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Cuneo: scarsa adesione al bando regionale per le famiglie numerose

Cuneo: scarsa adesione al bando regionale per le famiglie numerose

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Il 31 dicembre u.s è scaduto il termine per la trasmissione da parte dei consorzi socio-assistenziali agli organi competenti delle domande relative al bando regionale a favore delle famiglie con più di tre figli (D.G.R. 21 luglio 2008, n. 46 – 9264) che prevedeva un intervento di 2.200.000 Euro su tutto il territorio piemontese.
Dai dati gentilmente forniti dai consorzi e comunità montane, che hanno provveduto all’acquisizione della documentazione prodotta dalle famiglie, si nota come in totale l’adesione sia state poco elevata, infatti su tutto il territorio provinciale sono state raccolte 538 domande su una previsione fatta dalla Regione Piemonte, sulla base dei dati del censimento 2001, di poco più di 1.300 famiglie residenti.
Va considerato che a quell’epoca sicuramente l’immigrazione non contribuiva nelle nostre aree, se non in bassissima misura, all’andamento demografico né tantomeno ad un maggiore numero di nuclei con tanti figli, cosa che invece attualmente è molto più tangibile tant’è vero che sul totale delle domande presentate oltre il 40% sono di famiglie straniere.
Il dato che però colpisce maggiormente è la reale adesione al bando nelle aree dove per scelta sono state individuate e contattate tutte le famiglie rientranti nei requisiti (numero ed età dei figli) con una lettera specifica (Consorzio del Cuneese, delle valli Grana e Maira e Int.Es.A, Com. Montana Valli Gesso e Vermenagna, Comune di Fossano) oppure dove abbiamo comunque una rilevazione del dato dei residenti; si può notare come, ad esclusione del comune di Fossano, l’adesione sia ben inferiore al 50% con una media che si attesta su un modesto 47%.
Sicuramente non è pensabile che una così alta percentuale di famiglie non abbia il requisito del reddito per poter aderire al bando, visto che comunque era ragionevolmente elevato, anche se di certo la produzione del’ISEE rappresenta un forte deterrente.
La lettura va ricercata nella scarsa fiducia in interventi spot che non rappresentano una soluzione ai problemi economici delle famiglie, le quali richiedono politiche strutturate e durature in grado di dare un aiuto concreto a chi sta affrontando non senza difficoltà la crisi incombente.
E ‘ ormai prioritario individuare azioni che separino nettamente gli obiettivi della lotta alla povertà da quelli che sono specificatamente rivolti alle famiglie, soprattutto quelle numerose; il paravento del reddito non fa altro che allontanare ancora di più chi non è abituato a chiedere l’”elemosina” ma desidererebbe semplicemente vedere riconosciuto l’impegno per dare alla nostra società nuova linfa vitale per il prossimo futuro.
Auspichiamo un maggiore coordinamento a livello amministrativo fra tutti gli enti che attualmente propongono interventi cosiddetti a favore delle famiglie, affinchè non si corra il rischio di concentrare gli aiuti solo su una minima parte di persone sicuramente bisognose tralasciando chi potrebbe trovarsi in serie difficoltà a brevissimo termine.

Scarica allegati:
DatiBando.pdf

Daniela e Silvio Ribero