivo è alla fine di un mandato: «Per questo abbiamo voluto trasformare il nostro tradizionale appuntamento in qualcosa di significativo: non solo per chi già ci conosce, ma anche per chi guarda da fuori». Sul palco sale il consiglio nazionale uscente: coppie che, in questi anni, si sono messe al servizio della grande famiglia Anfn.
«La forza del +» non è soltanto il titolo dell’assemblea. È il filo rosso dell’intero incontro. A spiegarlo è Alfio Spitaleri, referente dell’Unità Comunicazione: la famiglia numerosa come segno concreto di un “di più” che arricchisce genitori, figli e società.
«Il logo e il tema sono nati insieme, quasi simultaneamente», racconta Sofia Buratti, senese, mamma di famiglia numerosa e ideatrice del logo scelto per questa assemblea. «Mentre ragionavamo sul concetto di Plus — il valore aggiunto, l’abbondanza — il logo si formava nella mia mente come sua traduzione visiva».
L’idea centrale è semplice. «La famiglia numerosa non è un minus: meno tempo, meno attenzione, meno risorse. È un surplus, una somma. È un valore aggiunto per noi genitori, per i figli, per la società intera.
E il logo racconta proprio questo: rappresenta una famiglia con quattro figli, dove i figli stessi diventano il segno più. Sono loro il valore aggiunto, visibile e incarnato».
I genitori, invece, sono le parentesi. «Non è un caso: in matematica le parentesi ordinano e danno importanza al contenuto. I confini non limitano: contengono e liberano, come un abbraccio, permettendo ai figli di dare il meglio di sé e di diventare persone mature, libere e autentiche».
Ma attenzione: «Il plus non è solo dei figli. Anche noi genitori abbiamo un plus da donare. I nostri figli non sono arrivati per caso: sono una scelta. Una scelta coraggiosa, generosa e responsabile.
Ognuno di noi, con tutti i suoi limiti e le sue paure, aveva dentro di sé un surplus chiamato vita e ha deciso di donarlo. Non è un merito, è un dono. Questo è il logo. Questo siamo noi».
Abbracci, sorrisi, applausi. I primi sono per Paolo & Paola Nanni, coppia referente dei Grandi Eventi. Da loro le prime raccomandazioni perché tutto fili liscio in modo ordinato. C’è spazio per le gag di Carmen e Giuseppe Rossini. Ogni salita sul palco è accompagnata dal brano «La Cura» di Franco Battiato. La canta Sara Gasparo, ultimogenita di una famiglia dalle mille soft skill. Rachele Bernardini, in arte Tartitarta, segue e regala la prima vignetta ispirata dalla serata. La festa è appena iniziata.