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Anna e Massimo Laveroni

Anna e Massimo Laveroni

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TESTIMONIANZA DI VITA

Era il 1986, quando i nostri cuori desiderarono unirsi in Matrimonio. Due vite che incominciavano a fondersi nell’unica via tracciata dal Signore. I primi anni, spensierati e pieni di attenzioni per noi due…e poi, piano piano, quella voce dentro che desiderava farci diventare, oltre che moglie e marito, anche genitori. Un desiderio sempre più intenso, ma che purtroppo non si concretizzava nei fatti: il travaglio di molte coppie sterili. Ma già allora qualcosa ci diceva che la nostra strada non era quella dell’accanimento medico, ma di una strada che avevamo “sognato” forse “progettato”, ma che incominciava a prendere i contorni della nostra strada. La domanda di adozione internazionale…..l’attesa per l’idoneità (2 anni)…..fino alla scelta di AiBi come nostro accompagnatore in questa avventura. Partiva il progetto di “un figlio per noi”: era Leonardo, brasiliano di 7 mesi nato a Ananindeua, un sobborgo di 35.000 abitanti di Belem capitale del Parà nel nord dello stato carioca. Tutto molto bello e romantico. Ma i due mesi di permanenza in mezzo alla povertà in un posto dove tutti i giorni un pugno di suore accoglieva circa 100/120 bambini ci aveva segnato. Quante preghiere ci hanno accompagnato e consolato in quei interminabili 59 giorni in terra brasiliana…….eppure solo se il seme muore nella sofferenza può portare frutto. E’ vero: la nostra avventura non si era fermata, anzi eravamo inconsapevolmente proiettati ad un amore accogliente che nemmeno noi sapevamo di avere. Sofia 9 anni aveva bisogno di una mamma e di un papà e nell’ombra di un istituto pregava ogni sera che la carezza della buona notte non fosse sempre solamente quella di Madre Cristina, una giovane suora volenterosa, ma fosse la mano di una famiglia che la accogliesse. Noi con Leonardo di un anno dicemmo “si”, anche se questa scelta ci mise di fronte a contrasti con tante persone (amici, genitori, sacerdoti, giudici….). I conti delle nostre finanze che non quadravano se Anna avesse abbandonato il lavoro….ma Anna stessa un giorno mi disse a me contabile di natura: “Massimo, i ragionieri e la Provvidenza non vanno d’accordo!”. Alla fine Sofia arrivò da noi e, oggi, quasi ventenne, condivide le nostre esperienze di accoglienza rendendosi utile in tutto quello che ogni giorno accade. Ma non eravamo ancora al capolinea e la nostra Guida ci chiedeva ancora di essere per gli altri…….Chiara, 16 mesi, tetraplegica, 6 mesi di ospedale, un’adozione fallita ed un desiderio immenso di essere amata. Disse ad Anna: “cosa vuol dire tetraplegica”, mi ripose balbettando qualcosa….non sapevamo nulla, ma dopo circa 20 giorni di contatti con la giudice di competenza, l’avevamo nelle nostre braccia pieni di felicità di iniziare questa nuova avventura con Leonardo e Sofia. Potevamo fermarci…..si…..no….non lo sapevamo: Michelino un mese e mezzo, down era rimasto senza genitori che avevano fatto la scelta di abbandonarlo ma soprattutto di metterlo al mondo. Senza quella scelta, oggi Michelino non sarebbe da sei anni la nostra mascotte! Sei anni pieni di travagli di natura medica (sindrome di West – forma gravissima di epilessia) che oggi ci danno tra le braccia uno splendido bambino che ancora in maniera molto primitiva vive il nostro rapporto familiare. Ma lui è il nostro Michelino speciale, amato da Leonardo, Sofia e Chiara. E adesso….Michael 9 anni, italiano ragazzo da due anni in istituto con un trascorso da “strada” desideroso di stabilità nell’approssimarsi della sua adolescenza: potevamo tirarci indietro? No. Michael da 4 anni vive con noi. E’ diventato quasi “gemello” di Leonardo ed insieme a Sofia, Chiara e Michelino formano la nostra truppa. Eppure non eravamo partiti con questa intenzione: abbiamo però aperto il cuore al prossimo senza farci condizionare da quanto intorno c’era. L’amore non si divide, ma moltiplica le forze per affrontare quanto accade ogni giorno. Tutti i giorni abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il “dono” che il Signore ci ha fatto:i essere accoglienti. Una accoglienza che non esclude niente a priori: non solo i ragazzi che abitano con noi, ma la ragazza rumena in cerca di lavoro, il ragazzino marocchino che, privato della sua infanzia, amava giocare con Leonardo nella sala di casa nostra per buona parte delle mattinate, la ragazza madre disperata che non sapeva come trovare il latte per la propriop bimba…….e domani i nostri genitori: ci hanno dato il dono più bello che ‘è la vita, possiamo dimenticarli ? E’ facile…difficile…non lo sappiamo! Certamente sappiamo che se il nostro cuore rimarrà sempre aperto all’ascolto del lamento del nostro prossimo sapendo certamente essere coinvolti dalle immense necessità di questo “povero” mondo.

ANNA e MASSIMO LAVERONI Via Aldo Fossati 48 15060 STAZZANO (AL) tel 0143 62883

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