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Nota sulla Conferenza nazionale per la famiglia

Nota sulla Conferenza nazionale per la famiglia

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A Roma, in Campidoglio nei giorni 28 e 29 settembre, si terrà la terza Conferenza nazionale sulla famiglia; un giorno e mezzo di  lavori  introdotti dall’on. Boldrini e chiusi dall’on. Boschi. Si faranno dei tavoli di lavoro tematici e in chiusura i risultati dei tavoli saranno illustrati e consegnati al Governo. Come già si può notare,  i limiti della Conferenza sono oggettivi, come non mancano interrogativi e dubbi: basta pensare al contesto politico generale e ai risultati delle prime due Conferenze nazionali sulla famiglia. Per non parlare di assenze  significative, non facilmente comprensibili.

L’argomento al centro della conferenza è decisivo per il benessere del paese: “più forte la famiglia, più forte il Paese”. Per questo noi abbiamo preso sul serio questo momento, con impegno  e senso di responsabilità. C’è una nostra  équipe preparata e competente  i cui membri saranno presenti  nelle diverse commissioni, dove presenteranno  proposte che tutti conosciamo. Anche per noi, giovani famiglia e lavoro vanno coniugati, partendo da un fisco a misura di famiglia e da un’attenzione tutta nostra  al lavoro delle nostre mamme .

Il significato della Conferenza però non si esaurisce nel forte e necessario impegno perché nella prossima Legge di bilancio vi siano  concrete risposte, ma anche e soprattutto perché nella società si prenda sempre più coscienza che, senza una famiglia unita e aperta alla vita, sono  a rischio la coesione sociale e il futuro del Paese, venendo meno ad esso il bene comune di base.

Non dimentichiamo che siamo dei “seminatori” di speranza e di fiducia. Non possiamo essere e assenti. Siamo chiamati  soprattutto ad essere uniti, mostrandoci capaci di saper coniugare il versante sociale ed antropologico della famiglia, nella distinzione però dei ruoli  e degli obiettivi immediati.  Il nostro scopo specifico è promuovere, infatti, la cultura del bene comune; un bene che oggi per la famiglia  non può prescindere dalla realizzazione del Fattore famiglia o dell’Assegno unico e universale.
Si dice che siano misure troppo onerose per le casse dello Stato: e allora si cominci dai nuclei con più di tre figli, sono ormai molto pochi, ma sono quelli che risentono più fortemente della mancanza di vero sostegno, tanto che il 39% di essi sono sotto la soglia di povertà. Una volta tanto, finalmente, si sarà osservata l’indicazione dell’articolo 31 della Costituzione.

Giuseppe e Raffaella Butturini
Presidenti