Scegliere di rimettersi a studiare quando si è già genitori richiede coraggio, soprattutto all’interno di una famiglia che cresce. La storia di Martina Aprile, di Foggia, mamma di cinque figli, racconta come il desiderio di formazione possa intrecciarsi con la vita familiare, diventando un cammino fatto di sacrificio, sostegno e fiducia e speranza.
Nel 2020, a Campobasso, Martina decide di iscriversi all’università in Scienze della formazione primaria, all’età di trent’anni. È mamma di due bambini, Vincenzo e Stefano, e porta con sé un desiderio profondo: realizzare un sogno di studio senza rinunciare alla propria vocazione familiare.
Durante il percorso universitario, la famiglia cresce e si arricchisce di nuove vite. Nascono Letizia, Andrea e, nove mesi fa, la piccola Rebecca. Cinque figli accompagnano così un cammino fatto di lezioni, esami, notti di studio e continui incastri quotidiani, in cui maternità e formazione procedono fianco a fianco.
L’esperienza vissuta è intensa, bellissima ma anche faticosa. Studiare mentre si cresce una famiglia numerosa richiede grande determinazione, capacità di adattamento e una fiducia costante. Le difficoltà non mancano, ma diventano parte integrante di un percorso che dà valore a ogni sacrificio.
Determinante è il sostegno del marito Emanuele d’Amato, insieme all’aiuto prezioso delle famiglie d’origine, presenza discreta ma fondamentale nel rendere possibile un progetto che, senza una rete familiare solida, sarebbe apparso irraggiungibile.
In questo cammino, la fede rappresenta un filo conduttore essenziale. Nei momenti di stanchezza e di incertezza, quando le forze sembrano non bastare e gli equilibri appaiono fragili, la fiducia in Dio offre la luce. Ogni passo viene vissuto come affidamento, nella consapevolezza che nulla nasce solo dalle proprie capacità, ma anche dalle strade che si aprono quando si accoglie ciò che viene donato.
Il traguardo raggiunto non viene così percepito come un successo esclusivamente personale, ma come un dono accolto con gratitudine. Un dono che affonda le radici nella preghiera e nella certezza che ciò che viene custodito nel cuore può trovare compimento al tempo giusto.
Dopo cinque anni di impegno, il 17 dicembre viene proclamata Maestra. Una laurea che racconta una storia di famiglia, di perseveranza e di speranza, e che testimonia come i sogni possano crescere insieme ai figli.
Ma nelle famiglie numerose la gioia sembra sempre amplificata. La storia di Martina lo racconta con particolare forza: seconda di tredici figli, porta con sé l’eredità di una famiglia che ha scelto di aprirsi alla vita senza riserve.
Nello stesso giorno anche Mattia, il nono dei fratelli, ha raggiunto un traguardo importante, diventando maresciallo della Guardia di Finanza a L’Aquila. Una coincidenza che ha reso quella giornata ancora più intensa, motivo di grande orgoglio per tutta la famiglia.

È stata una giornata speciale per la famiglia Aprile e, in modo particolare, per i genitori Vito e Gabriella, che hanno avuto il coraggio di dire sì alla vita senza porre limiti.
Oggi vedono i figli fiorire, uno dopo l’altro, e intraprendere le proprie strade, testimoni viventi di una scelta fatta con fiducia molti anni prima.
“Come frecce in mano a un guerriero sono i figli della giovinezza. Beato l’uomo che ne ha piena la faretra”, recita il Salmo. Parole che si concretizzano in questa storia familiare, dove si sperimenta che basta un “semplice” sì a Dio perché ciò che sembra impossibile diventi, passo dopo passo, realtà.










